Ferrara, 30 settembre 2026 – Uno studente ferito, un coltello trovato a poca distanza dal luogo dell’aggressione e momenti di panico. Tutto all’interno del liceo Ariosto questa mattina, durante il primo intervallo delle 10.10. Secondo le prime ricostruzioni, ad essere stato aggredito è un ragazzo di appena 14 anni, refertato a una mano, per fortuna le sue condizioni non sembrano gravi. L’aggressore, invece, avrebbe un anno in più appartenente allo stesso istituto.

    Rissa nel bagno della scuola

    Entrambi sarebbero italiani e della città. Il tutto, secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri della Stazione di Ferrara, sarebbe avvenuto all’interno del bagno della scuola. Durante la colluttazione, l’aggredito sarebbe riuscito ad afferrare il coltello – di una quindicina di centimetri di lunghezza – con la mano, disarmando il suo aggressore e restando ferito. Sul posto carabinieri e ambulanza.

    Ambulanza al liceo Ariosto di Ferrara: rissa nei bagni della scuola. Accoltellato 14enne (immagine di repertorio)

    Ambulanza al liceo Ariosto di Ferrara: rissa nei bagni della scuola. Accoltellato 14enne (immagine di repertorio)

    Choc tra studenti, insegnanti e dirigente

    Sgomento e choc tra dirigente, insegnanti e studenti, molti dei quali ancora nell’istituto per essere sentiti dagli inquirenti che stanno cercando di ricostruire con esattezza l’incredibile accaduto. Ancora nella scuola anche l’aggressore, ascoltato a sua volta dai carabinieri. Già informata anche la Procura per i minori. Da capire l’eventuale coinvolgimento di altri ragazzini e il movente. La notizia ha iniziato a circolare in maniera velocissima sui social e in tutta la città con un grande tema che resta aperto: come è possibile che uno studente entri a scuola con un coltello?

    Coordinamento nazionale docenti 

    “Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani – scrivono in una nota – esprime ferma condanna per il grave episodio verificatosi nella mattinata del 30 settembre al liceo Ariosto di Ferrara, dove, secondo le prime informazioni diffuse dalla stampa, uno studente avrebbe ferito con un coltello un coetaneo all’interno dell’istituto”. “Nel rispetto degli accertamenti in corso e della riservatezza dovuta ai minorenni coinvolti, non può essere attenuata la gravità di un gesto violento compiuto all’interno di una scuola. Portare un’arma tra i banchi e utilizzarla contro un’altra persona rappresenta il superamento di un limite che la comunità scolastica e le istituzioni non possono considerare come una delle possibili manifestazioni del disagio adolescenziale. Il disagio deve essere compreso e affrontato; la violenza deve essere prevenuta e contrastata con fermezza”. La successione, nel corso degli ultimi mesi, di gravi episodi di aggressione avvenuti in contesti scolastici impone una riflessione che non può più essere affidata soltanto all’emergenza del momento. Ogni singolo caso presenta circostanze e responsabilità proprie, ma il ripetersi di condotte violente e la presenza di armi tra giovanissimi richiedono una risposta istituzionale capace di tenere insieme sicurezza, prevenzione e formazione”.

    L’appello al Ministro Valditara

    “Per questa ragione il Coordinamento richiama l’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sulla necessità di rafforzare ulteriormente le politiche di prevenzione nelle scuole. Le misure di controllo e di sicurezza possono rappresentare uno strumento necessario nelle situazioni a rischio, ma non possono costituire l’unica risposta. Occorre intervenire prima che il conflitto degeneri e prima che un adolescente consideri un’arma uno strumento con cui affrontare una difficoltà, un’offesa o una contrapposizione. Riteniamo pertanto necessario potenziare in modo stabile i percorsi di educazione alla legalità all’interno dell’offerta formativa, valorizzando anche le competenze specifiche dei docenti delle discipline giuridiche. La conoscenza delle regole non dovrebbe ridursi all’apprendimento formale delle norme, ma tradursi nella comprensione delle responsabilità personali, delle conseguenze delle proprie azioni e del significato concreto del rispetto delle persone e delle istituzioni”.

    “A questa dimensione educativa dovrebbe affiancarsi una presenza più strutturata delle professionalità psicologiche nella scuola. L’ascolto del disagio, l’individuazione precoce delle situazioni di fragilità e il sostegno nella gestione dei conflitti possono contribuire a intercettare tensioni che, se ignorate o sottovalutate, rischiano di evolvere in comportamenti aggressivi. La scuola non può tuttavia essere lasciata sola di fronte a fenomeni che hanno radici familiari, sociali e culturali. È necessaria una responsabilità condivisa tra famiglie, istituzioni scolastiche, servizi territoriali e amministrazioni, accompagnata da risorse adeguate e da interventi continuativi, non limitati alla reazione successiva ai fatti più gravi”. Il Cnddu chiede pertanto al Ministero dell’Istruzione e del Merito di promuovere un rafforzamento organico delle azioni dedicate alla sicurezza, alla prevenzione della violenza e all’educazione alla legalità, affinché tali attività diventino parte effettiva e continuativa della formazione degli studenti. Di fronte a un ragazzo che entra a scuola con un coltello non è sufficiente domandarsi come fermarlo all’ingresso. È necessario anche comprendere quali strumenti educativi possano impedire che maturi la convinzione di poter affidare alla violenza la soluzione di un conflitto. Condannare senza ambiguità il gesto e, nello stesso tempo, intervenire sulle condizioni che possono favorire comportamenti violenti non sono posizioni contrapposte. Sono le due responsabilità che oggi la scuola e le istituzioni sono chiamate ad assumere. Il Cnddu esprime vicinanza allo studente ferito, alla sua famiglia e all’intera comunità scolastica del Liceo Ariosto di Ferrara, auspicando che quanto accaduto determini non soltanto una necessaria  risposta all’emergenza, ma un impegno istituzionale più incisivo e duraturo nella prevenzione della violenza nelle scuole”.

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