La Nazionale parte per la Francia, ma non tutti i convocati salgono sull’aereo. Nove azzurri, fra cui Alessandro Romano e Samuele Inacio, resteranno a lavorare a Coverciano. Roberto Mancini divide il gruppo alla vigilia della terza partita di Nations League: la ragione indicata dalla FIGC è preparare al meglio anche il successivo impegno con la Turchia, non interrompere il raduno dei giocatori esclusi dalla trasferta. (figc.it)

    I nove che non partiranno

    La decisione riguarda Honest Ahanor, Nicolò Cambiaghi, Diego Coppola, Daniele Ghilardi, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Rolando Mandragora, Massimo Pessina e Alessandro Romano. È questo l’elenco dei giocatori che non accompagneranno l’Italia nella trasferta francese. La notizia, riportata dalla Gazzetta dello Sport, trova conferma nel comunicato pubblicato dalla federazione nella mattinata del 1° ottobre. Non si tratta quindi di indiscrezioni sulla formazione o di indicazioni ricavate dall’allenamento: la divisione del gruppo è stata annunciata ufficialmente. (gazzetta.it)

    Il punto decisivo è la motivazione. La FIGC collega la scelta alla preparazione del successivo incontro con la Turchia, fissato per lunedì 5 ottobre a Bologna. Mancini ha deciso di evitare il trasferimento in Francia a una parte della rosa, riproponendo una gestione già adottata per la precedente trasferta di Bursa. La federazione non presenta il provvedimento come una sanzione né comunica, per questi nove giocatori, un rientro anticipato nei rispettivi club. La definizione più precisa è dunque esclusione dalla trasferta, non uscita dal raduno della Nazionale. (gazzetta.it)

    Questa distinzione conta soprattutto per leggere correttamente le posizioni di Romano e Inacio. Il fatto che non siano a disposizione per la partita di Saint-Denis è certo; attribuire alla loro assenza un giudizio definitivo del commissario tecnico sarebbe invece andare oltre quanto comunicato. La notizia riguarda una scelta circoscritta, inserita nella gestione di più appuntamenti ravvicinati. Non autorizza a stabilire nuove gerarchie permanenti, né a trasformare una giornata di lavoro separato in una bocciatura del percorso azzurro.

    A Coverciano un allenamento, non una pausa

    Per i nove rimasti in Italia è previsto un programma specifico. Nella mattinata del 1° ottobre non partecipano alla seduta con il resto della squadra; nel pomeriggio lavorano invece con una parte dello staff tecnico e performance. I collaboratori indicati dalla federazione sono Massimo Maccarone, Cristiano Lupatelli, Giulio Nuciari e Luca Bossi. Il gruppo che parte per Parigi e quello che resta a Coverciano seguono quindi due agende diverse, entrambe comprese nell’attività della Nazionale. (figc.it)

    Il comunicato non descrive nel dettaglio esercizi, intensità o obiettivi individuali della seduta. Non è perciò possibile parlare di un lavoro atletico particolare per Romano, di un programma tecnico dedicato a Inacio o di trattamenti di recupero per altri giocatori. L’informazione verificata è più semplice: i nove continuano ad allenarsi nel centro federale, con personale dello staff, mentre i compagni affrontano il viaggio e la preparazione immediata della gara in Francia. (figc.it)

    Restare a Coverciano, in questo caso, non equivale a ricevere giorni liberi. È importante evitare anche l’equivoco opposto: il programma separato non garantisce un impiego nella partita successiva. Allenamento e convocazione per una singola gara sono passaggi diversi; la comunicazione federale chiarisce il primo, senza anticipare le scelte che Mancini farà per il confronto di Bologna.

    Romano, dalla prima chiamata all’esordio

    Alessandro Romano è uno dei nomi più significativi di questo raduno. Il centrocampista del Cagliari figurava tra i nove calciatori alla prima convocazione nell’elenco annunciato il 18 settembre. La sua presenza faceva parte dell’apertura del nuovo ciclo a giocatori ancora da conoscere nel contesto della Nazionale maggiore: non soltanto osservazione a distanza, ma allenamenti e confronto quotidiano con il gruppo. (figc.it)

    Per Romano il passaggio dalla chiamata al campo è arrivato subito. Il 25 settembre, contro il Belgio all’Olimpico, Mancini lo ha schierato dall’inizio: Sky Sport lo identifica come il primo esordiente del secondo mandato del tecnico. L’Italia ha perso quella partita 2-0, con le reti di Godts e Lukebakio, ma il dato individuale resta: prima della decisione sulla trasferta francese, il centrocampista aveva già ricevuto un’opportunità da titolare in una gara ufficiale. (sport.sky.it)

    È un elemento utile a dare proporzione alla notizia del 1° ottobre. La sua assenza contro la Francia non cancella l’esordio e non permette, da sola, di interpretare che cosa Mancini pensi del suo rendimento. Sarebbe altrettanto improprio sostenere che il posto per la Turchia sia già assicurato. Tra questi due estremi c’è il fatto concreto: Romano rimane nel lavoro della Nazionale, ma non partecipa a questa trasferta.

    Il risultato negativo con il Belgio costituisce il contesto del debutto, non una spiegazione documentata dell’esclusione dal viaggio. Collegare automaticamente i due episodi significherebbe attribuire al commissario tecnico una motivazione diversa da quella resa pubblica. La cronologia aiuta a capire il percorso del giocatore; non sostituisce le dichiarazioni ufficiali sulle ragioni della scelta.

    Inacio e un percorso già avviato

    La situazione di Samuele Inacio è diversa da quella di Romano. L’attaccante del Borussia Dortmund non apparteneva al gruppo delle nove prime convocazioni di settembre: la FIGC ne aveva annunciato la conferma dopo la chiamata dello scorso giugno per le amichevoli con Lussemburgo e Grecia. Lo stesso valeva per Ahanor, anch’egli compreso tra i calciatori che resteranno a Coverciano. I due avevano dunque già partecipato a un precedente appuntamento della Nazionale maggiore. (figc.it)

    Inacio ha inoltre preso parte al lavoro tattico iniziale del nuovo raduno. Nel resoconto del primo allenamento del 21 settembre, la Gazzetta lo collocava tra gli esterni offensivi utilizzati nelle esercitazioni, insieme ad Antonio Vergara, mentre Francesco Pio Esposito e Gianluca Scamacca agivano da centravanti. È un’indicazione riferita a quella seduta, non la certificazione di un ruolo fisso o di un posto nella formazione. Documenta però che il giovane attaccante era coinvolto nelle prove del commissario tecnico. (gazzetta.it)

    Anche per lui, quindi, la mancata partenza va mantenuta entro i confini della notizia. Non ci sono elementi ufficiali per descriverla come una rinuncia al giocatore. Al tempo stesso, il lavoro svolto nelle prime giornate non consente di promettere nuove occasioni immediate. La posizione verificabile resta quella di un convocato che prosegue la preparazione in Italia, senza essere incluso nel gruppo destinato alla Francia.

    Un raduno ampio, con esigenze diverse

    L’elenco iniziale di Mancini comprendeva 34 giocatori, con nove volti nuovi. Accanto a Romano erano alla prima chiamata Pessina, Ghilardi, Kayode, Kouadio, Doumbia, Sebastiano Esposito, Vergara e Zoma. I nove esordienti nella lista di settembre e i nove esclusi dalla trasferta di ottobre non sono dunque lo stesso insieme: le due cifre coincidono, ma identificano gruppi differenti. Confonderli porterebbe a descrivere la scelta come un taglio riservato esclusivamente ai nuovi arrivati. (figc.it)

    Fra chi resta a Coverciano c’è infatti anche Mandragora. Il centrocampista era tornato tra i convocati dopo un’assenza che risaliva al marzo 2021. La composizione del gruppo rimasto in Italia comprende così prime chiamate, giovani già inseriti nei precedenti raduni e un calciatore rientrato dopo anni. La lettura non può essere ridotta a una semplice separazione fra veterani pronti e debuttanti ancora da valutare. (figc.it)

    All’apertura del raduno, Mancini aveva spiegato il senso delle convocazioni giovanili: conoscere i giocatori direttamente e valutarli sul campo per costruire una squadra forte in prospettiva. Aveva inoltre richiamato la necessità di seguire gli italiani che giocano all’estero, senza limitare l’osservazione alla Serie A. È il quadro dichiarato nel quale si inserisce questa rosa ampia, composta da esperienze e campionati diversi. (figc.it)

    Prima della gara con il Belgio, il tecnico aveva aggiunto un altro principio: i giovani possiedono qualità, possono commettere errori nelle prime esperienze e devono essere aiutati. Anche Donnarumma aveva sottolineato il compito dei giocatori più esperti nell’accompagnarne l’inserimento. Queste parole non spiegano le singole decisioni per la Francia, ma chiariscono l’approccio pubblico del nuovo ciclo: valutazione e sostegno, senza pretendere che ogni convocazione produca subito una posizione consolidata. (figc.it)

    La Francia dopo la risposta di Bursa

    Il viaggio a Saint-Denis arriva in una fase in cui l’Italia cerca continuità. Alla sconfitta con il Belgio è seguito il 4-1 contro la Turchia a Bursa. Il resoconto federale evidenzia un primo tempo particolarmente efficace, con le reti di Bastoni, Frattesi e dell’esordiente Kayode. La vittoria ha offerto una risposta sul campo dopo il debutto negativo, ma la Francia rappresenta il successivo passaggio di verifica, non un traguardo già raggiunto. (figc.it)

    Il 30 settembre, Giorgio Scalvini ha descritto il successo in Turchia come un risultato capace di aumentare la consapevolezza del gruppo. Nella conferenza riportata dalla FIGC, il difensore ha insistito sull’aiuto dei senatori ai più giovani e sulla ricerca di un’identità: una squadra che voglia governare la partita, secondo le indicazioni di Mancini. Sono considerazioni che restituiscono il clima della preparazione, senza trasformare una buona prestazione nella prova definitiva della forza dell’Italia. (figc.it)

    Scalvini ha anche richiamato il rapporto personale con il commissario tecnico, apprezzandone la chiarezza e ricordando l’esordio ricevuto nel giugno 2022. La sua testimonianza aggiunge un punto di vista interno su questa ripartenza. Non offre però anticipazioni sulla formazione di Saint-Denis: identità di gioco, fiducia e scelte degli undici titolari rimangono piani distinti, da non sovrapporre nella lettura della vigilia. (figc.it)

    Orari e prossimo appuntamento

    Francia-Italia si gioca venerdì 2 ottobre 2026 alle 20.45, allo Stade de France di Saint-Denis. La diretta televisiva è prevista su Rai 1 e l’arbitro designato è lo spagnolo Gil Manzano. È il terzo incontro degli azzurri nel girone di Nations League, prima dell’appuntamento casalingo con la Turchia. Per il lettore, questo è il riferimento immediato: i nove rimasti a Coverciano non saranno parte del gruppo impegnato nella gara francese. (figc.it)

    Il calendario riporta poi l’Italia a Bologna, dove lunedì 5 ottobre, ancora alle 20.45, affronterà la Turchia al Dall’Ara. La finestra comprende complessivamente quattro partite in undici giorni. È proprio a questa successione di impegni che la federazione riconduce l’organizzazione della preparazione e la scelta di non trasferire l’intera rosa. La valutazione delle prossime convocazioni per la partita resta separata dal programma di allenamento annunciato oggi. (figc.it)

    La Nazionale affronta quindi la vigilia su due campi di lavoro: quello della preparazione alla Francia e quello di chi continua ad allenarsi in Italia. Per Romano, Inacio e gli altri sette, l’assenza dal viaggio è un fatto preciso, non un verdetto da amplificare. La differenza fra non partire e non far più parte del progetto è il confine da rispettare: il primo punto è ufficiale, il secondo non è sostenuto dalle informazioni disponibili.

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