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«Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri». Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho, interpellata nel corso dell’incontro con la stampa sulla richiesta dell’Italia di maggior flessibilità alla luce degli alti livelli dell’inflazione. «Non abbiamo ancora ricevuto la lettera» inviata dalla premier Giorgia Meloni, ha però precisato il portavoce Balazs Udjvari, ricordando poi le caratteristiche della clausola nazionale di salvaguardia estesa anche all’energia oltre che agli investimenti nella difesa.
APPROFONDIMENTI
La situazione in Italia
La prossima legge di bilancio si preannuncia particolarmente complessa, anche alla luce dell’inflazione, dell’attenzione necessaria alla tenuta dei conti pubblici e dell’elevato livello del debito. È il quadro tracciato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo durante un incontro con la giunta esecutiva di Confartigianato.
Le parole del viceministro
«Con tutta sincerità vi devo dire sarà una legge di bilancio difficile. Per l’effetto dell’inflazione, per effetto della tenuta dei conti pubblici, per effetto del debito pubblico nel momento in cui noi andiamo a fare emissione dei titoli». Leo ha quindi richiamato l’attenzione sull’andamento dello spread e sulle conseguenze dell’aumento dei costi energetici: «Avete visto lo spread, lo abbiamo tenuto sempre sotto controllo e per effetto dell’aumento di energia sta arrivando a 100. Speriamo che l’Unione Europea capisca questa situazione e ci venga incontro, ci dia più flessibilità e questo ci dia un po’ più d’ossigeno nel fare degli interventi più mirati».
Nel suo intervento, il viceministro ha indicato anche gli incentivi per la riqualificazione energetica tra gli ambiti sui quali potrebbe essere possibile intervenire, facendo riferimento all’ipotesi di aumentare dal 50% al 65% la detrazione prevista per questo tipo di spese. «Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l’asticella e non abbiamo problemi sui conti» per la clausola di flessibilità europea. Leo ha poi sottolineato la necessità di mantenere un approccio prudente nella gestione delle finanze pubbliche, anche quando si tratta di finanziare interventi considerati utili o condivisibili. Il viceministro ha escluso l’idea di rinunciare ai vincoli di bilancio attraverso un aumento indiscriminato della spesa. Non si può dire «disinteressiamoci alla tenuta dei conti pubblici e sforiamo, anche per iniziative lodevoli, non per sperperare i soldi», invece «dobbiamo veramente essere prudenti perché nel momento in cui facciamo misure un po’ più disinvolte rischiamo un tracollo per lo Stato, ricordate cose è successo in Grecia tanti anni fa».
Nel confronto con altri Paesi europei, Leo ha infine evidenziato le differenze legate al livello di indebitamento.
Altri Stati che hanno scelto di ricorrere a maggiori margini di spesa, ha osservato, presentano condizioni diverse rispetto all’Italia. Leo sottolinea che altri Paesi che hanno fatto ampi sforamenti, «non hanno un debito pubblico come l’Italia» e «bisogna vedere le ricadute che hanno».
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