Conferenza sui risultati del progetto di cooperazione internazionale “Diritti umani e salute mentale in Albania”, realizzato presso l’IEVP (Istituto di esecuzione delle sentenze penali) di Lezhë – Shënkoll e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

    Il progetto, di cui la Comunità di Sant’Egidio è capofila, ha come partner l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina – ASUGI, l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e la Congregazione dei Padri Rogazionisti, tutte da anni coinvolte nel sostenere percorsi di riabilitazione e di deistituzionalizzazione, inclusivi e rispettosi dei diritti umani.

    Shënkoll è l’istituto di esecuzione delle sentenze penali in Albania in cui sono detenute le persone con disagio psichiatrico autrici di reato. I malati sono 476. Sono uomini che hanno commesso reati penali tra i più diversi, anche piccoli, legati alla mancata diagnosi e gestione della malattia. Il carcere è sotto la giurisdizione del Ministero della Giustizia.

    “Nessuno può rubarci la speranza” è scritto sul muro interno del carcere come titolo di un grande murales realizzato da un gruppo di detenuti. Questa frase e tante altre frasi e parole sono state raccolte durante le missioni di tre anni di progetto e sono il frutto di un lavoro che, nell’incontro, nel rispetto e nell’amicizia, ha dato voce, dignità e speranza alle persone detenute e che ha coinvolto, oltre ai detenuti, il personale del carcere – medici, educatori e polizia penitenziaria – e altri specialisti, professionisti e volontari, italiani e albanesi.

    In tal modo l’esperienza italiana di riforma della salute mentale e realizzazione delle reti dei servizi territoriali rivolte alle persone affette da disturbo mentale è stata messa a disposizione della società e del governo albanese.

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