Prima le occupazioni abusive, adesso anche i vandali. È l’ultimo capitolo della storia dell’ex centro civico di viale Ungheria, alla periferia est di Milano. Nella notte un gruppo di persone ha preso di mira l’edificio comunale, imbrattandone la facciata. E mentre lo stabile, chiuso ormai da anni, continua a rimanere inutilizzato, si riaccende lo scontro sulla sicurezza e sul suo futuro.
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L’ultima occupazione risale alla fine di marzo 2026. Proprio allora i consiglieri di Fratelli d’Italia Francesco e Davide Rocca avevano presentato un’interrogazione per chiedere al Comune di intervenire. L’assessore alla Sicurezza Marco Granelli aveva assicurato la messa in sicurezza dell’immobile, ma secondo l’opposizione gli interventi effettuati, con catene e lucchetti agli ingressi, non sono stati sufficienti a impedire nuove intrusioni.
E oggi, dopo il raid vandalico, i due consiglieri hanno scritto al prefetto, al questore e al sindaco. Chiedono un intervento più incisivo per evitare che la situazione possa degenerare ulteriormente,
Ma il problema va oltre la sicurezza. C’è un edificio pubblico che da anni non viene utilizzato e che potrebbe tornare a essere un punto di riferimento per il quartiere. L’idea è ospitare una sede della polizia locale, ma anche associazioni, sportelli comunali gratuiti e una sala prenotabile per iniziative ed eventi.
Per il momento, però, il futuro dell’ex centro civico resta incerto. E alle occupazioni del passato si aggiungono ora i segni lasciati dai vandali.
