A Varsavia è stato inaugurato il primo “abortomat”, un distributore con pillole per l’aborto farmacologico accessibile in modo anonimo


    Germana Carillo Germana Carillo

    1 Ottobre 2026

    @Aborcyjny Dream Team/Facebook

    Andiamoci piano perché qui la questione è assai delicata e, sì, si trova esattamente sul sottilissimo confine tra libertà di pensiero e d’azione e ciò che è convenzionalmente considerato etico. Perché un distributore automatico di pillole abortive è decisamente roba forte per molti ma, soprattutto, ce la deve dire molto lunga su quanto ancora ci sia da lavorare affinché, piuttosto, le donne che vogliano/debbano abortire non si debbano trovare davanti a un percorso pieno di ostacoli. E possano farlo senza temere giudizio alcuno.

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    Accade in Polonia, a Varsavia, dove alcune attiviste hanno inaugurato quello che hanno provocatoriamente definito “abortomat”, ossia un distributore – appunto – di pillole abortive, consentendo alle donne di accedervi in modo anonimo e immediato. Una iniziativa assai impattante, se consideriamo il contesto: nasce in una nazione in cui la normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza è tra le più restrittive d’Europa.

    L’IVG in Polonia

    Ad oggi la Polonia resta uno dei Paesi dell’Unione europea con la normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza più restrittiva.

    Dal 27 gennaio 2021, dopo l’entrata in vigore della sentenza del Tribunale costituzionale del 22 ottobre 2020, non è più consentita l’interruzione di gravidanza per gravi malformazioni o patologie fetali. La legge continua a permetterla essenzialmente in due casi: quando la gravidanza mette a rischio la vita o la salute della donna e quando deriva da un reato, per esempio stupro o incesto.

    Inoltre, pur essendo formalmente prevista la possibilità di abortire in caso di pericolo per la salute, nella pratica medici e ospedali hanno spesso denunciato un forte effetto deterrente dovuto al rischio di conseguenze penali. Il codice penale polacco punisce infatti chi pratica o aiuta a praticare un aborto al di fuori dei casi consentiti dalla legge.

    Negli ultimi anni il governo ha cercato di chiarire che il concetto di “salute” comprende anche quella psichica e che gli ospedali possono essere sanzionati se rifiutano un’interruzione di gravidanza legalmente ammessa. Ma la legge di fondo non è stata ancora liberalizzata. In Parlamento sono ancora in discussione proposte per modificare sia la legge del 1993 sia le norme penali sull’assistenza all’aborto. Una seduta della commissione speciale prevista per settembre 2026 è stata rinviata per mancanza della posizione del ministero della Salute.

    Il distributore

    Il nuovo piccolo distributore rosa è composto da 22 scomparti contenenti buste con i farmaci necessari per eseguire un aborto farmacologico.

    Cerchiamo costantemente soluzioni per rendere l’accesso all’aborto più semplice: più accessibile, più accogliente e maggiormente incentrato sulle persone, ha dichiarato Kinga Jelinska, direttrice della fondazione Women Help Women (registrata in Canada) e co-fondatrice dell’Abortion Dream Team.

    Per ora, è possibile trovare abortomat in un centro di assistenza per l’aborto creato dalle attiviste proprio di fronte al Parlamento polacco con l’obiettivo di offrire alle donne l’accesso a risorse e uno spazio dove possono chiedere sostegno o effettuare l’aborto farmacologico.

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