
VivaVerdi Multikulti porta “Linea al Sud!” in Finlandia. Il 2 ottobre a Helsinki, il 3 ottobre a Oulu nel silo di Alvar Aalto
Dopo la prima assoluta di Matera, il progetto di Loredana Paolicelli, Emanuele Rigamonti e Mirko Macina arriva in Finlandia con due concerti, il 2 ottobre a Helsinki e il 3 ottobre a Oulu, Capitale Europea della Cultura 2026.
Dal Sud d’Italia al Nord d’Europa
Dopo il debutto del 26 settembre scorso a Matera, “Linea al Sud! Dialogo con il Mediterraneo” lascia la Basilicata e arriva in Finlandia. Il progetto è firmato da Loredana Paolicelli al pianoforte, Emanuele Rigamonti al violoncello e Mirko Macina al live electronics, ed è realizzato da Arterìa Produzioni. Rappresenta il primo capitolo del percorso “Dialogo con il Mediterraneo” e apre la sezione “In Rete” della trentesima edizione di VivaVerdi Multikulti, il cartellone di eventi ideati e realizzati da Arterìa, e porta così la rassegna fuori da Matera e dalla Basilicata. Gli appuntamenti pubblici sono due: venerdì 2 ottobre a Helsinki e sabato 3 ottobre a Oulu, e chiudono una settimana di lavoro nel Nord Europa in cui la musica si intreccia con la didattica.
Il viaggio di Arterìa rinnova, altresì, il rapporto tra Matera e Oulu. La città finlandese, gemellata con la Città dei Sassi, è Capitale Europea della Cultura nel 2026 come Matera lo fu nel 2019, e il progetto è ispirato al percorso di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
Come nasce la tournée
Tutto parte dalla didattica. La Metropolia University di Helsinki ha chiesto a Loredana Paolicelli, docente di Musica da camera al Conservatorio “E. R. Duni” di Matera, e a Emanuele Rigamonti, docente al Conservatorio di Cosenza, un periodo di teaching nell’ambito dell’Erasmus+ e i due scambi si incrociano così a Helsinki. «Da questi Erasmus abbiamo, poi, sviluppato il tour ─ ricorda Paolicelli ─. Con la Factum Foundation, che sta recuperando l’AaltoSiilo, abbiamo stilato un protocollo d’intesa e ci hanno invitati a suonare a Oulu il 3 ottobre. Il concerto conclude la settimana con il progetto “Linea al Sud!”, ispirato proprio a Matera capitale del Mediterraneo». L’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki sostiene la trasferta fino a Oulu e sotto i suoi auspici si tiene anche il concerto della Metropolia.
Il trio
Loredana Paolicelli, pianista e compositrice di Matera, è titolare della cattedra di Musica da camera al Conservatorio “E. R. Duni”, di cui nel 2026 è stata eletta direttrice, e dal 1990 è direttrice artistica di Arterìa. Si è formata con Alessandro Moccia, Konstantin Bogino e Rita Marcotulli e ha suonato e insegnato in numerosi paesi, Finlandia compresa.
Emanuele Rigamonti, classe 1997, violoncellista diplomato con lode al Conservatorio di Como e docente al Conservatorio di Cosenza, ha fatto parte per dodici anni del Trio Rigamonti, premiato all’Ysaÿe di Liège e al Rubinstein di Düsseldorf. Suona con Achrome Ensemble, Quartetto Ciak, Trio Murr e Trio Helìke ed è primo violoncello de I Solisti di Como.
Mirko Macina, nato nel 1975, è musicista, compositore, producer e musicoterapeuta. Laureato in Psicologia, diplomato in Composizione al CET di Mogol e in Musica elettronica al Conservatorio “E. R. Duni” di Matera, opera con il progetto solista MURK ed è vicepresidente dell’Associazione Arterìa.
Un programma dal Mediterraneo al Nord
“Linea al Sud!” nasce dal desiderio di raccontare il Mediterraneo come luogo di incontro senza confini. «Abbiamo scelto pagine di autori che hanno guardato ai canti popolari con occhio colto, da Ravel a Bartók, insieme a voci di oggi come Pärt, Say e Sollima ─ continua Paolicelli ─. Dopo Matera il progetto ci ha portati in Finlandia, divenendo un ulteriore modo per far viaggiare fuori dai confini regionali il dialogo che il trentennale festival VivaVerdi Multikulti costruisce ogni anno.»
Il programma che propone il trio composto da Paolicelli, Rigamonti e Macina si apre con le “Deux mélodies hébraïques” di Ravel, “Kaddish” e “L’énigme éternelle”, e prosegue con “Nana”, “Asturiana” e “Polo” dalle “Siete canciones populares españolas” di De Falla, con “Sivas” e “Hopa”, i primi due movimenti della “Four Cities Sonata” di Fazıl Say, con la ninna nanna persiana “Lalayi” di Navid Zandaveh e con le “Román népi táncok”, le danze popolari rumene di Bartók. Al centro della performance c’è “Fratres” di Arvo Pärt, pagina che indica la fratellanza e il sacro dialogo tra i popoli, lo stesso dialogo che dà il titolo alla trentesima edizione della rassegna, cioè oi diálogoi (οἱ διάλογοι), che continua la sua programmazione a Matera sino a dicembre.
Emanuele Rigamonti, violoncellista, spiega il perché di come la composizione Pärt pesi tanto nella scaletta. «Fratres è tra i brani più eseguiti al mondo ─ spiega ─, ma qui ha un ruolo speciale perché richiama il dialogo e la fratellanza tra i popoli, come dice il titolo. Tutta la sua struttura nasce da un unico polo, il suono “la”, come accade in gran parte della musica di Pärt. È come se fossimo tutti fratelli, figli della stessa madre, madre natura. Questo è il senso filosofico, estetico e culturale del brano.»
Nel programma musicale del trio è ricompresa la “Suite Mediterraneo”, costruita con brani originali e trascrizioni degli interpreti e di autori contemporanei. Ci sono “Alba” e “Ricordo d’infanzia” dallo spettacolo “Il Canto del Pane” e “Mediterraneo” dall’album “Live in Liminka”, tutti di Loredana Paolicelli, il “Main Theme” del film “Io Capitano” di Andrea Farri, “Las Tres Morillas de Jaén” dalle “12 Canciones Antiguas” di García Lorca, l’aria seicentesca “Che si può fare” di Barbara Strozzi, “Pamchal” (Primula) di Navid Zandaveh, “Il Gitano” dall’album “Il Canto del Pane” di Paolicelli e, a chiudere, le pagine composte da Giovanni Sollima per il film “100 Domeniche”.
Il Mediterraneo come paesaggio sonoro
A tenere insieme le pagine, per un’ora e mezza abbondante di musica coinvolgente, è il lavoro di Mirko Macina al live electronics. Il suo approccio è visivo: «Ho cercato di costruire immagini sonore, soundscape, dentro i quali potessero inserirsi in modo coerente le melodie e i brani che suonano Loredana ed Emanuele», racconta l’artista. La sua ricerca ha il carattere di uno studio etnomusicologico sulle sonorità dei luoghi che il progetto attraversa, lontano dalla produzione di suoni di sintesi. Macina ha raccolto canti, suoni di mercato, rumori marittimi e portuali, ritmiche tradizionali dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, e ne ha ricavato i fondali su cui la musica si muove. Nel lavoro sono confluiti anche lo studio dei brani, dell’epoca in cui furono scritti e delle intenzioni degli autori, insieme al trattamento dei suoni, agli effetti, ai sintetizzatori e ai droni. L’acqua ritorna in tutte le sue forme, dal mare ai ruscelli, dalle gocce alla pioggia fino agli ambienti subacquei. «L’obiettivo è portare l’ascoltatore in un viaggio a occhi chiusi, che gli faccia nascere immagini ed emozioni anche nella sua mente», conclude Macina.
Per Rigamonti è l’aspetto più interessante del progetto: «Al di là del programma, l’elettronica che disegna i paesaggi interviene come un terzo strumento ─ osserva ─. Aiuta anche noi musicisti classici a suonare questi brani, perché ci crea il paesaggio sonoro e inevitabilmente influenza la nostra esecuzione. Il pubblico magari se ne accorge poco. Chi suona questi pezzi anche senza elettronica sa invece quanto cambino».
In scena Macina fa musica da camera con i due strumentisti, improvvisando su una traccia studiata, e nella seconda parte del concerto l’improvvisazione si allarga anche a Paolicelli e Rigamonti, su tutti i temi del Mediterraneo. L’idea viene dal Conservatorio di Matera, dove per iniziativa di Paolicelli gli studenti di elettronica possono seguire il biennio specialistico di musica da camera. «Molti sono rimasti all’elettronica dei compositori della seconda metà del Novecento, come se fosse ancora una novità, e invece è già stata usata ─ osserva Rigamonti ─. L’improvvisazione con un gusto personale, come quello di Mirko, suonerà sempre come qualcosa di nuovo».
I luoghi del viaggio
Helsinki. La Metropolia University of Applied Sciences è la più grande università di scienze applicate della Finlandia, con quattro campus tra Helsinki, Espoo e Vantaa e una formazione musicale che ha sede nel campus culturale di Arabia. Il concerto del 2 ottobre chiude il periodo di didattica. L’Istituto Italiano di Cultura fa parte della rete degli istituti all’estero del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e promuove concerti, mostre e incontri con le istituzioni locali.
Oulu. Il capoluogo del Nord della Finlandia porta nel 2026 il titolo di Capitale Europea della Cultura insieme a trentanove comuni partner, attorno al tema del Cultural Climate Change e a circa settecentocinquanta produzioni. Il programma, coordinato dalla Oulu Culture Foundation, si articola nei filoni Brave Hinterland, Wild City e Cool Contrasts.
L’AaltoSiilo sorge a Meri-Toppila, al margine del parco intitolato ad Alvar Aalto e a circa quindici minuti dal centro. Alvar e Aino Aalto lo progettarono nel 1931 per lo stabilimento di cellulosa di Toppila, dove serviva a stoccare il legno in trucioli, con pareti di cemento gettato spesse appena dieci centimetri e un unico spazio alto ventotto metri, attraversato da tre tramogge sospese, che gli è valso il paragone con una cattedrale. Rimasto per decenni senza un uso dopo la chiusura della fabbrica, dal 2020 appartiene alla Factum Foundation, nata a Madrid nel 2009 per iniziativa di Adam Lowe e dedicata alla documentazione del patrimonio culturale, e allo studio Skene Catling de la Peña. Il recupero, ancora in corso, lo trasforma in spazio per performance multimediali, mostre e ricerca sul riuso dei materiali, ed è indicato tra i progetti che dovranno restare oltre il 2026.
VivaVerdi Multikulti 2026, prodotto da Arterìa – Associazione d’arte e cultura Aps di Matera, con la direzione artistica di Loredana Paolicelli e la consulenza artistica internazionale di Alessandro Moccia. La rassegna, che nel 2026 celebra il trentennale con il titolo οἱ διάλογοι, oi diálogoi, è cofinanziata dal Ministero della Cultura, Direzione generale Spettacolo dal vivo, dalla Regione Basilicata e dal Comune di Matera, con il sostegno della Fondazione Carical e della Fondazione Matera-Basilicata 2019, e con la collaborazione della Fondazione Le Monacelle ETS di Matera.
