Il cardinale prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi presenta il simposio “Vocazione e Carismi” che, organizzato dal Centre de recherche et d’anthropologie des vocations, si terrà dal 15 al 17 aprile in Vaticano. Apertura dei lavori con Leone XIV. “La sinodalità non è solo concepire un modo inclusivo di organizzare le comunità ecclesiali, ma un modo di sentire la Chiesa riscoprendo una dimensione sacramentale finora non abbastanza evidenziata”

    Antonella Palermo – Città del Vaticano

    La sinodalità non è solo concepire e attuare un modo inclusivo di organizzare le comunità ecclesiali, non è solo una incombenza burocratica, ma è un modo di vivere e sentire la Chiesa che presuppone la riscoperta di una dimensione sacramentale finora non abbastanza evidenziata. Da questa premessa, il cardinale Marc Ouellet, prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi, ha presentato oggi, 1 ottobre, presso il Dicastero per la Comunicazione e in dialogo con Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, il Simposio internazionale “Vocazioni e carismi. Teologia dei doni per una Chiesa missionaria e sinodale”, che si terrà il prossimo aprile in Vaticano e che sarà inaugurato da un intervento di Leone XIV. L’iniziativa è organizzata dal CRAV (Centre de recherche et d’anthropologie des vocations), organismo nato nel 2020 dopo il Sinodo sull’Amazzonia, dietro l’incoraggiamento di Papa Francesco: alcuni teologi avvertirono infatti  l’urgenza di approfondire una riflessione sul sacerdozio per favorire l’armonia tra pastori e fedeli, tra consacrati e laici.

    Uno dei recenti volumi curati dal cardinale Ouellet

    Uno dei recenti volumi curati dal cardinale Ouellet

    Dio al centro

    Le tre giornate (dal 15 al 17 aprile) in cui si articolerà l’evento accademico verteranno sui fondamenti biblici, antropologici e storici dei carismi; sulla Teologia dei doni di Dio dal Concilio Vaticano II e sulla Teologia e pastorale vocazionale missionaria. La necessità di un’ampia riflessione sui carismi è nata, ha precisato il porporato, dalla constatazione che essa non sia stata integrata nell’ecclesiologia generale, così “siamo scivolati più sugli aspetti sociologici” dell’agire sinodale, ha ammesso il cardinale. Bisogna riflettere di più, ha sottolineato Ouellet, sui doni dello Spirito Santo. Da un lato, “i carismi non sono ad libitum”, e dall’altro, essi sono coessenziali a livello gerarchico e tra i fedeli: novità chiave, questa, del Vaticano II. Il cardinale ha insistito sul riveglio della corresponsabilità della missione della Chiesa favorito dalla sinodalità: “Tutti partecipiamo alla mediazione di Cristo. Noi ci vogliamo focalizzare sulla vocazione per mettere Dio al centro. ‘Vocazione’ significa infatti ‘chiamata divina’: non è solo un servizio sociale. Parlare di vocazione ci pone in un ambito teologale, in alleanza con Dio che è il fondamento di tutta la Chiesa”. La sottolineatura di Ouellet ha riportato anche all’importanza dell’eucaristia che, se vissuta in questa luce, consente effettivamente di attingere alla fonte del Risorto, altrimenti “diventa solo un obbligo morale. La donazione di Cristo è un mistero nuziale che fa parte del tesoro della Chiesa”. Nella stessa vita consacrata si è po’ persa la centralità di Dio, ha affermato il porporato, con il rischio che ciò possa incidere sulla qualità dei rapporti fraterni. “Ci manca un po’ di visione contemplativa su ciò che siamo, non solo su ciò che facciamo”.

    Ouellet vince la causa contro la donna che lo accusava di abusi: “Vittima di calunnie”

    Una sentenza della Corte Superiore del Québec, in Canada, stabilisce che il cardinale è stato “falsamente accusato” di violenza sessuale nell’ambito di un’azione collettiva contro …

    Il Papa con le vittime di abusi in Francia: “Balsamo di pace”

    Tra gli aspetti che saranno presi in esame nell’ambito del simposio, ci saranno anche quelli attintenti alle prospettive psicologiche sulla prevenzione delle devianze. Aspetti che riconducono in parte alla questione degli abusi in contesti ecclesiali sui quali pure è intervenuto stamani Ouellet commentando le parole del Papa su questo “doloroso fragello”, come Leone lo ha definito nel suo viaggio apostolico in Francia. Per il cardinale l’incontro a Lourdes con le vittime di violenze sessuali ad opera del clero è stato “un balsamo di pace”. “Il Papa ci ha dato l’esempio e dobbiamo continuare su questa via”. Ed è proprio l’impegno su cui intende perseverare Ouellet che, a conclusione della conferenza stampa, è tornato, a un mese dalla sentenza della Corte Superiore del Québec, sulla vicenda personale risoltasi con la dichiarazione che le accuse di violenza sessuale mosse nei suoi confronti erano false. “È stata una cosa molto difficile, dolorosa. Sono grato alla giustizia del mio Paese che ha tolto totalmente il dubbio perché questo protegge anche la credibilità della Chiesa nella sua lotta contro gli abusi. Io continuerò la lotta per la protezione e l’aiuto di tutte le vittime nella Chiesa e nel mondo”. 

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