Foto: Organizator/RoadSlovenia2026

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    Assegnati i primi titoli ai Campionati europei di ciclismo iniziati oggi in Slovenia nelle prove in linea della categoria Under 23. Tra le donne ha trionfato la svizzera Mara Winter, argento all’olandese Nienke Vinke, terza la slovacca, campionessa del mondo in carica Viktória Chladoňová. Tra gli uomini a tagliare per primo il traguardo di Šenčur è stato lo spagnolo Hector Alvarez, seguito dal polacco Jan Michal Jackowiak e dal belga Niels Driesen. Ottavo lo sloveno Erazem Valjavec. Il miglior piazzato dell’Italia è stato Mattia Negrente, quinto.

    Domani nella seconda giornata in programma la gara femminile in linea élite e la prova uomini junior.


    Foto: MMC RTV SLO

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    Per la prima volta la Slovenia ospita una delle gare più importanti del calendario ciclistico internazionale. Il pubblico già dai primi eventi ha risposto presente, molto soddisfatti anche i rappresentanti dell’Unione europea di ciclismo. Ai nostri microfoni Stefano Bertolotti, il portavoce della confederazione continentale di ciclismo che opera sotto l’egida dell’UCI.

    I campionati sono iniziati, quanti preparativi per arrivare a questo punto?
    Preparativi lunghissimi, sotto certi aspetti un po’ difficili, un po’ challenging, come si dice in inglese, ma il risultato lo stiamo vedendo già da questa giornata inaugurale. Possiamo già dire che questi campionati sono un grande successo. Preparativi che sono iniziati più di un anno fa, con i primi contatti, con tantissimi sopralluoghi per arrivare proprio a questa settimana alla fine di divertimento, perché ormai la stanchezza è finita e ci godiamo anche noi un po’ lo spettacolo.

    E’ una grande festa anche per la Slovenia che per la prima volta organizza un evento di questa portata.

    Ormai parlare di grande ciclismo a livello internazionale negli ultimi anni significa soprattutto parlare di Slovenia. È un evento che porta tanto, un evento che indubbiamente in termini di ricadute, non solo di immagine ma proprio in termini di ricadute economiche, porta tanto sul territorio. Appunto una grande prima e ci auguriamo che non sia un’unica prima.

    A cosa guarda l’UEC quando assegna ad un paese l’organizzazione di un evento come gli europei di ciclismo.

    Si guardano tante cose, ovviamente l’organizzazione, quello che c’è dietro, un’organizzazione solida, una federazione solida, un movimento solido, diciamo che. Tutte le caratteristiche che si cercano per l’organizzazione di un grande evento. Una location in grado di ospitare 900 partecipanti. Diciamo che tutte queste caratteristiche sono state trovate perfettamente a Šenčur, a Lubiana, in questo territorio ovviamente.

    I protagonisti sono i ciclisti, manca però il numero uno al mondo Tadej Pogačar, fermato da un infortunio. Dispiace sia agli organizzatori sia ai tifosi che saranno numerosissimi in queste giornate sulle strade, tra a Lubiana, Šenčur e la salita di Možjanca, che è un po’ il punto clou di questo europeo.

    Sicuramente ci abbiamo sperato e ci abbiamo sperato fino a ieri, quando si è chiusa la conferma delle nazioni. A parte tutto, la sicurezza e la salute viene prima di qualsiasi evento sportivo, prima di qualsiasi gara di ciclismo. Quindi è anche giusto che Tadej si prenda il suo tempo per recuperare appieno, anche perché appunto lo aspetta una stagione molto, molto lunga, quella che sta di fatto per iniziare, perché ormai si corre per 12 mesi all’anno quasi. (ld)

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