2 ott 2026
L’Istituto nazionale di statistica della Bulgaria ha comunicato che a settembre 2026 il proprio indicatore complessivo del clima imprenditoriale è diminuito, scendendo di 1,3 punti percentuali dal 16,6 per cento di un mese prima al 15,3 per cento. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, la flessione mensile ha riflesso un clima più debole nelle costruzioni, nel commercio al dettaglio e nel settore dei servizi, mentre l’industria si è mossa in direzione opposta.
L’indicatore composito del clima imprenditoriale per l’industria è aumentato di 0,6 punti percentuali, dal 16,3 per cento al 16,9 per cento. Il miglioramento è stato attribuito a valutazioni più favorevoli degli imprenditori industriali sulla situazione corrente delle loro imprese, mentre le loro aspettative sull’attività produttiva nei tre mesi successivi sono state definite favorevoli. Le condizioni economiche incerte e la carenza di manodopera sono rimaste i principali ostacoli all’attività del settore, e il loro impatto negativo è aumentato rispetto al mese precedente. La maggior parte dei dirigenti dell’industria si aspettava che i prezzi di vendita restassero invariati nei tre mesi successivi.
Le costruzioni hanno registrato il deterioramento mensile più marcato. L’indicatore composito del settore è sceso di 4,7 punti percentuali, dal 14,0 per cento al 9,3 per cento, poiché le valutazioni e le aspettative degli imprenditori sulla situazione aziendale sono peggiorate. L’indagine ha rilevato una diminuzione del grado di copertura della produzione corrente con gli ordini, insieme a minori aspettative sull’attività edilizia nei tre mesi successivi, e un aumento del numero di clienti che ritardano i pagamenti. Le condizioni economiche incerte, la carenza di manodopera e i costi dei materiali sono rimasti le difficoltà più gravi per lo sviluppo delle imprese del settore. Nelle costruzioni, il 71,4 per cento dei dirigenti si aspettava che i prezzi di vendita restassero al livello attuale nei tre mesi successivi.
Nel commercio al dettaglio, l’indicatore composito è diminuito di 0,8 punti percentuali, dal 26,1 per cento al 25,3 per cento, per effetto di valutazioni e aspettative negative dei dettaglianti sulla situazione aziendale delle loro imprese. Le opinioni sui volumi delle vendite nei tre mesi precedenti e le aspettative per i tre mesi successivi sono state pessimistiche. I principali problemi citati sono stati l’ambiente economico incerto, la concorrenza nel ramo e la carenza di manodopera. I dettaglianti non prevedevano variazioni dei prezzi di vendita nei tre mesi successivi.
Nel settore dei servizi, escluso il commercio, l’indicatore composito è sceso di 1,6 punti percentuali, dal 10,0 per cento all’8,4 per cento. La flessione è derivata da aspettative prudenti dei dirigenti sulla situazione aziendale delle loro imprese nei sei mesi successivi, mentre le loro opinioni sulla domanda di servizi nei tre mesi successivi sono state sfavorevoli. Le condizioni economiche incerte e la concorrenza nel ramo hanno continuato a limitare più fortemente lo sviluppo delle imprese, citate rispettivamente dal 55,2 per cento e dal 39,5 per cento delle imprese. La maggior parte dei dirigenti si aspettava che i prezzi di vendita del settore restassero al livello attuale nei tre mesi successivi.
Le indagini sulle imprese raccolgono le opinioni degli imprenditori sulla situazione e sullo sviluppo delle loro attività. Da maggio 2002 le indagini sono cofinanziate dall’Istituto nazionale di statistica e dalla Commissione europea nell’ambito di accordi tra le due istituzioni, e l’Istituto le conduce secondo il programma armonizzato dell’UE. Da luglio 2010 i dati sono pubblicati secondo la classificazione NACE.BG 2008, con tutte le serie storiche ricalcolate e comparabili nel tempo. Le risposte sono registrate su una scala ordinale a tre opzioni, e i saldi di valutazione sono calcolati come differenza tra le quote relative delle varianti di risposta estreme. L’indicatore del clima imprenditoriale è una media geometrica dei saldi delle valutazioni sulla situazione aziendale presente e attesa nei sei mesi successivi, mentre l’indicatore totale è una media ponderata dei quattro indicatori di ramo.
