Un feroce agguato rischia di riaccendere la miccia della guerra di camorra tra le strade della Ferrovia. Soltanto per una pura casualità, ieri sera, non si è consumata una tragedia a pochi metri dalla sempre trafficata via Amerigo Vespucci. L’appuntamento con il terrore è scattato all’incrocio tra via Luigi Serio e via Antonio Toscano, nel cuore delle Case Nuove e a ridosso di un noto locale della zona, frequentato a ogni ora. Nel mirino dei killer è finito il trentenne Emanuele Pistone, volto già noto nei database delle forze dell’ordine e in passato accostato alla paranza dei fratelli Del Re — gli stessi responsabili del tragico ferimento della piccola Noemi in piazza Nazionale. Una stagione di sangue che, ciclicamente, torna a terrorizzare il quartiere. A segnare l’ultimo capitolo della saga sono stati quattro colpi di pistola esplosi a bruciapelo contro Pistone: non una vittima casuale, ma un obiettivo designato, forse seguito già da giorni. Trasportato d’urgenza all’ospedale Pellegrini, l’emergente capozona si trova adesso ricoverato in Terapia Intensiva.

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    Video IL RAID

    L’allarme rosso è scattato pochi minuti prima delle ventidue. È intorno a quell’ora che i sicari, intercettato il “target”, hanno sparato senza alcuna esitazione. Quattro i colpi di pistola, tutti andati a segno. Il trentenne pregiudicato è stato infatti centrato a entrambe le gambe e a una spalla. Poi, quasi sicuramente durante il disperato tentativo di fuga dalla furia dei killer, anche a una natica. Una potenza di fuoco che lascia pochi margini di manovra al dubbio: il commando stava portando a termine una missione di morte. Nonostante le gravi ferite riportate, Emanuele Pistone è però riuscito a sopravvivere. Le sue condizioni restano però critiche e la prognosi riservatissima. Sulla scena del crimine sono invece subito intervenute le volanti dell’Ufficio prevenzione generale, seguite a strettissimo giro dai colleghi del commissariato Vicaria-Mercato e della Squadra mobile, che stanno adesso conducendo le indagini. Con eventuali testimoni dileguatisi in un battito di ciglia, l’attenzione degli inquirenti si sta quindi focalizzando su alcuni impianti di videosorveglianza.

    RISCHIO FAIDA

    L’area stretta tra piazza Mercato e le Case Nuove è da tempo al centro delle mire di clan rivali che l’hanno trasformata, al netto di alcuni periodi di tregua apparente, in un terreno di scontro senza sconti. Già da alcuni giorni, tra l’altro proprio in concomitanza con il ritorno di Pistone in zona, l’aria tra i vicoli era tornata a farsi assai tesa. Il prequel di quanto accaduto ieri sera sarebbe andato in scena appena giovedì notte, con una “stesa” registrata a poche centinaia di metri dal punto in cui è scattato poi l’agguato. Gli inquirenti temono a questo punto l’ennesima recrudescenza della guerra tra cosca. Riflettori puntati, in particolare, sulla holding mafiosa Mazzarella-Caldarelli-Papi e i “ribelli” del gruppo Marigliano, fino ad alcuni mesi fa spalleggiati dal clan Contini e poi entrati anche con loro in rotta di collisione: l’ennesima stagione di terrore, in cui rischiò tra l’altro di essere uccisa anche un’anziana donna mentre passeggiava in strada. Uno scacchiere criminale di cristallo, in cui il ritorno in zona di Emanuele Pistone potrebbe aver innescato più di un’incrinatura. Ma a fare più paura è il sospetto che l’imboscata rappresenti soltanto il primo atto di una nuova escalation.

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