Dopo aver ottenuto una storica qualificazione ai Mondiali a 24 anni dall’ultima volta, il tecnico italiano sta collezionando record negativi. Ma non ha intenzione di mollare: “Non voglio prestare attenzione alle critiche”

    Richieste di dimissioni, sei sconfitte nelle ultime 5 partite, addirittura tre consecutive, eguagliando un record che resisteva dal 1993. E gli ultimi due ko subiti con uno scarto di tre gol in partite ufficiali come non accadeva da quando esisteva ancora l’Unione Sovietica (nel 1983, 0-4 e 0-3 contro l’URSS). Basterebbero questi dati per sancire la crisi totale di Vincenzo Montella sulla panchina della Turchia, a distanza di soli sei mesi dalla storica qualificazione ai Mondiali a distanza di 24 dall’ultima (e unica volta). Da eroe a imputato numero uno del tracollo, il processo è stato breve e la partita di lunedì contro l’Italia a Bologna (da affrontare pure senza gli squalificati Arda Guler e Baris Yilmaz) potrebbe davvero essere l’ultimo atto dell’avventura dell’Aeroplanino alla guida della nazionale turca.

    turchia, montella nel mirino—  

    Da Bursa, dove ha subito il poker dagli azzurri, a Liegi, dove il Belgio ha travolto 3-0 Arda Guler e compagni, dagli spalti si è udito più volte un coro unanime. “Montella dimettiti”, hanno cantato i tifosi turchi, trovando sponda pure nella stampa. Su Fanatik, uno dei principali quotidiani, l’invito per l’allenatore italiano a farsi da parte è chiaro. “Penso che sia meglio per te congedarti in buoni rapporti, senza danneggiarti ulteriormente – scrive, rivolgendosi idealmente al tecnico, il decano Tunç Kayacı -. Dopo il fiasco dei Mondiali, un allenatore che inizia la Nations League con 0 vittorie su 3 non resterebbe al suo posto in nessun’altra parte del mondo, tranne che da noi…”. L’ex Roma, Fiorentina e Milan, però, non pare avere nessuna intenzione di mollare. “Non voglio prestare troppa attenzione alle critiche attuali – ribatte -. E anch’io, come i giocatori, combatto in campo con il cuore”.

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    montella e i motivi della crisi della turchia—  

    Per Montella, che comunque sottolinea come le assenze di Calhanoglu, Yildiz e Kökçü siano macigno pesantissimo da sopportare, il problema è quasi più relativo al peso delle aspettative per la crescita esponenziale dei risultati della Turchia negli ultimi anni. “In queste tre partite abbiamo commesso un solo errore: il calcio che abbiamo giocato nel primo tempo della partita contro l’Italia. Dovevamo reagire e oggi lo abbiamo fatto – ha detto al termine della gara contro il Belgio -. Statisticamente è stata una partita equilibrata, i nostri giocatori hanno lottato duramente dall’inizio alla fine. Essere in Lega A è un privilegio, non un crimine, quindi dobbiamo continuare a lavorare, a migliorarci e a dare il massimo. Non sto criticando i nostri giocatori in alcun modo, ma ci sono diversi livelli nel calcio, e la Lega A è uno di questi”. Come dire, forse si è cresciuti troppo alla svelta e il campo ha dimostrato che il movimento non è ancora all’altezza delle big d’Europa. E non va dimenticato che l’eliminazione precoce dal Mondiale ha lasciato scorie pesantissime nelle teste dei calciatori. Certo, con zero punti in tre partite, un gol fatto e 8 subiti, la gara di Bologna assume i contorni dell’ultima spiaggia per Montella: un’altra sconfitta condannerebbe praticamente la Turchia alla retrocessione e il tecnico, nonostante un contratto da quasi 2 milioni fino al 2028, all’addio.

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