di
    Sara Gandolfi

    Cortei si sono svolti in numerose altre città spagnole. I manifestanti accompagnati dal tintinnio delle chiavi

    Migliaia di manifestanti hanno invaso le strade di Madrid e una cinquantina di altre città spagnole per protestare contro la bocciatura della «legge Maricarmen», ovvero i due decreti legge predisposti sull’emergenza abitativa proposti dal governo Sanchez e respinti dalla maggioranza del Congresso dei deputati.
    I dimostranti hanno marciato facendo tintinnare i loro mazzi di chiave e urlando slogan contro il caro-affitti, i fondi immobiliari e l’«invasione» degli appartamenti turistici. «Abbiamo le chiavi di tutta la città, abbiamo le chiavi di tutta Madrid», gridavano lungo il corteo della capitale, mentre i portavoce del Sindacato delle inquiline e degli inquilini, fautore delle proteste, continuano a sottolineare il «potere della disobbedienza collettiva». Sugli striscioni, molti slogan anche contro l’esecutivo Sanchez, il premier socialista che prosegue la sua fase «riflessiva» per decidere se convocare o meno le elezioni anticipate a novembre: «La colpa è dei proprietari, la responsabilità è del governo». 

    A Valencia si sono vissuti momenti di estrema tensione alle porte del Palau de les Arts dopo l’arrivo della marcia contro la speculazione immobiliare. Quando il corteo ha raggiunto al suono dei «cacerolazos» (chiavi e coperchi di pentole sbattuti per far rumore) l’edificio, alcuni manifestanti hanno rotto il cordone di sicurezza e sono riusciti a irrompere, portando a gravi alterchi all’interno della struttura dove era in corso un forum degli immobiliaristi. Gli agenti antisommossa della Polizia Nazionale hanno reagito con il lancio di gas lacrimogeni e sparando proiettili di gomma per disperdere i dimostranti. La manifestazione si è conclusa con cinque arresti e nove agenti feriti.



















































    A Madrid il corteo piu imponente: il sindacato degli inquilini ha parlato di 500.000 partecipanti (70.000, secondo la Delegazione del Governo). «Indietro non si torna» , ha detto la portavoce della protesta, Valeria Racu, affermando che l’obiettivo del movimento è lo sciopero generale.

    Rinviato invece il corteo a Barcellona in previsione di piogge intense, che in effetti nel pomeriggio hanno bloccato la circolazione in molti quartieri.

    3 ottobre 2026 ( modifica il 3 ottobre 2026 | 19:07)

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