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È morto a 44 anni Erik Brown, il subacqueo canadese eroe che nel 2018 diede un contributo decisivo nel salvataggio di dodici ragazzi e il loro allenatore dalla grotta allagata di Tham Luang, in Thailandia. La notizia è stata diffusa il 25 settembre, ma la causa del decesso non è stata resa pubblica. Restano non precisati anche il giorno e il luogo della morte.
APPROFONDIMENTI
Brown aveva partecipato a una missione seguita con il fiato sospeso in tutto il mondo.
Il 23 giugno 2018 dodici calciatori dei Wild Boars, tra gli 11 e i 16 anni, erano entrati nella grotta insieme al tecnico venticinquenne. Le piogge avevano rapidamente sommerso i passaggi, bloccando l’uscita. Per nove giorni nessuno aveva saputo se fossero ancora vivi.
Il 2 luglio i britannici Rick Stanton e John Volanthen li trovarono su un rialzo del terreno. Erano tutti salvi, ma riportarli fuori significava attraversare cunicoli sommersi, strettoie e tratti con visibilità quasi nulla.
Per evitare che il panico rendesse impossibile il salvataggio, i ragazzi furono anestetizzati con ketamina, dotati di maschere respiratorie integrali e accompagnati dai sommozzatori attraverso la grotta. L’anestesista e speleosub australiano Richard Harris ebbe un ruolo centrale nella procedura. Tra l’8 e il 10 luglio tutti e tredici tornarono alla luce. Durante i preparativi era morto il soccorritore thailandese Saman Gunan.
Brown trasportava bombole e attrezzature e posava le corde guida indispensabili per orientarsi nell’acqua torbida. Nel suo resoconto annotò 63 ore nella grotta, sette missioni in nove giorni. Il Canada gli assegnò nel 2019 la Medaglia al coraggio per aver ripetutamente rischiato la vita. Istruttore e fondatore di un centro immersioni a Koh Tao, oggi viene ricordato da amici, colleghi e allievi.
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