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    Le elezioni parlamentari in Lettonia confermano l’orientamento filo-occidentale del Paese baltico. Secondo gli exit poll, la Lista Unita del primo ministro uscente Andris Kulbergs avrebbe ottenuto il 35,6% dei voti, con un aumento di 24 punti percentuali rispetto alla precedente tornata.

    Il risultato rafforza la linea europeista e atlantica del governo, che sostiene il potenziamento delle forze armate lettoni e il proseguimento degli aiuti all’Ucraina. La vittoria appare netta, ma Kulbergs dovrà comunque costruire una coalizione per ottenere la maggioranza dei seggi nella Saeima.

     

    Gli exit poll attribuiscono circa l’11% a due formazioni filorusse, Lettonia Prima e Potere Sovrano/Giovani Lettoni. Entrambi i partiti avrebbero quindi registrato una crescita rispetto alle elezioni del 2022, pur rimanendo distanti dalla Lista Unita.

    Secondo le proiezioni, in Parlamento entrerebbero anche l’Alleanza Nazionale, con l’8,7%, e Nuova Unità, con il 6,7%. L’Unione dei Verdi e dei Contadini, ferma al 3,7%, resterebbe invece sotto la soglia di sbarramento.

    Per governare servono 51 seggi su 100. Kulbergs dovrà quindi negoziare con altri partiti, ma ha già escluso un accordo con Lettonia Prima. L’affluenza provvisoria si è fermata al 50,81%, il livello più basso mai registrato per le elezioni della Saeima.

    Ile And

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