Bologna, 4 ottobre 2026 – “La città si unisca per sostenere chi soffre, anche in Medio Oriente, senza strumentalizzazioni”. Ma soprattutto: “Tutti usino la testa”. L’appello del sindaco Matteo Lepore fa riferimento all’evento non autorizzato dei Giovani Palestinesi per commemorare il 7 ottobre. In quella data, tre anni fa, l’attacco di Hamas: mille israeliani morti. Un massacro – da cui poi è partita la reazione del governo di Tel Aviv – che è stato definito dai Giovani Palestinesi “un esempio” e “una delle più importanti azioni della resistenza”.

Gli scontri alla manifestazione dei Giovani Palestinesi vietata dal Viminale in via Ugo Bassi
Parole molto simili a quelle usate, sempre dai Giovani Palestinesi, l’anno scorso, quando organizzarono una manifestazione vietata dal Viminale, dal titolo “Viva il 7 ottobre”. Stavolta il clima è lo stesso, ma l’iniziativa, che prevede un dibattito e la proiezione del film ’Palestina 36’, si dovrebbe svolgere negli spazi dell’ateneo, in Aula Capecchi, seppur senza autorizzazione dell’Università, come ha confermato l’altro giorno il rettore Molari. Abbastanza perché il sindaco Matteo Lepore – a maggior ragione dopo il migliaio di persone sceso per le vie della città venerdì sera con slogan molto simili (“Il 7 ottobre non è la barbarie che ci dicono. È occupazione e resistenza”, scandivano alcuni attivisti) – intervenga: “Bisogna mantenere la calma – rimarca il primo cittadino –. Credo che in questo momento sia molto importante che la città si unisca per sostenere chi soffre anche in Medio Oriente ed evitare strumentalizzazioni. Quindi penso che sia giusto che, in vista del 7 ottobre, tutti usino la testa”.
Elena Ugolini di Rete Civica; “Parole preoccupanti”
Più dura Elena Ugolini, capogruppo di Rete Civica in Regione: “Le parole pronunciate” durante il corteo di venerdì “sono preoccupanti”, con “il tentativo di descrivere il massacro di tre anni fa come un esempio di resistenza, un’azione da rivendicare. Di fronte a parole che sembrano voler trasformare una strage di civili in un modello da celebrare, le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte”.
Osservatorio Israele: “Iniziativa vergognosa”
Contro la “vergognosa iniziativa” e i suoi organizzatori, l’Osservatorio Israele depositerà un esposto-denuncia in Procura, al fine di “accertare ogni eventuale responsabilità di chi dovesse consentire o agevolare lo svolgimento” del dibattito e della proiezione della pellicola. A dichiararlo è in una nota Nicolae Eitan Galea, presidente dell’Osservatorio Israele. “Il 7 ottobre – ha sottolineato ancora il presidente dell’Osservatorio Israele – ha significato massacri di civili, stupri, rapimenti e terrore contro famiglie israeliane inermi. Celebrarlo come modello di ’resistenza’ è indecente e pericoloso”. Sul ritrovo non autorizzato è subito intervenuto l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Stefano Cavedagna, e, dopo le dichiarazioni espresse in piazza al megafono durante il serpentone, anche il capogruppo della Lega a Palazzo d’Accursio Matteo Di Benedetto.
