Bologna, 5 ottobre 2026 –  «Rispetto alla volta precedente abbiamo avuto meno giorni per recuperare e qualcosa in più cambieremo», annuncia Roberto Mancini in vista della sfida di questa sera (5 ottobre) contro la Turchia al Dall’Ara di Bologna (fischio d’inizio alle 20.45, diretta su Rai1). L’importante, però, è che non cambi la spirito della sua Nuova Italia. E soprattutto che il gruppo non commetta l’errore di dare già per vinta una partita ancor prima di averla giocata.

    «Sarebbe un errore madornale pensare che sarà facile battere questa Turchia», ammonisce il cittì azzurro, che conosce le invisibili trappole che costellano ogni percorso di rinascita. Il Mancio e Bologna: un destino comune, cominciato nel lontano 1977. «Che siano passati quarantanove anni da quando arrivai qui da bambino potevate ometterlo», dice col sorriso.

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    E poi: «Amo Bologna e i bolognesi sono sempre importanti per me». Lo è anche il rossoblù Cambiaghi, che chissà se questa notte avrà una chance dal primo minuto: «Mi piaceva fin dai tempi di Empoli e non l’ho mai perso di vista».

    Nicolò Cambiaghi potrebbe partire dal primo minuto

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    Bologna nel destino e il Dall’Ara pure, perché in questo stadio, nella sua prima avventura da cittì azzurro, Mancini giocò la prima partita con i tre punti in palio: Italia-Polonia 1-1 di Nations League, era il 7 settembre 2018.

    Quando Burgnich lo fece esordire a 16 anni

    Corsi e ricorsi. Anche nella scelta di dare una chance ai giovani, come nel 1981 fece con lui Tarcisio Burgnich che in questo stadio lo fece debuttare in A a sedici anni in un Bologna-Cagliari. «E allora ci voleva del coraggio per far debuttare un sedicenne», annota il cittì. Il presente è un’operazione di restyling che gli sta riuscendo. E il segreto è una ricetta antica: la forza del gruppo. «Prima di pensare a vincere –  osserva il cittì –  qualsiasi squadra deve ritrovare il gruppo: nel calcio è sempre andata così. La cosa importante era dare ai ragazzi solidità e aiutarli a credere in loro stessi. Col Belgio era la prima partita e ci siamo portati addosso la pressione, poi la squadra è venuta fuori». Il trionfo di Bursa con i turchi e il pari di sostanza con la Francia sono però già nel cassetto dei ricordi.

    “Occhio, la Turchia è un’ottima squadra”

    «Adesso c’è di nuovo da affrontare una Turchia che per me resta un’ottima squadra nonostante il momento difficile che sta vivendo –  avverte Mancini –. Montella ha fatto un grande lavoro e penso che la Turchia al Mondiale sia stata sfortunata. Guai comunque pensare che sia facile solo perché la Turchia ha appena preso tre gol dal Belgio. Il bello del calcio è che si rigioca subito e in tre giorni può cambiare tutto». Sulle quattro partite in undici giorni: «Io mi sono divertito. Però per loro, che devono scendere in campo ogni tre giorni, può essere stato faticoso».

    Vincenzo Montella, commissario tecnico della Turchia: un momento difficile per lui

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    Una ragione in più per immaginare un’altra Italia stanotte al Dall’Ara. «Sì, vedrete una nazionale con più di un interprete diverso», ammette il Mancio. Senza l’infortunato Kean la punta centrale è una partita a due. «Scamacca per Pio Esposito? Ci può stare –  dice il cittì –. E ci sta che Romano possa avere una nuova occasione dopo il debutto col Belgio». Occhio all’outsider Vergara: «A Parigi mi è piaciuto». E occhio all’effetto dei ventisettemila del Dall’Ara. Possono dare una mano vera nella seconda casa del Mancio.

    Le probabili formazioni

    Italia (4-3-3): Donnarumma; Kayode, G. Mancini, Bastoni, Ruggeri; Barella, Romano, Doumbia; Vergara, Scamacca, Cambiaghi. Ct. Mancini.

    Turchia (4-3-3): Cakir; Celik, Demiral, Bardakci, Kadioglu; Elmaz, Ozcan, Tiknaz; Aydin, Gul, Akturkoglu. Ct: Montella.

    Arbitro: Szymon Marciniak (Polonia).

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