Il kosovaro nell’ultima stagione aveva pesantemente patito i postumi dell’operazione per risolvere i problemi di pubalgia e aveva chiuso senza gol né assist. Ora, tra club e nazionale, sembra aver ritrovato i colpi dei tempi di Lilla
Un anno fa aveva giocato appena 36′ con la maglia della Juve, le panchine superavano le presenze in campo, eppure i tifosi della Juve già sognavano di vedere con continuità i suoi dribbling e le sue giocate sulla fascia, che qualche mese dopo Spalletti avrebbe ribattezzato “zeppetta”. Quelle che gli avevano visto fare in una serata di novembre 2024 con la maglia del Lilla e che avevano fatto impazzire la difesa di Thiago Motta. Oggi, dopo una stagione da zero gol, zero assist e appena una, fallimentare, presenza da titolare, i supporters bianconeri tornano a sognare. Merito di un gol (su rigore) e un assist nelle quattro partite disputate con il suo Kosovo in questa lunga pausa per le nazionali, ma, soprattutto, di una continuità di impiego a distanza ravvicinata che non si vedeva dai tempi precedenti all’operazione per risolvere i problemi di pubalgia del dicembre 2024.
zhegrova e le difficoltà alla juve—
Già, perché quella è stata la sliding door di Edon Zhegrova. Una lunghissima inattività, una riatletizzazione complicata da acciacchi continui e, al momento del rientro in campo, quell’incapacità nell’applicarsi in fase difensiva che gli è spesso costata i rimproveri di Spalletti. “Non sa farla, sotto al centrocampo non ha quella qualità lì, mentre se lo metti uno contro uno a 20 metri dal fondo diventa micidiale – ha spiegato a più riprese l’allenatore della Juve. Zhegrova non potrà mai coprire solidamente, in fase difensiva ha quelle caratteristiche: come posizione rientra, ma devi attaccarti alla maglia dell’avversario, perché ormai è tutto un duello fisico”. Questione di condizione fisica, ma pure di attitudine e di carattere, che, nella sua prima annata juventina, gli hanno impedito di rivelarsi quell’arma tattica a partita in corso che ci si aspettava. Con il paradosso di risultare addirittura nefasto, nella serata della clamorosa rimonta sfiorata contro il Galatasaray, con un incredibile errore nei supplementari, a pochi metri dalla porta, che avrebbe potuto portare la Juve sul 4-0. Finendo per risultare l’ala che, in bianconero, aveva reso meno negli ultimi tre lustri. Come lui solo il “Malaka” Martinez.
juve, zhegrova è ripartito—
Per questo, non è stato un caso se i dirigenti bianconeri hanno cercato per tutta l’estate una società disposta a puntare su di lui, finendo pure per escluderlo dalla lista Uefa in attesa che potesse concretizzarsi la trattativa con gli arabi dell’Al-Ittihad. Alla fine, però, Zhegrova è rimasto a Torino e la doppietta contro il Sassuolo potrebbe essere stata la sua seconda sliding door dell’ultimo biennio. Una porta aperta sul rilancio, sostenuto dall’assist per Bremer (da corner) nel 2-0 all’Atalanta e suggellato dal ritorno da protagonista con la nazionale. Soprattutto sul piano della continuità d’impiego: 212′ in 10 giorni non li giocava dai tempi di Lilla. Così, i tifosi della Juve sono tornati a sognare. O, quantomeno, a sperare di vedere finalmente il vero Zhegrova.
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