La vittoria di Marc Marquez nel Gran Premio del Giappone avrà sempre un sapore speciale per Gigi Dall’Igna. Per l’ingegnere veneto si è trattato infatti della 100° in MotoGP da quando ha assunto la carica di direttore generale di Ducati Corse nel 2014. Un percorso che ha avuto bisogno di ben due anni e mezzo prima di festeggiare la prima affermazione, con Andrea Iannone nel 2016, ma che poi si è fatto via via sempre più vincente, con sei titoli Costruttori e quattro piloti conquistati nel lasso di tempo che va dal 2020 al 2025.
Per celebrare questo traguardo, Dall’Igna si è intrattenuto con i giornalisti dopo il successo di Motegi e la memoria è tornata proprio a quel pomeriggio estivo al Red Bull Ring, dove si potrebbe dire che è cominciato un po’ tutto.
“Di sicuro sono orgoglioso del lavoro svolto da tutti i dipendenti della Ducati in questi anni. Di sicuro sono felice e orgoglioso, ma 100 è un bel numero, che significa anche che sono vecchio (ride). Questo è il lato negativo della medaglia, ma comunque, di sicuro la prima vittoria con Iannone in Austria è stata quella più importante e la ricordo con grande affetto”, ha detto Dall’Igna ai giornalisti presenti in Giappone, tra cui quelli di Motorsport.com.
Winner Andrea Iannone, Ducati Team and second place Andrea Dovizioso, Ducati Team
Foto di: Toni Börner
Il know-how costruito in questi anni è stato la chiave per intraprendere questo percorso vincente secondo Gigi, ma anche per avere l’obiettivo di continuare ad esserlo anche in futuro: “Penso che la cosa più importante sia il bagaglio di conoscenze che abbiamo acquisito in questi anni. Stiamo crescendo passo dopo passo, e quindi venire qui è stata una tappa fondamentale. E, ancora una volta, penso che questo sia importante per il marchio, ovviamente, ma anche per le persone coinvolte nel progetto, perché credo che ora siamo davvero forti e, anche se le regole dovessero cambiare in futuro, credo che, grazie alle conoscenze che ci portiamo dietro, potremo guardare al futuro con ottimismo”.
Quando poi gli è stato domandato se c’è una moto in particolare alla quale si senta legato, non ha avuto grosse esitazioni: “Onestamente, la moto del 2015 è stata la più importante, perché con quella abbiamo fatto un vero e proprio salto di qualità, e non è stato facile: all’epoca c’era molta pressione, e quindi penso che quella moto, mi rimanga nel cuore più di tutte le altre. Anche se quella della prima vittoria in campionato, del primo titolo piloti (2022, ndr), rappresenta ovviamente un’altra moto importante per me”.
Ducati Desmosedici GP15
Foto di: Ducati Corse
Nelle corse però è sempre più importante guardare al futuro che al passato, e l’anno prossimo ci sarà una vera e propria rivoluzione, con l’introduzione di motori da 850cc, la riduzione dell’aerodinamica ed il bando degli abbassattori. La Ducati si pone l’obiettivo di continuare ad essere in prima linea e Dall’Igna ha fatto il punto sullo sviluppo del nuovo prototipo.
“Non è ancora del tutto concluso, perché penso che avremo dei test importanti da fare il mese prossimo, ma ovviamente siamo quasi alla fine della prima fase di sviluppo della moto. Sono abbastanza soddisfatto, onestamente abbiamo piloti davvero bravi che hanno sviluppato la moto insieme a noi, Michele (Pirro) e Nicolò (Bulega) ovviamente hanno fatto un ottimo lavoro durante quest’anno, quindi sono piuttosto curioso di vedere cosa succederà a Valencia dopo la gara”, ha spiegato, facendo riferimento al test collettivo dell’1 dicembre.
L’era delle 1.000cc, dunque, si chiuderà tra sei GP, ma resterà un capitolo felicissimo nella storia del marchio bolognese. Forse quasi irripetibile: “Di sicuro per noi sarà la ‘golden era’, perché stiamo ottenendo ottimi risultati e penso che sia davvero difficile fare meglio di così”.
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