Le Gole di Vikos, in Epiro, scendono per oltre 900 metri nel Parco nazionale Vikos-Aoos e hanno un record Guinness. Ecco come percorrere il sentiero sul fondo, da dove guardarle dall’alto e come arrivarci.
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Nel nord-ovest della Grecia, tra Ioannina e Konitsa, una spaccatura profonda oltre 900 metri taglia il massiccio del Tymfi. È la Gola di Vikos, tra i canyon più spettacolari d’Europa, che il Guinness World Records indica come la più profonda al mondo in rapporto alla larghezza. Sul suo fondo scorre il fiume Voidomatis, mentre sopra la gola si estendono i 46 villaggi di pietra dello Zagori. In questo articolo trovi i numeri del canyon, i sentieri principali, i due belvedere da cui guardarlo dall’alto e le indicazioni per arrivare.
Gole di Vikos: dove si trovano e come si sono formate
La Gola di Vikos si trova nell’Epiro nord-occidentale, sul versante meridionale del monte Tymfi, nella catena del Pindo, dentro il Parco nazionale Vikos-Aoos. Tutt’intorno si estende lo Zagori, area montana con 46 villaggi tradizionali costruiti in gran parte con pietra locale, il cui paesaggio culturale è entrato nel Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2023.
La gola è il risultato dell’erosione. Per milioni di anni l’acqua ha inciso il calcare del Tymfi, e il torrente Vikos, insieme al Voidomatis, ha scavato burroni e valloni. Da questo lavoro deriva anche il record Guinness, che misura il rapporto tra profondità e larghezza: in alcuni settori le pareti superano i 900 metri, mentre la distanza tra i due versanti cambia lungo il percorso.
Cambia anche l’aspetto del canyon. In certi tratti la roccia scende quasi in verticale, come a Megas Lakkos, uno dei settori più stretti, mentre altrove la gola si allarga e lascia spazio a boschi più fitti.
Sul fondo scorre il Voidomatis, che nasce da sorgenti nella zona interna della gola e prosegue a valle con acque molto limpide. Lungo il suo corso cresce una vegetazione ricchissima: nell’area sono state censite circa 1.700 specie e sottospecie vegetali, tra cui gigli selvatici, orchidee, Narcissus poeticus e genziane. Le erbe aromatiche e medicinali hanno dato notorietà ai cosiddetti “dottori di Vikos”, guaritori dell’Epiro che preparavano rimedi a base di piante e la cui reputazione superò i confini della regione.
Tra boschi e pareti vivono cervi, caprioli, cinghiali e capre selvatiche, mentre in cielo volano aquila reale, falco pellegrino, aquila minore e avvoltoio egiziano.
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Cosa vedere e cosa fare alle Gole di Vikos
Hai due modi per conoscere il canyon: camminare sul fondo oppure guardarlo dall’alto. Qui, trovi il percorso di trekking principale, la sosta alle sorgenti, i due belvedere e i sentieri che collegano i villaggi.
Trekking da Monodendri al villaggio di Vikos
La traversata completa parte da Monodendri e arriva al villaggio di Vikos, passando per il fondo del canyon e seguendo i sentieri lungo il Voidomatis. È la tratta più conosciuta e richiede una buona preparazione: servono scarpe adatte e una valutazione attenta delle condizioni del percorso prima di partire.
Lungo la strada il terreno cambia di continuo: i tratti ombreggiati nel bosco lasciano spazio a zone rocciose, a passaggi accanto alle pareti calcaree e a sezioni più aperte. Per questo in estate senti bene la differenza tra il caldo dei punti esposti e il fresco del fondovalle.
Estate e inizio autunno sono i periodi in cui si cammina di più, ma dopo piogge intense o cambi di tempo in quota controlla sempre lo stato dei sentieri.
Sorgenti di Klima e Megas Lakkos
Lungo la traversata, le sorgenti di Klima sono la tappa naturale per fermarti a riprendere fiato. Qui l’acqua sgorga fredda dalla montagna, e il punto coincide con l’area di raccordo tra la gola principale, Megas Lakkos e la zona da cui nasce il Voidomatis.
Proprio per questa posizione alle sorgenti si incrociano più itinerari, quindi ci passi anche se provieni da un altro sentiero. Megas Lakkos è uno dei settori più stretti e spettacolari del sistema di gole: le pareti si avvicinano e il canyon si restringe. Da questa zona il Voidomatis prosegue verso valle con acque molto limpide, tra le più trasparenti d’Europa. Nei mesi caldi il fresco del fondovalle rende la sosta ancora più gradevole, e il rumore dell’acqua copre le voci.
Belvedere di Oxia
Se preferisci guardare il canyon dall’alto, il primo punto panoramico da considerare è Oxia, vicino a Monodendri. Monodendri è anche uno degli accessi principali alla gola, quindi puoi fermarti al belvedere prima o dopo la discesa sul fondo. Da qui vedi le profonde incisioni della montagna e le pareti calcaree, e la scala del paesaggio diventa più evidente: il sentiero percorso sul fondo appare minuscolo, mentre le pareti sembrano proseguire senza fine verso le cime del Tymfi.
Se hai il percorso di trekking in programma, ti consigliamo di passare da Oxia prima di partire, così osservi dall’alto il tratto che percorrerai. Se invece non affronti la traversata, resta una sosta breve che ti mostra bene le dimensioni della gola.
Belvedere di Beloi
Il secondo punto panoramico è Beloi, che si raggiunge dall’area di Vradeto. Rispetto a Oxia cambia la prospettiva: da qui la vista sulla fenditura è ampia e comprende anche i rilievi circostanti. I due belvedere si completano a vicenda, e vederli entrambi ti dà un’idea precisa della forma del canyon prima di scendere sul fondo.
Per arrivare a Beloi ricorda che le distanze tra i villaggi dello Zagori sembrano brevi sulla mappa, ma il terreno montano e le strade tortuose allungano gli spostamenti, quindi calcola più tempo di quello indicato dal navigatore. Se ti interessano gli uccelli, tieni d’occhio il cielo: nell’area vivono aquila reale, falco pellegrino, aquila minore e avvoltoio egiziano.
Come arrivare alle Gole di Vikos
Dall’Italia non ci sono voli diretti per Ioannina, quindi la strada più comune passa da Atene. Da lì Aegean collega la capitale all’aeroporto di Ioannina King Pyrrhus in circa 1 ora e 15 minuti. Prevedendo, il viaggio, due voli, ti consigliamo di accorciare i tempi di attesa ai controlli di sicurezza attivando il servizio di fast track.
All’arrivo a Ioannina, Monodendri, dove inizia il sentiero principale, dista circa 40 km, cioè 50 minuti d’auto. Nello Zagori i mezzi pubblici sono pochi e non arrivano ai punti di partenza, perciò ti consigliamo di prendere un’auto a noleggio all’aeroporto o di prenotare un taxi.
L’altra via è il mare. Da Bari, Brindisi, Ancona e Venezia partono i traghetti per Igoumenitsa, con traversate che vanno da circa nove ore a oltre un giorno, a seconda del porto. Per acquistare i biglietti, puoi affidarti al servizio navi e traghetti, che ti permette di prenderli direttamente in app. Se porti l’auto, sbarchi già con il mezzo che ti serve per muoverti tra i villaggi.
Articolo Modificato Il:28 Settembre 2026
Marta Mingolla 5 Ottobre 2026
