Navi bloccate, aerei in volo, allerta massima, tensione alle stelle. Nelle ultime 72 ore il Golfo di Finlandia si è trovato al centro di un intrigo internazionale. Il motivo? Uno strano oggetto metallico al largo di Helsinki, non identificato, che galleggiava in mare tra petroliere e mercantili. Una bomba? Un dispositivo di spionaggio? Una boa radar? Nulla di tutto ciò.

    Maxi operazione delle autorità finlandesi

    La maxi operazione lanciata dalle autorità finlandesi contro lo stallo del blocco del traffico navale si è risolta con la risoluzione del mistero. Secondo la valutazione della Marina, l’oggetto sarebbe un vecchio componente meccanico proveniente da un relitto. La polizia ha inoltre comunicato di non sospettare la commissione di alcun reato e ha escluso ulteriori approfondimenti, considerata l’innocuità del reperto. Il ritrovamento è avvenuto sabato sera nelle acque a sud della capitale, in un tratto utilizzato anche dalle navi passeggeri in arrivo e in partenza dal porto. Una vicenda che si inserisce in un contesto particolarmente delicato per la sicurezza marittima del Baltico, dove nei giorni scorsi è stata segnalata la presenza di circa 150 navi, tra petroliere e mercantili, rimaste bloccate nel Golfo di Finlandia, comprese imbarcazioni riconducibili alla cosiddetta flotta ombra russa. Al momento, tuttavia, non risultano collegamenti accertati tra i due episodi. 

    Il ritrovamento e il blocco delle navi

    La segnalazione è arrivata sabato alle 19:20, quando la polizia ha ricevuto una comunicazione dalla Guardia di Frontiera finlandese relativa alla presenza di un oggetto metallico a forma di imbuto nelle acque a sud dello stretto di Kustaanmiekka, nei pressi di Helsinki. A individuare il reperto sarebbe stato un pescatore che si trovava casualmente nella zona. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità, l’oggetto era piuttosto pesante, galleggiava sull’acqua e misurava circa 40 centimetri di lunghezza.

    Per chiarirne la natura, la polizia ha richiesto l’assistenza della Marina finlandese. Il componente è stato quindi rimorchiato sabato sera a Santahamina, mentre le forze dell’ordine e la Guardia Costiera del Golfo di Finlandia provvedevano a isolare l’area.

    Le operazioni hanno avuto conseguenze anche sulla navigazione commerciale. La zona interessata dal blocco si trovava a sud delle isole di Särkkä e Suomenlinna e a ovest di Vallisaari, lungo un tratto di mare attraversato dalle imbarcazioni dirette ai terminal del porto meridionale di Helsinki.

    Tra le navi coinvolte nei disagi c’è stata anche la Viking XPRS, il traghetto che collega la capitale finlandese a Tallinn, in Estonia. Un passeggero ha riferito al quotidiano Ilta-Sanomat che la nave non era riuscita a partire all’orario previsto, le 20 di sabato. Secondo quanto riportato dalla testata Yle, la partenza è stata poi effettuata soltanto alle 2 di domenica mattina. La polizia ha diffuso una fotografia dell’oggetto intorno a mezzogiorno di domenica. Nel pomeriggio è arrivata la comunicazione che ha ridimensionato l’allarme. Gli accertamenti preliminari indicano che si tratta di un componente meccanico molto antico proveniente da un relitto. Non essendoci elementi che facciano ipotizzare un illecito, le autorità non procederanno con ulteriori indagini.

    La flotta ombra russa

    Il ritrovamento si verifica mentre il Golfo di Finlandia è al centro dell’attenzione per la concentrazione di navi commerciali e petroliere, in un’area strategica per i collegamenti marittimi tra il Baltico e i porti russi. Nei giorni scorsi, circa 150 imbarcazioni sono state segnalate come bloccate nell’area, comprese navi associate alla cosiddetta flotta ombra di Mosca: la rete di petroliere e altri mezzi utilizzati per trasportare petrolio russo aggirando, attraverso strutture proprietarie e assicurative spesso opache, le restrizioni imposte dai Paesi occidentali. La presenza di queste imbarcazioni è da tempo oggetto di attenzione da parte dei Paesi del Nord Europa. Il Baltico rappresenta infatti un passaggio fondamentale per i traffici energetici e commerciali della Russia, ma anche un’area sensibile per la sicurezza delle infrastrutture sottomarine, dei collegamenti marittimi e delle rotte utilizzate dalle navi civili.


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