Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ritiene che ci sia l’Iran dietro il tentato dirottamento del volo della FlyDubai diretto a Tel Aviv e sventato dal comandante e dai passeggeri. Alla domanda di un giornalista che chiedeva se pensasse che ci fosse dietro Teheran, Trump ha risposto: “Personalmente penso di sì”. Il leader Usa non ha fornito altre spiegazioni sul perché di questa convinzione. Intanto, fonti israeliane riferiscono che Israele valutò di abbattere il volo dopo l’aggressione in cabina, facendo decollare caccia poi richiamati quando l’aereo deviò verso l’Arabia Saudita.
Media: “Israele alzò i caccia, poi li richiamò indietro”
Fonti israeliane hanno riferito a Cbs News che Israele era pronto ad abbattere il volo FlyDubai con tutti i passeggeri a bordo dopo che il copilota omanita aveva aggredito il comandante, facendo decollare i caccia prima di richiamarli mentre l’aereo effettuava un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita. Secondo le stesse fonti, nell’ambito di un protocollo per un potenziale incidente simile all’11 settembre, l’aeronautica israeliana ha cercato di contattare la cabina di pilotaggio dopo che l’aereo ha effettuato una brusca picchiata, ma non ha ricevuto risposta. I caccia sono quindi decollati e Israele ha chiuso il proprio spazio aereo, stando a quanto riportato. Gli aerei da guerra sono stati però richiamati non appena Israele si è reso conto che l’aereo si stava dirigendo verso l’Arabia Saudita. Le stesse fonti hanno aggiunto che, se il volo si fosse avvicinato ulteriormente, Israele avrebbe inviato aerei nello spazio aereo giordano.

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I piloti dell’aeronautica israeliana avrebbero quindi cercato di avvicinarsi il più possibile alla cabina di pilotaggio nel tentativo di stabilire un contatto visivo e valutare la situazione, prima di fare lo stesso con la cabina passeggeri per accertarsi che non vi fossero segnali di panico tra i passeggeri. Dopo aver effettuato il controllo, l’aeronautica israeliana avrebbe aggiornato l’unità di controllo, la quale, secondo le fonti, avrebbe a sua volta contattato il ministro della Difesa e il primo ministro nel caso in cui l’aereo fosse stato dirottato e i terroristi non avessero risposto. In definitiva, la decisione di abbattere l’aereo sarebbe spettata al primo ministro, un esito che, secondo le fonti citate da Cbs News, sarebbe stato preferibile rispetto allo schianto contro l’aeroporto Ben Gurion, il Centro Azrieli di Tel Aviv o un altro “obiettivo di alto valore”.
Herzog conferisce medaglia al valore civile a sei israeliani del volo
Giovedì 8 ottobre, il presidente Isaac Herzog conferirà la Medaglia presidenziale al valore civile a sei cittadini israeliani che si trovavano a bordo del volo FlyDubai e hanno reagito al tentativo del copilota omanita di far schiantare l’aereo. La medaglia sarà assegnata a Or Bardilov, Yaniv Hayon, al dottor Shota Musayev, a Tali Manas, a Zvika Manas e ad Assaf Rajouan. La cerimonia si terrà presso la residenza presidenziale a Gerusalemme alle ore 15,30.
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Copilota di FlyDubai si è addestrato in Nuova Zelanda
Il copilota della FlyDubai ha trascorso 175 giorni in Nuova Zelanda tra il 2018 e il 2019 con un visto per studenti, completando parte del suo addestramento al volo. Lo ha confermato la polizia neozelandese. Hammam Al Hammami è arrivato in Nuova Zelanda il 30 novembre 2018 e ha lasciato il Paese il 23 maggio 2019, secondo i registri dell’immigrazione citati dalla polizia. “La polizia può confermare che il copilota si trovava in Nuova Zelanda per completare parte del suo addestramento al volo per conto di una compagnia con sede nel Regno Unito che non opera più nel Paese”, ha dichiarato Michael Johnson, il vicecommissario della polizia neozelandese.

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