Dopo l’entusiasmo di Euro 2024, il tecnico è sprofondato tra il flop mondiale e i disastri in Nations League. I tifosi ne chiedono l’esonero e la percentuale di vittorie crolla, ma la Federazione conferma la fiducia nel tecnico italiano

    Da “Devrimci”  (rivoluzionario) a “Suresi Doldu” (scaduto). Si può riassumere così, nel brutale passaggio tra queste due parole, il volo in picchiata di Vincenzo Montella sulla panchina della Turchia. Il primo titolo gli era stato cucito addosso dopo l’entusiasmante cavalcata di Euro 2024, culminata con il quarto di finale contro l’Olanda, un traguardo storico per il primo commissario tecnico straniero capace di centrare la qualificazione al torneo. Oggi, però, quell’epiteto ha lasciato spazio a un’etichetta ben più spietata. In mezzo c’è l’illusione di un nuovo ciclo, infranta prima nella disastrosa avventura americana al Mondiale – con l’eliminazione al primo turno per mano di Australia e Paraguay – e poi aggravata dalle quattro sconfitte su quattro in Nations League. 

    i numeri della crisi—  

    Se a volte i numeri non aiutano a capire tutto, in questo caso bastano a spiegare bene un momento. Post Euro 2024 la Turchia ha ottenuto una media punti a partita di 0,75, e la percentuale di vittorie del 62%, che era valsa a Montella il rinnovo sulla panchina turca fino al 2028, è crollata al 22%. Numeri decisamente deludenti per una squadra che aveva iniziato questo ciclo con ben altre ambizioni. A mantenere l’Aeroplanino in quota è İbrahim Hacıosmanoğlu, presidente della federcalcio turca (TFF), che ha deciso di confermarlo dopo la sua elezione post-Europeo e di blindarlo anche dopo il Mondiale: “Non cambieremo guida tecnica né sostituiremo le persone con cui abbiamo lavorato finora. Si guarda al lavoro complessivo e alla continuità.” Un monito che sembra voler portare avanti a tutti i costi, soprattutto visto il momento critico in Turchia, dove il Paese sta attraversando un gigantesco scandalo legato al mondo delle scommesse. Tra richieste di sospensione del campionato e arbitri con oltre 20mila partite scommesse, Ibrahim non molla e non sembra volerne sapere di rassegnare le dimissioni: “Nessuno dovrebbe cercare di attribuire a me e al mio consiglio di amministrazione 15, 20 o forse 30 anni di corruzione e immoralità nel calcio”. Una posizione simile a quella di Montella, che al termine del 3-1 subito contro l’Italia ha ribadito di non voler mollare: “In questi tre anni, i nostri giocatori hanno raggiunto traguardi incredibili, e la mia motivazione è alta grazie ai sacrifici che hanno fatto. Sono orgoglioso di essere qui, e anche se all’epoca ho ricevuto diverse offerte, sono davvero felice di essere rimasto. Perché credo nei miei giocatori fino alla fine”.

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    il futuro di montella—  

    A fare da contraltare alla resistenza del palazzo c’è però l’umore della piazza. I tifosi turchi, celebri per un calore tanto viscerale quanto volubile, hanno ormai esaurito la pazienza.  Sui social l’hashtag #MontellaIstifa (Montella dimettiti) viaggia ormai stabilmente tra le tendenze al termine di ogni partita.  Insomma, non dovrebbero esserci ribaltoni nelle prossime settimane. Ma in Turchia tutto è in continuo divenire, soprattutto in questi giorni; inoltre, il 12 novembre la Turchia ospiterà il Belgio, mentre il 15 sarà di scena in Francia: potrebbe essere l’ultimo aereo utile per Montella per uscire dalla crisi.

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