di
Simone Golia
L’allenatore dell’Italia U21 non ha trattenuta l’emozione davanti agli abbracci dei suoi ragazzi, che hanno strapazzato la Polonia (imbattuta) nello «spareggio» per la qualificazione agli Europei del 2027
Hanno segnato in tutti i modi gli azzurrini contro la Polonia: il piattone sotto la traversa di Koleosho, la perla da 70 metri di Ndour, la corsa bella e solitaria di Fini davanti al portiere avversario, la serpentina di Cherubini. Massimo comune denominatore: dopo aver visto il pallone rotolare in fondo alla rete, tutti sono andati ad abbracciare Silvio Baldini in panchina. Il ct — 68 anni, lo scorso giugno traghettatore per due partite in Nazionale maggiore prima del ritorno di Mancini — alla fine non ha trattenuto la commozione, venendo ripreso dalle telecamere mentre si toglieva gli occhiali per asciugarsi le lacrime. Con il sorriso, ovviamente. Lacrime di gioia davanti a tale bellezza. La sua Italia doveva piegare con almeno due gol di scarto la Polonia — imbattuta, nove successi su nove nel girone. L’ha annichilita 6-2.
L’impresa con la Polonia, Baldini non aveva dubbi
Gli azzurrini volano così all’Europeo di categoria senza passare dai playoff. A Pescara era uno spareggio, la tensione alle stelle, ma Baldini fin dalla conferenza della vigilia ha mostrato una sicurezza a tratti disarmante: «C’è la convinzione che vinceremo, affrontando l’avversaria con il giusto spirito, senza risparmiarsi», erano state le sue parole, nonostante il successo sofferto di pochi giorni prima in Armenia, dove tutti invece si sarebbero aspettati una goleada. Niente panico, Baldini e i suoi ragazzi sono una cosa sola: «Sono speciali, e me lo dimostrano in ogni momento. In un momento particolare della mia vita mi hanno ridato la possibilità di essere una persona normale e felice di fare quello che fa. Non finirò mai di ringraziarli, per me sono una grande ricchezza tecnica e interiore», aveva detto sempre il ct.
La morte della figlia, l’affetto dei giocatori
Poco più di un anno fa Baldini veniva nominato alla guida dell’Italia U21 dopo l’addio doloroso al Pescara, portato in serie B. Lo scorso luglio, invece, il grave lutto familiare con la morte a soli 38 anni della figlia Valentina, affetta da una grave disabilità: «Mi ha insegnato cosa significa amare senza chiedere nulla in cambio», un principio che Baldini ha sempre cercato di trasferire anche nel suo modo di vivere il calcio e il rapporto con i giocatori. Che lo adorano, come dimostrano le parole di Camarda sempre alla vigilia della goleada alla Polonia: «Il mister è una persona speciale per me, ma per tutto il gruppo. Ci dà tanti insegnamenti a livello di vita personale, perché ha tanta esperienza non solo da allenatore, ma anche come persona. Ci vuole bene e noi gliene vogliamo altrettanto, lo seguiamo, lo stimiamo. Personalmente per lui farei la guerra, mi butterei ovunque».
5 ottobre 2026
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