(ANSA-AFP) – PRISTINA, 07 OTT – Nelle prime ore di oggi il
    Parlamento del Kosovo è riuscito a eleggere una presidente per
    il Paese, evitando per un soffio le quarte elezioni legislative
    in meno di due anni. Il governo di Albin Kurti ha raggiunto un
    accordo con l’opposizione per ottenere la maggioranza dei due
    terzi ed eleggere così Justina Shiroka Pula. Il ruolo di
    presidente in Kosovo è prevalentemente onorifico. I parlamentari
    dell’opposizione hanno accettato di avallare la scelta di Pula
    dopo che Kurti ha approvato una legge volta a ridurre i poteri
    del tribunale incaricato di giudicare i crimini di guerra, al
    centro di scontri avvenuti lunedì. Il mese scorso, tale
    tribunale ha condannato a 25 anni di carcere l’ex presidente
    Hashim Thaçi per crimini di guerra commessi durante il conflitto
    per l’indipendenza dalla Serbia negli anni ’90. Ha inoltre
    inflitto pene comprese tra i 13 e i 25 anni ad altri tre alti
    esponenti dell’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) per
    omicidi, arresti illegali, torture e trattamenti crudeli. Il
    verdetto aveva suscitato l’indignazione dei manifestanti nel
    Paese balcanico, dove i quattro uomini sono ampiamente
    considerati eroi dell’indipendenza. Il Kosovo si trovava in una
    situazione di stallo politico dalle elezioni legislative del
    febbraio 2025. Per mesi il primo ministro Kurti non era riuscito
    a formare una maggioranza parlamentare né a nominare un nuovo
    governo, dato che il suo partito Vetëvendosje
    (Autodeterminazione) contava solo 48 seggi su 120. Grazie alle
    elezioni anticipate di dicembre, il partito aveva incrementato
    il proprio consenso raggiungendo i 57 seggi; Kurti era così
    riuscito a far approvare la sua nuova amministrazione a
    febbraio, con il sostegno di diversi deputati in rappresentanza
    delle minoranze. Tuttavia, il mandato dell’ex presidente Vjosa
    Osmani è scaduto all’inizio di aprile, facendo ripiombare il
    Paese in una crisi politica caratterizzata da disaccordi sul
    nome del futuro capo dello Stato e dalla prospettiva di nuove
    elezioni a giugno, fino al compromesso finale raggiunto oggi.

       
    (ANSA-AFP).

       

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