Nei saluti ai pellegrini italiani al termine dell’udienza generale, il Papa rinnova l’invito a recitare la preghiera mariana “tanto cara alla tradizione della Chiesa”. Un appello che riecheggia quello dell’Angelus di domenica scorsa, 4 ottobre, e di quello recitato a Lourdes, con la particolare intenzione che cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto

    Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

    Dalla tradizione della Chiesa è invocata come “rifugio sicuro in mezzo alla difficoltà della vita”: la Madre celeste, consolazione di un mondo ferito dal flagello della guerra. Papa Leone XIV torna oggi, 7 ottobre, a esortare i fedeli a invocarla attraverso la preghiera del Rosario. Lo fa al termine dell’udienza generale, nel giorno in cui la Chiesa celebra proprio la memoria liturgica della Beata Vergine Maria del Rosario. Dal sagrato di Piazza San Pietro, la voce del Pontefice si leva come un’eco di quella risuonata all’Angelus di domenica scorsa: un appello avvertito “forte nell’animo”, già condiviso una settimana prima, 27 settembre, durante la tappa del suo viaggio apostolico in Francia che toccava Lourdes. Nello specifico, proprio dal Santuario dove l’Immacolata era apparsa a santa Bernadette con la corona per contare le Ave Maria tra le mani, guidandone la preghiera.

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    Anche nel saluto ai fedeli portoghesi il Papa richiama una memoria liturgica mariana, quella di Nossa Senhora Aparecida, patrona del Brasile, che ricorre il 12 ottobre. “Alla sua materna intercessione affido voi e le vostre famiglie. La Madonna vi custodisca sempre”, dice Leone, che ai pellegrini di lingua cinese indica “Maria, la madre di Gesù” come “rifugio e forza nei momenti di difficoltà e di sofferenza”.

    Ottobre di preghiera

    Dalla terra d’Oltralpe, il Papa aveva invitato tutti i fedeli a recitare la preghiera mariana per il mese di ottobre, “con la particolare intenzione che cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto”. Un’orazione che chiedeva di farsi carne, accompagnata da “atti concreti di penitenza e di misericordia” e dall’impegno a “favorire sempre il dialogo e la riconciliazione”.

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    “Donaci la pace!”

    Già il primo giorno del mese, le decine di Ave Maria si erano levate dai Giardini Vaticani, portando con sé la richiesta di Leone XIV, in un coro unico con oltre settecento bambini raccolti attorno alla riproduzione fedele della Grotta di Lourdes: “Donaci la pace!”. E con loro, in ogni angolo del mondo, tante altre voci si sono unite in questi giorni perché tacciano le armi e i conflitti. Accade grazie all’iniziativa “Un milione di bambini recita il Rosario”, promossa da oltre vent’anni dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre e ispirata alle parole di padre Pio: “Se un milione di bambini pregheranno insieme il Rosario, il mondo cambierà”.

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    Il Papa apre nel pomeriggio l’iniziativa “Un milione di bambini recita il Rosario” della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre rivolta ai piccoli di tutto il mondo, …

    Seguire l’esempio dei bambini

    Da Lourdes al Vaticano, fino a domenica scorsa, quando il Papa ha ringraziato di cuore i piccoli che, da ogni parte del mondo, hanno intrecciato le loro Ave Maria a quelle dei loro coetanei, mantenendo saldo e teso il filo del Rosario. “Seguiamo tutti il loro esempio”, è l’invito: invocare l’intercessione della Vergine “perché i popoli siano liberati dal flagello della guerra”, riservando un pensiero particolare “per la Terra Santa e per le vittime innocenti della violenza”.

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