La parabola di Vincenzo Montella sulla panchina della Turchia si avvia verso i titoli di coda nella maniera più amara, consumata tra il brusio insistente dei media e il peso schiacciante di un finale di gestione ormai privo di appelli. L’Aeroplanino, che per tre anni ha fatto sognare una nazione intera spingendola oltre i propri storici limiti, è ormai pronto a spiccare l’ultimo volo lontano da Istanbul. Il credito maturato per la bella qualificazione al Mondiale (poi non andato come sperato) non è bastato a salvarlo dalla decisione inevitabile della Federazione.

    Gli ultimi mesi si sono infatti trasformati in un lento e inesorabile calvario: l’eliminazione prematura nella fase a gironi del torneo iridato e una serie drammatica di quattro sconfitte consecutive in Nations League contro colossi come Francia, Belgio e per ben due volte la sua Italia. Un parziale spietato di sei sconfitte nelle ultime sette uscite che ha finito per sgretolare del tutto la fiducia dei vertici federali e accendere la contestazione della piazza. Eppure, liquidare l’avventura di Montella come un fallimento sarebbe un ingiusto torto alla storia recente della Turchia.

    Arrivato nel settembre 2023 tra lo scetticismo generale, il tecnico italiano aveva saputo fin da subito plasmare una squadra generosa, tecnica e viscerale. In 40 panchine complessive – condite da 21 vittorie e cinque pareggi – Montella ha regalato pagine davvero indelebili. Impossibile dimenticare la fantastica cavalcata fino ai quarti di finale dell’Europeo 2024 e, soprattutto, la storica qualificazione alla rassegna iridata, un traguardo che in Turchia mancava da ben 24 anni. Ricordi nitidi e potenti, capaci di accendere l’entusiasmo travolgente di milioni di tifosi, che nel giugno 2025 avevano spinto il presidente Ibrahim Haciosmaoglu a blindarlo con un prolungamento di contratto fino al 2028.

    Tuttavia, nel mondo del calcio il passato sfuma fin troppo in fretta. La sconfitta subita al Dall’Ara contro l’Italia è destinata a rimanere l’ultimo amaro atto della sua gestione.

    Il futuro

    Secondo quanto riportato con insistenza dalla stampa locale, guidata dal quotidiano Milliyet, l’esonero verrà formalizzato a breve e la Federazione corrisponderà al tecnico italiano una buonuscita pari a cinque mensilità, per un importo totale di 915mila euro. Mentre Haciosmaoglu prova a difendere la propria posizione spingendo per una svolta immediata, all’orizzonte si profila già il nome del successore.

    In cima alle preferenze della dirigenza c’è Arda Turan, vera e propria icona del calcio turco oggi alla guida dello Shakhtar Donetsk, chiamato a raccogliere un’eredità pesante e quanto mai passionale. Per Montella cala così il sipario su un triennio intenso, fatto di picchi altissimi e improvvise cadute, dove la magia dei grandi traguardi cede il passo al cinismo dei numeri.


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