Sputa per sbaglio addosso al fidanzato mentre soffia sulla macchinetta per i capelli, lui la lega e le punta un coltello alla gola dicendole che nella notte sarebbe stato versato del sangue. E che dopo averla bruciata viva, perché “meritava di morire”, avrebbe gettato i suoi denti in un campo. Non è finita qui. L’uomo decide di vendicarsi uccidendo l’animale domestico della compagna, un coniglio bianco. Nel modo più crudele possibile.
La costringe a tenerlo per le zampe, mentre lui sgozza l’animale. “Così impari la lezione”. Quando la donna fugge in bagno, lui sfonda la porta e la fa tornare in sala da pranzo per mostrarle il cadavere del coniglio. Poi imbratta il suo viso con il sangue, cucina l’animale e costringe la compagna a mangiarlo.
La sentenza
La sconcertante violenza è andata in scena a dicembre del 2021 nella città spagnola di Monserrat. Come riportano i media del posto, nei giorni scorsi il tribunale di Valencia ha condannato Belahouel A. (questo le generalità dell’uomo) a quattro anni e mezzo di carcere e a 240 giorni di lavori di pubblica utilità contestando i reati di percosse nell’ambito della violenza di genere, lesioni, minacce continuate, maltrattamenti in famiglia, maltrattamento di animali e reati contro l’integrità morale.
All’imputato sono state riconosciute le circostanze aggravanti del vincolo di parentela e dei motivi di genere, oltre all’attenuante del vizio parziale di mente. Affetto da schizofrenia paranoide, l’uomo non potrà avvicinarsi a meno di mille metri dalla sua ex per 24 anni. Il tribunale ha inoltre disposto un risarcimento di 3.420 euro a titolo di indennizzo per i danni fisici e morali causati dagli abusi.
Una lunga serie di violenze
La donna subiva vessazioni continue. Un incubo, il suo, iniziato a ottobre del 2021, solo un mese dopo l’inizio della loro convivenza. Diversi gli episodi emersi nel corso del processo. Durante un viaggio, l’uomo l’avrebbe percossa con una mazza perché non era d’accordo con i vestiti che voleva mettere per uscire. In un’altra occasione, qualche settimana dopo, le legò braccia e gambe, le girò il viso verso il basso e la minacciò di tagliarle la gola e gettarla nel camino. Tre settimane dopo, la torturò anche legandole mani e piedi per un’ora e costringendola a inginocchiarsi sul riso che aveva buttato sul pavimento. Poi la picchiò con una mazza colpendola sugli occhi.
Nel gennaio 2022 la colpì al naso con un pugno solo perché “parlava troppo”. Pochi giorni dopo la donna decise di andarsene, ma mentre impacchettava le sue cose venne colpita all’occhio sinistro. Il giorno dopo andò dalla polizia a denunciare tutto, salvandosi la vita.
