Aveva trasformato la camera di un alloggio affittato su Airbnb in una stanza per uccidere, cercando di riprodurre le scene della serie televisiva Dexter.
L’omicida si chiama Benjamin William Day, è uno studente britannico di scienze forensi e ha appena 20 anni. Il giovane si è dichiarato colpevole il 6 ottobre, durante il secondo giorno del processo, per aver ucciso Maria Saceanu, una donna romena di 24 anni. Resterà in custodia in attesa della sentenza, prevista per il 4 dicembre.
Il delitto risale al 20 dicembre 2025, quando Day aveva 19 anni. Secondo la ricostruzione dell’accusa riportata dalla Bbc, lo studente aveva contattato Saceanu, che lavorava come escort, attraverso un sito internet, utilizzando un telefono acquistato per quell’occasione. Le aveva quindi dato appuntamento nella stanza affittata a Tividale, nelle West Midlands.
Prima del suo arrivo aveva rivestito pareti e pavimento con teli di plastica e raccolto diversi oggetti: un grembiule, una visiera protettiva e prodotti per la pulizia. Per la procura, quei preparativi servivano a commettere l’omicidio e a cancellarne le tracce.
La ricostruzione dell’accusa e il richiamo alla serie Tv
Al centro del processo è emersa la fascinazione di Day per “Dexter”, la serie statunitense il cui protagonista conduce una doppia vita: lavora come esperto forense per la polizia ed è un assassino seriale, capace di sfruttare le proprie competenze per nascondere i delitti.
La procuratrice Rachel Brand ha sostenuto che il giovane avesse allestito la camera proprio per imitare il personaggio. Saceanu è stata colpita con 78 ferite da arma da taglio. Secondo il medico legale, a provocarne probabilmente la morte sono state le lesioni al collo, con danni alle arterie carotidi. Le ferite sulle mani erano invece compatibili con un tentativo di difendersi.
Stando a quanto riferito in aula, Day aveva anche iniziato a smembrare il corpo, ma si era interrotto dopo essersi ferito a una mano.
La richiesta di soccorso e il tentato depistaggio
Dopo aver lasciato l’alloggio, il giovane si era allontanato a piedi e, nella stessa notte dell’omicidio, aveva chiamato il numero di emergenza britannico chiedendo assistenza medica.
Nei filmati delle telecamere indossate dagli agenti, mostrati durante il processo, compariva seduto in un’auto della polizia con una mano avvolta nel nastro adesivo. Ai poliziotti aveva raccontato di essere andato nella zona di Dudley per bere e conoscere una ragazza in un bar, sostenendo poi di essere stato ferito da un animale vicino a un cespuglio: forse una volpe, forse un cane selvatico.
La spiegazione aveva insospettito gli agenti. Anche la presenza del nastro adesivo aveva sollevato domande: Day aveva detto di averlo preso dalla propria auto, senza però ricordare dove l’avesse parcheggiata.
Nel frattempo, un altro ospite della struttura aveva notato una scia di sangue e avvertito il proprietario. Aprendo la porta della stanza, aveva visto il corpo della donna, inizialmente scambiato per una bambola. La segnalazione aveva portato la polizia sul luogo del delitto.
Day era stato arrestato nelle prime ore del 21 dicembre. Indossava una maglia color kaki che, secondo l’accusa, ricordava quella del protagonista della serie.
Dopo appena due giorni di dibattimento in tribunale, il giovane ha ammesso l’omicidio. Il suo avvocato ha chiesto una relazione da sottoporre al giudice prima della determinazione della pena, richiamando la giovane età dell’imputato e l’assenza di precedenti penali.
