Con una Messa nella Basilica di San Pietro, il Papa inaugura oggi 8 ottobre l’anno accademico delle Università pontificie. Incoraggia a non studiare solo per sé stessi, ma per gli altri, come “servizio alla fede e alla verità”. Poi l’invito a non chiudersi, poiché “ambizioni e rivalità lasciano inariditi e tristi”, e a fare tesoro delle amicizie con studenti da ogni parte del mondo: “Non limitatevi a sedervi accanto, parlatevi, raccontatevi le vostre esperienze”

    Daniele Piccini – Città del Vaticano

    Inutile competere in velocità con l’intelligenza tecnologica, che elabora informazioni “più rapidamente di noi” sulla base di algoritmi. L’intelligenza umana deve mantenere invece il suo legame con la “memoria”, con le “esperienze vissute” della persona, con le vibrazioni dell’animo e con il cuore. Specie in luoghi come le Università pontificie dove “siede il mondo” e dove è possibile arricchirsi attraverso l’ascolto e la conoscenza dell’altro. Nell’omelia della Messa che ha presieduto questa sera, 8 ottobre, nella Basilica di San Pietro, in occasione dell’apertura dell’anno accademico delle Università pontificie, Leone XIV indica in questo modo agli studenti, in procinto di iniziare un nuovo ciclo di studi, la predisposizione giusta, affinché la stagione incipiente di formazione “sia più di una semplice ripresa delle attività di studio e di ricerca”.

    L'ingresso del Pontefice nella Basilica di San Pietro per celebrare la Messa.

    L’ingresso del Pontefice nella Basilica di San Pietro per celebrare la Messa.   (VATICAN MEDIA)

    L’intelligenza, un dono che si fa missione

    All’inizio della celebrazione eucaristica – concelebrata, davanti a circa 5.000 fedeli, da sacerdoti, cardinali e vescovi, tra i quali il cardinale José Tolentino de Mendonça e monsignor Carlo Maria Polvani, rispettivamente prefetto e segretario Dicastero per la Cultura e l’Educazione – il Papa incensa la statua della Vergine Maria, Sede della Sapienza. Proprio iniziare l’anno accademico con una Messa, ossia riuniti attorno alla mensa eucaristica di Cristo, suggerisce il Papa, dice già tutto dell’atteggiamento corretto da tenere nel periodo della propria istruzione, che è quello del dono di sé.

    Nessuno, allora, insegnerà, studierà, ricercherà solo per sé stesso, ma con gli altri, per gli altri e soprattutto con il Signore e per il Signore.

    La Lettera ai Galati, appena proclamata, parla proprio dell’intelligenza, una qualità “determinante per la fede e per la missione” ma anche della “memoria” e del “senso critico”. L’apostolo Paolo ha raccomandato alla comunità della Galazia a non farsi incantare, a “non cadere vittima” dei “falsi maestri che volgono ai propri interessi il sentimento religiosi di non pochi credenti”. Il Pontefice esorta i partecipanti ai corsi del nuovo anno accademico, a stimare “lo studio come servizio alla fede e alla verità: per il bene vostro e di tanti fratelli e sorelle per i quali il Signore ha dato la sua vita”.

    Il Pontefice presiede la Messa dall'altare della Confessione.

    Il Pontefice presiede la Messa dall’altare della Confessione.   (VATICAN MEDIA)

    Lo Spirito guida nella formazione

    Per non essere “ammaliati” o “incantati”, san Paolo suggerisce poi di fare “memoria” dell’origine della propria intelligenza e fede, custodendo la sua nascita dallo Spirito.

    L’intelligenza, quindi, deve fare memoria: non semplicemente accostando dati, come un algoritmo fa ormai più rapidamente di noi, ma ricordando le esperienze vissute, con le risonanze che solo l’animo umano può provare, ed entrando più intensamente in contatto con la loro bontà.

    LEGGI L’OMELIA INTEGRALE DI LEONE XIV

    Anche l’impulso a dotarsi di una formazione più elevata ha la stessa origine: “Tutto ciò che è buono inizia “nel segno dello Spirito Santo” e ha, dunque, un respiro, un dinamismo, un senso di comunione che, una volta sperimentati, si imprimono nel cuore”, sottolinea Leone.

    L'assemblea partecipa alla Messa nella Basilica di San Pietro.

    L’assemblea partecipa alla Messa nella Basilica di San Pietro.   (VATICAN MEDIA)

    Guardarsi dall’ambizione che rende aridi

    Tanto più urgente, argomenta ancora il Vescovo di Roma, è dunque difendere questa fiamma iniziale da tutto ciò che ne può minacciare il vigore. Il narcisismo e ogni suo derivato rappresentano il pericolo più insidioso per chi studia e ricerca.

    La routine, le ambizioni, le rivalità e altri fattori negativi possono col tempo distrarre attenzione ed energia, lasciando inariditi e fiacchi, litigiosi e tristi.

    Fondamentale è allora riprendere contatto con l’ispirazione originaria, quel desiderio di sapere dà l’avvio ad ogni percorso accademico.

    “Occorre allora ritornare al cuore. Lì tutto è cominciato, lì è l’inizio che rimane con noi. Carissimi, custodite il cuore! Che siate studenti, ricercatori o docenti, custodite il cuore, perché ogni età e responsabilità siano vissute “nel segno dello Spirito””

    L'omelia di Leone XIV.

    L’omelia di Leone XIV.   (VATICAN MEDIA)

    Coltivare il dono dell’amicizia

    Leone XIV invita a coltivare il “dono prezioso” dell’amicizia, specie quando è “vissuta nella comune ricerca sella verità in Cristo” ed a non dimenticare i poveri, che possono avere, a volte, l’aspetto di “quell’amico importuno, che viene a bussare di notte”, come ha suggerito la lettura dal Vangelo di Luca, da cui è tratto anche il Salmo responsoriale. O di chi è più svantaggiato e non ha accesso ad un’educazione superiore: squilibrio rispetto al quale, aggiunge il Pontefice, abbiamo il dovere della condivisione.

    Condividiamo ciò che ci nutre. Sono molti a non avere le stesse opportunità formative che noi abbiamo ricevuto. Apriamo la porta, non chiudiamoci.

    Leone XIV e sullo sfondo la statua della Vergine Maria, Sede della Sapienza.

    Leone XIV e sullo sfondo la statua della Vergine Maria, Sede della Sapienza.   (VATICAN MEDIA)

    Lavorare insieme, ognuno con il suo compito

    Il Papa cita poi la sua enciclica Magnifica humanitas per ribadire che anche le università si trovano nella situazione che ha descritto nelle prime pagine di questo documento. Il profeta Neemia aveva assunto l’incarico di ricostruire le mura di Gerusalemme dopo l’esilio babilonese, coinvolgendo le famiglie ed assegnando a ciascuno la sua funzione nel lavoro complessivo.

    Ognuno ha il suo compito in questo cantiere, nel quale è importante lavorare insieme. Ad esempio, chi fa i conti con la frammentazione del sapere e con l’impatto delle nuove tecnologie sulla mente umana si accorge che “occorre promuovere una vera igiene dell’attenzione: ritmi che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato; senza questi elementi la libertà interiore può risultare compromessa”.

    Nella “squadra” di ricostruisce ha un compito eminente anche lo studio della Teologia che “non è estraneo a queste sfide, ma nel cantiere della ‘città di Dio’ la sua ricerca contribuisce a illuminare il lavoro di tutti, ponendosi come crocevia dei diversi saperi”.

    La consacrazione dell'Eucaristia.

    La consacrazione dell’Eucaristia.

    “Incontratevi, ascoltatevi”

    Al termine del suo discorso, prima di affidare il nuovo anno accademico “alla materna intercessione della Vergine Maria, Sede della Sapienza”, Papa Leone invita gli studenti a vivere “con pienezza questi vostri anni romani”, per non lasciarli “passare invano”, e a non lasciarsi scappare l’opportunità di arricchimento culturale ed umano rappresentata dagli studenti stranieri, provenienti dalle più remote regioni del mondo.

    In università, guardatevi intorno: nelle vostre aule siede il mondo. Accanto a voi studiano persone provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’America, dall’Europa e dall’Oceania. Non limitatevi a sedervi accanto: incontratevi, parlatevi, ascoltatevi, raccontatevi le vostre esperienze di Chiesa, pregate insieme, condividete momenti di svago, fate nascere amicizie che vi accompagneranno per tutta la vita.

    Il Papa firma un documento sull'educazione "Disegnare nuove mappe di speranza"

    Leone XIV celebra oggi pomeriggio, 27 ottobre, la Messa con gli studenti delle Università pontificie e sigla la Lettera apostolica a 60 anni dalla dichiarazione conciliare …

    Collegi capaci di accogliere

    Il messaggio di Leone XIV agli studenti riecheggia anche nella preghiera dei fedeli dove l’assemblea chiede a Dio di infondere “sulla Chiesa lo Spirito di intelletto, perché, salda nella fede e ardente nella carità, sia testimone della verità e promotrice di riconciliazione”. Ma anche di ispirare “le comunità universitarie con lo Spirito di scienza, perché, attratte da tutto ciò che è vero, puro e amabile, sappiano scrutare la realtà della croce alla luce di Dio”. Infine, una preghiera affinché le università siano capaci di accoglienza, attraverso “lo Spirito di pietà”, “attenti alla crescita umana e spirituale degli studenti” e favoriscano “l’apertura del cuore a Dio e alla fraternità”.

    Guarda il video integrale della Messa.

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