Il Presidente della Repubblica Mattarella, ha promulgato in data odierna la legge. “Quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare”, ha detto la Presidente del Consiglio. La riforma è stata accolta dalle proteste delle opposizioni in Aula con cartelli contro la “legge truffa”, mentre si preparano i ricorsi alla Corte Costituzionale
“Quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare”: con queste parole la premier Giorgia Meloni ha commentato l’approvazione della nuova legge elettorale, che in data odierna è stata promulgata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ieri la Camera aveva dato il via libera definitivo allo “Stabilicum” – o “Melonellum”, come ribattezzato dalle opposizioni – con 227 sì e 164 no: si tratta di una legge proporzionale con premio di maggioranza e il ritorno delle preferenze con capilista bloccati, che è stata accolta dalle proteste delle opposizioni in Aula con cartelli contro la “legge truffa”, mentre si preparano i ricorsi alla Corte Costituzionale.
La prossima battaglia alla Consulta
“A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini”, ha detto ancora Giorgia Meloni. Adesso il prossimo step, dopo il passaggio del Quirinale, è quello della Consulta: il centrosinistra, insieme a un gruppo di costituzionalisti, infatti ha già pronti i ricorsi che partiranno subito dopo la pubblicazione del testo in Gazzetta. Secondo Giovanni Guzzetta, costituzionalista e professore a Tor Vergata, la Corte costituzionale “se interverrà, lo farà con tagli chirurgici, senza far crollare l’intero castello” della nuova legge elettorale: “Io credo che un pronunciamento della Corte possa arrivare prima delle elezioni, ma il sistema non verrà stravolto”, ha aggiunto.

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Gli attacchi di Schlein e Conte
Dure le critiche dell’opposizione: per il segretario di +Europa Riccardo Magi “questa è una legge incostituzionale, ora la battaglia si sposta sui ricorsi giudiziari”. E sull’incostituzionalità del provvedimento insiste tutto il centrosinistra. “Siete indifferenti ai problemi di italiani”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in Aula, “e cercate di manomettere la Costituzione”. Nella vostra legge “manca solo ‘indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari'”, ha aggiunto il leader del M5s Giuseppe Conte mentre entrambi criticano una riforma che, cancellando l’obbligo di alternanza nei capilista prevista dal Rosatellum, vuole “cacciare le donne dal Parlamento”.
Continua lo scontro tra maggioranza e opposizione
Oggi, intanto, continua lo scontro tra maggioranza e opposizione: “La legge elettorale approvata ieri è “una grande dimostrazione di unità del centrodestra e dà ai cittadini la possibilità di entrare davvero nel merito e di dare il proprio voto in maniera sempre più consapevole. Quindi sarà una grande sfida elettorale, ma siamo molto contenti di questo risultato”, ha detto la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Per Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, invece la nuova norma “riduce la rappresentanza e concentra il potere, raccontando ai cittadini una falsa promessa di scelta e partecipazione. Le preferenze introdotte dalla maggioranza sono una narrazione ingannevole: i capilista bloccati lasciano alle segreterie dei partiti il controllo sulla scelta di gran parte dei parlamentari”. Mentre per Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, “il centrodestra ha confermato la propria compattezza. La nuova legge elettorale rafforza rappresentanza, governabilità e stabilità e stabilisce subito chi governa”.

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Le ipotesi sulla data del voto
Intanto, dopo il via libera alla riforma, si torna a ragionare su una possibile data del voto. Secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari la scelta di quando andare a nuove elezioni “non dipende solo da noi. Ma ci sono due possibili scadenze naturali: una alla fine dei cinque anni, quindi a settembre, l’altra a giugno che darebbe agio al prossimo governo di fare con calma la legge di bilancio”. Ma per il vicepremier Antonio Tajani ha replicato: “Fazzolari giustamente ha le sue idee, io credo che si debba votare a fine legislatura, l’opinione di Forza Italia è questa”. Mentre Meloni è stata chiara: per lei quelli sulla data del voto sono “dibattiti surreali”. E per l’altro vicepremier Matteo Salvini la scadenza resta “l’autunno del ’27”, quella “naturale”, perché ci sono “così tante cose da fare, così tanti cantieri da completare, così tante case da riassegnare”.
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