Modena, 9 ottobre 2026 – Licenziato dopo 25 anni di lavoro, viene reintegrato dopo aver portato il provvedimento in tribunale assistito dalla Cgil. La vicenda riguarda un dipendente addetto a caffetteria e bar di un hotel di Modena. L’uomo è stato licenziato dopo 25 anni poiché secondo l’azienda quando era in malattia avrebbe svolto attività quotidiane non compatibili col suo stato di salute. L’azienda aveva documentato la situazione attraverso un’agenzia investigativa privata.

Licenziamenti (iStock)
La decisione del tribunale
Il tribunale di Modena ha però annullato il provvedimento, che era stato impugnato dal diretto interessato e contestato grazie all’assistenza della Filcams Cgil. Secondo il giudice le attività svolte potevano invece essere considerate ‘giustificate’ nonostante la malattia in corso.
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Il reintegro del lavoratore
La consulenza medico-legale disposta dal tribunale ha confermato la compatibilità di tali attività con la patologia certificata, contribuendo a sostenere le ragioni del lavoratore. Ora il lavoratore avrà il diritto di opzione tra il reintegro o l’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
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Avallone (Cgil): “Dietro ogni rapporto di lavoro ci sono una vita, una storia e una dignità che devono essere rispettate”
“Questo lavoratore – dichiara Antonio Avallone della Filcams Cgil di Modena – ha dovuto affrontare non soltanto la malattia, ma anche un contesto lavorativo che da tempo denunciava come ostile, con contestazioni disciplinari e comportamenti che riteneva ingiusti. Di fronte alla determinazione dell’azienda di arrivare al licenziamento, nonostante le ragioni e gli elementi presentati a tutela del dipendente, è mancata la considerazione per la persona, per la sua condizione e per l’umanità del lavoro. Un lavoratore non può essere considerato soltanto una funzione da utilizzare o una presenza di cui liberarsi quando per qualcuno diventa scomoda: dietro ogni rapporto di lavoro ci sono una vita, una storia e una dignità che devono essere rispettate”.
