Roma, 10 ottobre 2026 – Ma davvero la possibilità di lavorare fino a 70 anni può diventare una leva per limitare la voragine di autisti di bus e camionisti?

    Abbiamo messo a confronto due punti di vista molto autorevoli: quello di Riccardo Verona, presidente AN.BTI (Associazione nazionale bus turistici italiani di Confcommercio), e quello di Claudio Sensi, vicepresidente Fai Liguria e ceo di Dlm Coop, società specializzata nel trasporto di merci pericolose.

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    Gli autisti di bus e la patente bulgara over 65

    Per il presidente Verona “ben venga la novità, anche perché oggi il limite italiano dei 68 anni viene tranquillamente bypassato andando semplicemente in Bulgaria”. Ma come funziona? Va così: “Si prende la patente d che dura 5 anni; a 68 si può rinnovare per altri 5. A 73 idem, basta risultare idonei alle visite mediche”. Quindi capita che “autisti italiani prendano la patente in Bulgaria, la legge lo consente. Se vengono fermati dalla Polizia stradale per un controllo esibiscono il permesso di soggiorno e il titolo di guida. Tutto lecito. Chi è stato multato ha presentato ricorso e l’ha vinto. Ma per noi è una presa in giro”. Simile ai tempi record e prezzi stracciati garantiti in Slovenia per la carta Cqc dei camionisti, caso denunciato dal presidente Fai, Paolo Uggè. 

    Patente d, le regole in Italia

    In Italia, infatti, “la patente d fino a 70 anni si deve rinnovare ogni 5; dopo quell’età ogni 3; dopo gli 80 ogni due. Ma gli autobus si possono guidare solo fino a 68 anni, se la commissione medica dà l’ok. Poi scatta il divieto”. Per questo il presidente Verona insiste: “Bene allungare la possibilità di lavorare. Problemi di salute e riflessi? Per me non è questione d’età, ci sono persone che non metterei al volante neanche a 50 anni. Se un settantenne sta bene, perché no? Se la misura serve a riequilibrare la voragine? Direi che è solo un piccolissimo aiuto. Il problema è che i ragazzi non vogliono più fare questo mestiere. Ho 62 anni, ho iniziato a 21. Era gratificante, c’erano meno responsabilità e anche meno autovelox in giro, si guadagnava più con le mance che con lo stipendio”.

    Il no dei camionisti ai 70 anni alla guida

    Stessa soglia d’età (68 anni) anche per i camionisti, con il solito obbligo di passare prima da un accertamento medico complessivo. Ma Sensi arriva alle conclusioni opposte rispetto al presidente Verona. “Siamo contrari ai 70 anni alla guida. Anzi: siamo impegnati per far riconoscere il mestiere di camionista come usurante. I motivi sono molto semplici: se anche il lavoro è concentrato di giorno, ti tiene lontano dalla famiglia 5 giorni su 7. E poi bisogna fare i conti con il traffico, le condizioni meteo avverse, le operazioni di carico e scarico, l’assenza di parcheggi”. E qui s’inserisce Verona che se proprio deve trovare una nota polemica sui camionisti puntualizza: “Quando mi fermo all’area di servizio trovo sempre lo stallo riservato ai bus occupato da un tir”.

    Annotazione che mette il dito nella piaga: in Italia le aree di sosta attrezzate per gli autotrasportatori sono insufficienti, trovare un parcheggio è una delle occupazioni principali in tutto il mondo, come ha rilevato anche l’ultimo rapporto Dekra sulla sicurezza.

    A questo link le info su An.Bti

    I camion e il problema dei parcheggi

    Sensi rimarca che quello dei parcheggi è un vero problema per la categoria, soprattutto di questi tempi che rivedono in azione i predoni del gasolio. “I mezzi vengono così parcheggiati vicino alle aree di emergenza, e questo può rappresentare senz’altro un rischio per la circolazione”.

    Poi il dirigente Fai torna sul tema dell’età: “Anche guidare un mezzo pesante a 70 anni può diventare un problema di sicurezza stradale. Non solo: con questa proposta stiamo bypassando il problema di fondo, che resta quello di incentivare le giovani generazioni a fare questo mestiere”.

    Autisti di bus, che cos’è la ‘patente bulgara’ over 65. Camionisti e guida fino ai 70 anni, le ragioni del no

    A confronto le posizioni di Riccardo Verona, presidente An.Bti (Associazione nazionale bus turistici italiani di Confcommercio) e Claudio Sensi, vicepresidente Fai Liguria (Federazione autotrasportatori italiani). Il problema di parcheggi e aree di sosta insufficienti

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