Dopo la preghiera dell’Angelus in piazza San Pietro, stamane 11 ottobre, il Papa torna ad invocare una risoluzione pacifica del conflitto, che sta aggravando la situazione alimentare di nazioni economicamente più fragili. Il Pontefice ricorda inoltre la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro e sollecita ogni “sforzo per la prevenzione”. Infine, sull’esempio di madre Maria Ignazia Isacchi, beatificata ieri a Mantova, incoraggia ad essere “testimoni di amore evangelico”
Daniele Piccini – Città del Vaticano
Nuovo accorato appello per la pace tra Ucraina e Russia da parte di Leone XIV. Il Papa lo lancia questa mattina, 11 ottobre, dopo la preghiera dell’Angelus, dalla finestra del Palazzo Apostolico, richiamando l’attenzione non solo sul drammatico bilancio di vittime e sulla distruzione delle infrastrutture nei due Paesi, ma anche sulle pesanti ripercussioni del conflitto sulle popolazioni più povere del mondo.
All’Angelus in Piazza San Pietro, Leone XIV esorta ciascun fedele a essere protagonista della festa del Signore, anche quando il bene offerto viene frainteso o respinto. Quando …
Il prezzo che pagano i Paesi più poveri
Gli effetti globali della guerra – aumento dei prezzi degli alimenti, dei fertilizzanti e delle risorse energetiche – si ripercuotono con esiti catastrofici proprio sui Paesi economicamente più fragili. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha documentato come le conseguenze dello scontro militare tra Russia e Ucraina, iniziato oltre quattro anni fa, abbiano aggravato l’emergenza alimentare in Paesi lontani come Somalia, Sudan, Venezuela, Libano e Yemen, che dipendono dalle importazioni di cereali dall’estero.
La guerra nella martoriata Ucraina continua a causare sofferenze anche ben oltre i suoi confini, soprattutto nei paesi più poveri, dove tante persone dipendono dalle importazioni di cereali. Rivolgo un accorato appello alle parti in conflitto affinché consentano il trasporto sicuro dei cereali nel Mar Nero. Il pane quotidiano di milioni di persone non può essere ostaggio della guerra.
Aumentano del 2% i decessi sul posto di lavoro
Oggi ricorre in Italia la 76.ma Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa dall’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro. Il Papa dedica un pensiero a quanti perdono la vita o rimangono feriti nello svolgimento della loro professione, sollecitando l’applicazione di ogni provvedimento possibile per evitarlo.
Oggi in Italia ricorre la giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Saluto l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro e incoraggio gli sforzi per la prevenzione.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro nei primi otto mesi del 2025 le denunce di incidenti con esito mortale in Italia sono aumentate del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025. In crescita anche il numero degli infortuni sul posto di lavoro che nel 2026 sono 285.811, più 5,1% rispetto allo scorso anno.
Madre Maria Ignazia Isacchi, una nuova beata
Il Pontefice ricorda infine la beatificazione di madre Maria Ignazia Isacchi, celebrata ieri a Mantova dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.
Ieri a Mantova è stata beatificata suor Maria Ignazia Isacchi, fondatrice della congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù. Tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del novecento si prodigò con carità coraggiosa per i bisognosi e i disagiati. Il suo esempio ravvivi in tutti noi il desiderio di essere nel mondo testimoni di amore evangelico verso tutti.
Entrata nel 1879 tra le Orsoline di Somasca, la beata Maria Ignazia Isacchi, al secolo Angela Caterina, si dedicò all’educazione delle giovani e nel 1893 fondò la Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Gesù di Asola, in Lombardia. Affrontò con tenacia difficoltà e incomprensioni, affidandosi alla Provvidenza e dedicandosi ai più bisognosi, in particolare alle famiglie disagiate. La beatificazione è stata resa possibile grazie al riconoscimento di una guarigione miracolosa attribuita alla sua intercessione, avvenuta nel 1950 a una religiosa della congregazione.
