Le secolari mura della Torre Aiutante, nel cuore del Castello di Carlo V, sono tornate a vibrare di passione, storia ed emozione, confermandosi l’anima pulsante della cultura cittadina. Si è rinnovato lo scorso 8 ottobre l’appuntamento con la seconda edizione di “Magna Grecia oggi – tra identità, memoria e sogno”, una kermesse che ha fatto registrare uno straordinario e caloroso abbraccio di pubblico, affermandosi con forza tra i momenti più intensi e partecipati del panorama culturale del territorio.
Ideata e guidata dalla direzione artistica di Flavio Iacones, che ha condotto la serata sul palco insieme a Roselyne Mirialachi, la manifestazione ha mostrato una crescita netta rispetto alla passata edizione. Promossa dall’associazione Multitracce presieduta da Andrea Correggia, e sostenuta con convinzione dalla Regione Calabria, da Calabria Straordinaria e dal Comune di Crotone, l’iniziativa ha scelto di allargare i propri confini, eleggendo il teatro a forma d’espressione privilegiata e animando la serata con un fitto calendario di talk, incontri e riflessioni sul valore delle origini.
La kermesse ha offerto un percorso multidisciplinare capaci di intrecciare la letteratura, la poesia, la filosofia e l’impegno sociale. Sul palco si sono avvicendati diversi interventi di rilievo: lo scrittore e biologo marino Antonio Oliverio ha esplorato il legame tra il mare e la narrazione del territorio, mentre la poetessa Anna Cusato ha proposto al pubblico la lettura del suo componimento “Il diadema di Hera”.
La dimensione introspettiva e comunitaria è stata approfondita dalla docente e counselor Anna Melillo, incentrata sull’ascolto interiore come elemento identitario, e dalla scrittrice Caterina Madda, recentemente insignita del Premio Internazionale Agape, che ha ribadito l’importanza di fare rete attraverso la cultura. La serata si è poi arricchita con la testimonianza di Roby Contarino, dedicata alla determinazione nel settore della moda e dello spettacolo, e con i versi del poeta Francesco Torchia, focalizzati sulla memoria e sulla sensibilità del paesaggio calabrese.
Spazio di primo piano è stato riservato anche alle arti visive grazie alle opere allestite per il concorso del Premio Castello 2026, che ha visto esposti i quadri degli artisti Nino Audia, Vincenzo Squillacioti e Colette.
L’edizione di quest’anno ha inoltre registrato un salto di qualità sul piano internazionale grazie alla partecipazione della pittrice argentina Adriana Laura Brito. La sua presenza ha conferito alla manifestazione una proiezione oltreconfine, dimostrando come il linguaggio dell’arte sappia unire contesti differenti sotto il segno comune della storia magnogreca.
In serate come questa, la storia smette di essere un ricordo polveroso custodito nei libri e torna a respirare tra la gente. Accade quando luoghi senza tempo, come le pietre antiche del Castello di Carlo V, incontrano la passione e la visione di chi crede ancora che la bellezza possa salvare e unire un territorio.
La seconda edizione di “Magna Grecia oggi” è stata dunque molto più di un appuntamento culturale: è stata una carezza al cuore di Crotone, un abbraccio tra generazioni, linguaggi ed emozioni diverse. In quella Torre Aiutante gremita di sguardi e d’attenzione, si è avvertito il calore di una comunità che ha fame di riscatto, di poesia, di arte e di ascolto.
In tutto questo, il merito più grande va alla sensibilità di Flavio Iacones. Con la delicatezza e la determinazione che lo contraddistinguono, Iacones non si è limitato a organizzare un evento: ha cucito insieme anime, storie e talenti, trasformando un palcoscenico in una casa accogliente per tutti. La sua direzione artistica non è solo competenza, ma un atto d’amore puro verso questa terra. È la dimostrazione concreta che, quando si lavora con il cuore e si guarda oltre i confini, anche la storia più antica può trasformarsi nel sogno più bello per il nostro futuro.
Con il successo di questo secondo appuntamento, “Magna Grecia oggi – tra identità, memoria e sogno”, consegna alla città una visione in cui il passato non viene inteso come mera memoria nostalgica, ma come energia viva per la crescita culturale e la promozione del territorio.
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