La Grecia sta introducendo il divieto di accesso dei bambini di età inferiore ai 15 anni ai servizi di social network, istituendo un nuovo quadro normativo che dovrebbe entrare in vigore dal 1º gennaio 2027.
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le principali disposizioni del disegno di legge sono state presentate oggi dal ministro di Stato Akis Skertsos, dal ministro della Salute Adonis Georgiadis e dal ministro della Governance Digitale Dimitris Papastergiou. Il fulcro della riforma è la protezione dei minori dai rischi legati all’uso dei social media e, allo stesso tempo, la tutela della riservatezza degli utenti.
Il disegno di legge sarà esaminato dalle commissioni parlamentari il 13 ottobre, mentre il dibattito in plenaria e il voto sono programmati per il 22 ottobre. L’applicazione del nuovo quadro è prevista a partire dal 1º gennaio 2027, in modo da concedere alle piattaforme il tempo necessario per prepararsi alle modifiche.
Skertsos ha osservato che i genitori hanno bisogno di un sostegno concreto di fronte ad algoritmi che puntano a mantenere i bambini costantemente connessi, ribadendo che la tecnologia deve essere regolata avendo al centro la persona e, in particolare, la salute e lo sviluppo dei minori.
Il limite di età generale per accedere ai social in Grecia verrà fissato a 15 anni
Il punto centrale della normativa è il divieto di accesso ai servizi di social network offerti da piattaforme online per i minori che non hanno ancora compiuto 15 anni. Il provvedimento riguarda servizi come Instagram, TikTok e Facebook e prevede per le piattaforme l’obbligo di adottare metodi di verifica dell’età adeguati, proporzionati e affidabili.
In questo modo, la responsabilità di un controllo effettivo degli accessi viene trasferita alle stesse aziende, che dovranno garantire che il limite di età sia applicato concretamente e non resti un semplice divieto formale.
Kids Wallet e Gov.gr Wallet: come avverrà la verifica dell’età in Grecia
Un ruolo centrale nell’attuazione della misura è attribuito al Kids Wallet e al Gov.gr Wallet, presentati come meccanismi indicativi di verifica dell’età. Non costituiranno però le uniche soluzioni tecnologiche a disposizione delle piattaforme, poiché il disegno di legge segue il principio della neutralità tecnologica.
Ciò significa che le aziende potranno scegliere diverse soluzioni tecniche, a condizione che rispettino i requisiti della normativa europea. L’obiettivo è garantire un’applicazione efficace del limite di età senza imporre una singola tecnologia a tutti i servizi.
Contrassegni digitali di età e tutela dei dati personali
I meccanismi illustrati si basano sull’uso di contrassegni digitali di età (age tokens), che consentono di verificare il rispetto del limite anagrafico senza richiedere la comunicazione di più dati personali di quelli strettamente necessari.
In questo modo, la piattaforma può ottenere la conferma necessaria sul rispetto del limite di età da parte dell’utente, senza accedere ai dati completi di identità o ad altre informazioni sensibili del minore.
Secondo le specifiche presentate, i meccanismi di verifica dovranno basarsi su tecniche affidabili e accurate, funzionare in modo efficace nelle condizioni reali di utilizzo e prevedere garanzie sufficienti per impedirne l’aggiramento. Dovranno inoltre essere accessibili e adatti alle diverse categorie di utenti, non incidere in modo sproporzionato sui loro diritti e non trattare dati personali oltre quanto strettamente necessario.
In questo contesto è prevista anche la possibilità di interconnessione tra i vari meccanismi, così da facilitare l’applicazione della verifica dell’età nei servizi digitali.
Il disegno di legge si inserisce nel quadro regolatorio europeo per i servizi digitali e, in particolare, nel Regolamento sui servizi digitali (Digital Services Act – DSA). Un punto chiave è l’articolo 28 della DSA, che riguarda la protezione dei minori che utilizzano le piattaforme online.
Chi controllerà l’applicazione della misura
La vigilanza non sarà esercitata esclusivamente a livello nazionale, ma attraverso il meccanismo già previsto dalla DSA, che contempla la cooperazione transfrontaliera tra le autorità competenti e la Commissione europea.
In Grecia, l’ente principale è la Commissione nazionale per le telecomunicazioni e le poste (EETT), che funge da Coordinatore dei servizi digitali. Nell’ambito delle proprie competenze intervengono anche il Consiglio nazionale per la radio e la televisione (ESR), per la supervisione delle relative disposizioni, e l’Autorità per la protezione dei dati personali, per le questioni legate alla privacy e ai requisiti della DSA.
La procedura di controllo può essere avviata a seguito di una segnalazione da parte di un utente o di una comunicazione all’EETT da parte di un’altra autorità o organismo. Se il caso riguarda una piattaforma sottoposta alla vigilanza di un altro Stato membro, il fascicolo viene trasmesso all’autorità competente del Paese in cui la piattaforma ha sede.
Il piano greco e il futuro EU Kids Act
La Grecia punta a contribuire alla definizione di una politica europea più ampia per la protezione dei bambini online, in vista delle discussioni sul cosiddetto EU Kids Act. L’iniziativa mira a entrare nel dibattito su regole comuni e meccanismi di protezione efficaci a livello europeo, in un contesto in cui i servizi digitali operano oltre i confini nazionali.
Con l’entrata in vigore fissata per il 1º gennaio 2027, il nuovo quadro definisce tre obiettivi principali: limitare l’accesso dei bambini sotto i 15 anni ai servizi di social network, imporre alle piattaforme l’adozione di verifiche dell’età affidabili e proteggere la privacy attraverso meccanismi che limitano la raccolta di dati personali.
