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    Redazione Economia

    Forza Italia punta alla no tax area per gli under 35 e la Lega al price cap sulle bollette. Giorgetti: la nuova flessibilità per aiutare famiglie, se l’Ue dice no sbaglia

    Meno tasse sul ceto medio, tredicesime più ricche, agevolazioni per gli under 35 e nuove possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni. La maggioranza si avvicina alla manovra per il 2027 con un’agenda che si allarga e un problema comune: trovare le risorse per trasformare le richieste dei partiti in misure di bilancio. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega condividono l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto, ma indicano beneficiari e strumenti diversi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sul Dpfp ha spiegato che la composizione della manovra sarà «definita alla luce del completamento della procedura europea» sulla clausola su Difesa ed Energia, alcuni «elementi saranno forniti nel Documento programmatico di bilancio che a breve il governo trasmetterà al Parlamento e alle Autorità europee». E ha aggiunto: «Abbiamo scelto di essere attori del dibattito che ha visto diversi Stati membri uniti nel chiedere il riconoscimento di una flessibilità coerente con il contesto che stiamo vivendo, da utilizzare in modo selettivo e responsabile». 

    Le famiglie

    Il ministro ha poi spiegato che il governo intendo utilizzare la Nec, la clausola di salvaguardia nazionale, «anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Se in Europa dicono: “No, non c’è problema, le famiglie sopportino”, ecco secondo me è una scelta sbagliata. Ambiremmo, ma non perché lo vuole il governo, ma perché me lo chiedete tutti voi, che nei confronti delle famiglie si possa fare qualcosa. Non so l’esito, è in corso una trattativa con gli uffici della commissione Ue».



















































    La Corte dei Conti: mancano gli effetti delle misure

    La Corte dei Conti, intanto, avverte: nel Dpfp (Documento programmatico di finanza pubblica) mancano gli effetti delle misure. In audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica, la Corte rileva che «una analisi, più profonda, del quadro sconta anche quest’anno la carente definizione dello sviluppo programmatico del documento, in particolare a
    livello delle politiche di settore, e la mancata quantificazione dell’effetto finanziario delle misure che si intendono adottare nell’ambito della manovra di finanza pubblica in approvazione, come peraltro richiesto dalla stessa risoluzione parlamentare».

    L’ampliamento dello scaglione di Fratelli d’Italia

    Ma vediamo quali sono le misure che i partiti di maggioranza vorrebbero porsi come obiettivo nella prossima manovra. Fratelli d’Italia mette al centro il ceto medio. Marco Osnato, responsabile economico del partito e presidente della commissione Finanze della Camera, prospetta l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60 mila euro di reddito annuo. «Difendere il potere di acquisto delle famiglie italiane» è, spiega, un impegno che il governo vuole rafforzare nella prossima legge di bilancio. La proposta riguarda l’ampliamento dello scaglione: il riferimento al 33% non significa che l’intero reddito fino a 60 mila euro verrebbe tassato con un’unica aliquota. L’entità del beneficio dipenderà dalla formulazione della norma e dal coordinamento con le detrazioni.

    FI e la no tax area per i più giovani

    Forza Italia concentra invece le richieste su giovani, lavoratori con retribuzioni basse e pensionati. Antonio Tajani insiste su una no tax area per chi ha fino a 35 anni, presentata come uno strumento per rendere più conveniente lavorare in Italia e contrastare l’emigrazione. «C’è un diritto a non emigrare», sostiene il vicepremier. Restano però da definire la soglia di reddito esente, la platea e il costo dell’intervento: elementi decisivi per misurarne l’efficacia e la sostenibilità. L’altra priorità azzurra è la detassazione delle tredicesime, da estendere anche ai pensionati. L’obiettivo è aumentare il netto disponibile a fine anno, dando seguito all’impegno rivendicato da Tajani verso chi fatica ad arrivare a fine mese. Anche qui la distanza tra annuncio e norma passa dalle scelte su limiti di reddito, dimensione dello sgravio e coperture. Nella riunione convocata per lunedì 12 ottobre alle 15, il partito farà il punto sulle proposte da portare al tavolo degli alleati.

    La Lega e le pensioni anticipate

    La Lega torna sul terreno della previdenza. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon propone di rendere accessibile la pensione anticipata a 64 anni con il ricalcolo contributivo dell’assegno. L’uscita sarebbe dunque accompagnata da un diverso criterio di determinazione della pensione, il cui effetto sull’importo andrebbe valutato in base alla storia contributiva del lavoratore. Durigon lega la proposta anche al ricambio generazionale, ma requisiti, platea e impatto sui conti restano da precisare. Il confronto si svolge mentre la spesa previdenziale cresce. Secondo le previsioni del Documento programmatico di finanza pubblica riportate dall’Ansa, nel 2027 raggiungerà 366,54 miliardi, con un incremento di 14,74 miliardi rispetto al 2026 a legislazione vigente. Oltre 10 miliardi dell’aumento sono legati alla rivalutazione degli assegni rispetto all’inflazione. In questo quadro circola l’ipotesi di limitare la perequazione delle pensioni più alte, che al momento non trova però riscontro concreto nella maggioranza.

    La posizione Cisl

    Nel confronto entra anche la Cisl, che chiede di concentrare le risorse disponibili su lavoratori, pensionati e imprese sane. Per la segretaria generale Daniela Fumarola, intervenuta sabato 10 ottobre a Firenze alla Festa dell’ottimismo del Foglio e a Milano all’evento di Forza Italia, la scarsità dei fondi impone una scelta precisa: sostenere i redditi colpiti dall’inflazione e dal caro carburanti, premiando le aziende che applicano contratti di qualità, investono nell’innovazione e favoriscono la partecipazione dei lavoratori. Sul fisco, la piattaforma del sindacato incrocia alcune richieste della maggioranza: estendere l’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60 mila euro, detassare le tredicesime e alleggerire il prelievo sui premi di risultato e sulle somme legate alla contrattazione decentrata. L’obiettivo indicato da Fumarola è far crescere salari e produttività, assicurando che i benefici di quest’ultima si traducano anche in buste paga più alte. Sulle pensioni, invece, la Cisl chiede la piena indicizzazione degli assegni: una tutela che la segretaria considera essenziale per chi, a differenza dei lavoratori, non può contare sui rinnovi contrattuali per recuperare potere d’acquisto.

    Il price cap sulle bollette

    Sul lavoro, la Lega invece propone una tassazione al 5% per i primi cinque anni sugli aumenti di stipendio destinati ai giovani, una misura cui guarda anche Giorgetti. Il beneficio riguarderebbe gli incrementi retributivi, non l’intera busta paga. Durigon rilancia inoltre un tetto alle bollette da costruire attraverso il confronto con gli operatori energetici: tariffe aggiornabili in relazione al mercato, secondo un meccanismo ancora da definire. A tenere insieme il negoziato sarà soprattutto il capitolo delle entrate. Matteo Salvini chiede un contributo di almeno cinque miliardi a banche e assicurazioni; Tajani esclude una tassa sugli extraprofitti e rivendica la strada del dialogo. La disponibilità del settore finanziario, gli importi e il meccanismo dell’eventuale contributo restano quindi una delle incognite della manovra.

    Il voto sullo scostamento di Bilancio

    L’audizione di Giorgetti e il passaggio in Consiglio dei ministri di martedì 13 ottobre compongono la cornice delle scelte da trasmettere a Bruxelles. Sullo sfondo c’è anche il voto parlamentare sullo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi, collegato all’attivazione della clausola europea per difesa ed energia. Il Pd ha annunciato il proprio no, chiedendo di dare priorità alla sanità. Per la maggioranza comincia ora la selezione: decidere quanto destinare al ceto medio, quanto ai giovani e quanto ai pensionati, e indicare entrate capaci di finanziare gli impegni.

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    12 ottobre 2026 ( modifica il 12 ottobre 2026 | 19:51)

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