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    La destra estrema francese consolida il vantaggio e guarda all’Eliseo. Le polemiche su Jordan Bardella, al quale sono attribuiti vecchi messaggi antisemiti che lui nega di avere scritto, non sembrano scalfire il consenso del Rassemblement National. Il sondaggio Toluna Harris Interactive per M6 e RTL, pubblicato il 12 ottobre, colloca Marine Le Pen tra il 35% e il 37% al primo turno delle presidenziali del 2027. In tutte le cinque combinazioni di candidature esaminate sarebbe nettamente prima.


    APPROFONDIMENTI

    Gli avversari divisi. Il dato politicamente più significativo è la distanza dagli inseguitori. Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale, raccoglierebbe il 18-19% e raggiungerebbe il ballottaggio in ogni scenario.

    Il centro, invece, paga la concorrenza interna: Édouard Philippe scenderebbe al 13% con Gabriel Attal contemporaneamente in corsa, mentre arriverebbe al 17% come unico candidato centrista. Attal oscilla tra il 5% e il 12%. Raphaël Glucksmann si ferma al 10-11%, la destra di Bruno Retailleau al 7-10%.

    La fotografia suggerisce una Francia sempre più polarizzata. Il Rn dispone di un consenso concentrato attorno a Le Pen, mentre gli avversari si contendono elettorati in parte sovrapposti. Per il centro, la scelta di un candidato comune potrebbe diventare decisiva: nello scenario con Philippe unico rappresentante, la distanza da Mélenchon si riduce a un punto. Un margine che impone cautela prima di considerare già scritto il ballottaggio.

    Il caso Bardella non frena Le Pen

    L’inchiesta di Mediapart mette alla prova il lungo tentativo del Rn di allontanarsi dall’eredità del Front National. Bardella respinge le accuse e denuncia la falsificazione dei messaggi. Secondo il politologo Gilles Ivaldi, intervistato da Reuters, gli elettori più fedeli potrebbero restare legati al partito perché privilegiano potere d’acquisto, immigrazione e sicurezza. La controversia potrebbe invece pesare maggiormente sui votanti da conquistare al secondo turno. Intanto l’immagine di Le Pen si rafforza: il 51% degli intervistati ritiene che sarebbe una buona presidente, sei punti in più rispetto alla precedente misurazione di questo indicatore. Bardella si attesta al 47%. La candidata sembra dunque beneficiare della propria centralità senza subire, almeno finora, un contraccolpo elettorale dalla vicenda.

    Morte di Jean-Marie Le Pen, fondatore del Front National

    Anche il ballottaggio premia il Rn

    L’indagine contiene un altro segnale: nelle simulazioni del secondo turno Le Pen otterrebbe il 67% contro Mélenchon e il 56% contro Philippe. Sono intenzioni di voto, non previsioni: tra il 27% e il 32% indica astensione, scheda bianca o nulla. La rilevazione è stata condotta online dal 5 all’8 ottobre su 2.004 iscritti alle liste elettorali. La sfida per gli avversari del Rn appare quindi doppia: superare le divisioni per raggiungere il ballottaggio e trovare una candidatura capace di raccogliere consensi oltre il proprio campo. Il sondaggio suggerisce che affidarsi soltanto al rifiuto dell’estrema destra potrebbe non bastare più.


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