Un uomo di 28 anni originario della Valtrompia potrebbe essere estradato negli Stati Uniti, perché ritenuto coinvolto in un presunto traffico internazionale di armi, che lo vede tra i protagonisti di spedizioni di armi acquistate in America e inviate in Russia. Questo il sospetto che grava sull’uomo. Sulla testa del giovane pendono cinque gravissime contestazioni formulate dalla giustizia americana. Tra di esse ci sono associazione a delinquere finalizzata alla violazione delle norme sulle esportazioni militari, frode telematica, riciclaggio e traffico illecito di armamenti. A indagare è l’Fbi, che ritiene che l’uomo abbia agito tra il febbraio 2022 e il dicembre 2025. Il 28enne bresciano, agendo in concorso con un cittadino sloveno e una donna russa, avrebbe utilizzato una rete di società usate come copertura con sede in Slovenia e Austria. Le società avrebbero acquistato fucili, munizioni e componenti belliche, di fabbricazione Usa, dissimulandone la reale destinazione finale. I carichi commerciali, formalmente inviati verso mercati neutrali, venivano in realtà dirottati in Russia, oltre che in Armenia e Kirghizistan, aggirando gli embarghi attualmente in vigore. Le prove raccolte dagli investigatori americani hanno fatto sì che il Gran Giurì di New York abbia emesso il rinvio a giudizio e l’ordine d’arresto lo scorso 31 luglio. Bloccato a fine estate, il giovane si trova ora sottoposto all’obbligo giornaliero di firma. La Procura generale e la Procura ordinaria di Brescia hanno già siglato parere favorevole all’estradizione. La decisione finale spetterà alla Corte d’Appello di Brescia, che si esprimerà a dicembre. Al momento, per l’uomo, vige la presunzione di innocenza. Se l’imprenditore fosse effettivamente estradato negli Usa dovrebbe sottoporsi alle leggi e al giudizio americano, che seguono un ordinamento completamente diverso da quello italiano. I guai giudiziari per l’imprenditore non finiscono oltreoceano. La magistratura italiana ha infatti aperto un secondo e parallelo filone. Nelle scorse settimane il 28enne e i suoi genitori sono stati perquisiti nell’ambito di un’indagine su un presunto tentativo di importare in Italia 200mila proiettili calibro 50, per un valore complessivo di 540mila dollari, destinati a loro volta, parrebbe, al mercato nero russo tramite il Kirghizistan. Milla Prandelli
Add A Comment
