ROMA – Il Governo interviene nuovamente sulla crisi dell’ex Ilva con un decreto-legge che punta a preservare gli impianti dell’area a caldo, favorire l’insediamento di nuove attività produttive a Taranto e sostenere il reimpiego dei lavoratori. Tra le disposizioni approvate dal Consiglio dei ministri figurano il mantenimento in riscaldo di alcune strutture siderurgiche, la reindustrializzazione di circa 100 ettari e incentivi per le aziende che assumono personale proveniente da Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria.
Una delle misure più immediate riguarda le batterie di coke 7, 8, 9 e 12 e i cowper degli altoforni 1, 2 e 4, già in riscaldo. Il decreto prevede che siano mantenuti in questa condizione fino alla pubblicazione della motivazione della pronuncia della Corte di Cassazione. La disposizione, contenuta nell’articolo 4, interessa quindi la conservazione dello stato operativo di queste componenti, senza indicare nel comunicato una ripresa della produzione.
Un altro capitolo riguarda la riconversione di circa 100 ettari di aree ex Ilva, insieme alle zone del demanio marittimo e militare adiacenti allo stabilimento tarantino. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dovrà raccogliere e coordinare le manifestazioni di interesse per progetti di investimento di importo superiore a 10 milioni di euro, da localizzare nei terreni industriali e demaniali individuati.
Sulla base delle proposte raccolte, il Mimit elaborerà un Piano degli investimenti da sottoporre al Consiglio dei ministri. L’approvazione dovrà consentire la dichiarazione di interesse strategico e la nomina di un commissario straordinario, al quale sarà affidato anche il compito di raccordare i nuovi progetti con le opere previste dal Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, in particolare per le infrastrutture necessarie agli insediamenti.
Il decreto apre inoltre alla possibilità, nell’ambito della procedura di cessione del complesso aziendale a soggetti terzi, che l’organo commissariale di Ilva in amministrazione straordinaria ceda separatamente o affidi in gestione le aree destinate alla reindustrializzazione. La condizione è che le iniziative interessate siano comprese nel Piano degli investimenti.
Per accelerare l’avvio dei nuovi programmi industriali viene prevista una corsia preferenziale per i contratti di sviluppo collegati al Piano, anche in deroga all’ordine cronologico con cui vengono esaminate le domande. Alle imprese beneficiarie che prevedono nuove assunzioni sarà richiesto di dare priorità ai lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto.
Alla tutela occupazionale è dedicata anche una misura specifica: l’esonero totale dal versamento dei contributi per i datori di lavoro che assumeranno a tempo indeterminato, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, dipendenti di Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria. Il provvedimento intende così sostenere il passaggio verso nuove occasioni di lavoro per il personale coinvolto nella crisi.
Sul versante della transizione industriale, viene istituito il distretto Brindisi-Taranto per le tecnologie a zero emissioni nette. Il decreto prevede procedure semplificate, anche in campo ambientale, per favorire nuovi insediamenti produttivi legati alla decarbonizzazione e allo sviluppo sostenibile.
Il pacchetto comprende inoltre l’erogazione dell’ultima tranche del prestito destinato ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, pari a 40,5 milioni di euro, sulla base della decisione della Commissione europea del 9 febbraio 2026.
Un ulteriore intervento interessa direttamente la ricerca e l’innovazione nel territorio ionico. Al Tecnopolo di Taranto sarà destinato 1 milione di euro all’anno, con l’obiettivo di rafforzare le attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico, anche attraverso il potenziamento dell’organico di ricercatori industriali e tecnici specializzati.
Il decreto delinea dunque 2 linee d’intervento: la salvaguardia delle strutture industriali attualmente in riscaldo e la costruzione di nuove opportunità produttive e occupazionali attraverso investimenti, agevolazioni e progetti di riconversione. Per Taranto, i prossimi passaggi riguarderanno soprattutto la definizione del Piano degli investimenti, la selezione delle proposte e la loro effettiva attuazione.
