L’infermeria si riempie ma la rimonta dei Blancos rischia di lasciare il segno anche a livello mentale sui giallorossi, attesi da sette partite in 24 giorni

    A sette minuti dal sogno e dal prendere il salto su un trampolino che avrebbe proiettato la Roma ad uno step superiore. Poi il blackout, la rimonta del Real Madrid e un contraccolpo difficile da gestire in vista del tour de force che vedrà la squadra di Gasperini impegnata 7 volte in 24 giorni: Genoa, Slovan Bratislava, Napoli, Cagliari, Udinese, Manchester United e Sassuolo. Così dal sogno si è passati all’incubo e alla preoccupazione. Perché oltre al ko doloroso dell’Olimpico sono arrivati due infortuni pesanti da valutare tra stasera e domani. 

    IL PRECEDENTE—  

    Uno scenario simile a quello visto lo scorso primo marzo, quando la Roma in doppio vantaggio sulla Juventus si fece rimontare nel finale da Boga e Gatti. Un pareggio che fece scivolare gradualmente i giallorossi fuori dalla zona Champions prima della risalita nelle ultime giornate. Dopo quel 3-3 arrivò il contraccolpo: le sconfitte con Como e Genoa in campionato e l’eliminazione in Europa League a favore del Bologna. Prima della risalita che ha permesso alla squadra di Gasp di prendersi il terzo posto. La botta a caldo però si fece sentire. Quindi, i timori sono più che giustificati a partire proprio dalla sfida al Genoa di De Rossi di sabato. Per ripartire Gasperini dovrà lavorare sulla testa della squadra, soprattutto di quei calciatori subentrati nel finali e sui quali si stanno concentrando le critiche di queste ore. Ma il tecnico dovrà trovare anche soluzioni nuove visti i tanti infortuni. A partire proprio dalla gara di sabato. 

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    EMERGENZA—  

    Quando di certo non ci sarà Manu Koné. Il francese ha rimediato uno stiramento al bicipite femorale che sarà valutato domani, ma di certo non sarà a disposizione nelle prossime tre partite col rischio concreto di dover tornare dopo la sosta di metà novembre visto che si tratta del riacutizzarsi di un vecchio infortunio. In forte dubbio è anche Dybala, uscito a fine primo tempo ieri a causa di un risentimento al polpaccio. Anche la Joya sarà valutata domani. Due defezioni che si aggiungono a quelle di Svilar (che però potrebbe tornare prima della sosta), Cristante e lo squalificato Malen. Non solo rialzarsi quindi, ma stringere i denti. Soprattutto a centrocampo dove restano disposizione solo De Roon e Pisilli. Un reparto con la coperta decisamente corta visti i tanti impegni all’orizzonte e le 35 primavere dell’olandese. In attacco toccherà a Mora e Castro confermare la fiducia estiva considerate le valutazioni di mercato fatte dalla società. Di certo questa Roma ha maggiore consapevolezza rispetto a quella della scorsa stagione e potrebbe trovare subito la giusta reazione. Lo ha dimostrato anche ieri sera dominando il gioco contro il Real di Mourinho per almeno 70 minuti. Ma quello step che permette di trasformare una squadra forte in una grande squadra ancora non è arrivato.

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