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Gli ultimi attacchi su Kiev potrebbero nascondere altri autori oltre ai russi. L’incremento degli attacchi con vettori balistici contro la capitale ucraina delle ultime ore si intreccia infatti con le analisi dell’intelligence internazionale sulla presunta presenza sul campo di specialisti militari inviati dalla Corea del Nord: secondo le ricostruzioni filtrate dai servizi di sicurezza, il contingente asiatico sarebbe stato individuato nella regione di Voronezh all’interno delle strutture operative della 112esima brigata missilistica russa, con un assetto stimato in circa 90 uomini, sei impianti di lancio e una dotazione iniziale di circa 120 missili.
Gli analisti strategici cercano di chiarire l’effettiva portata del dispiegamento e il livello di coinvolgimento diretto dei militari nordcoreani, valutando se il personale spedito da Pyongyang stia impiegando autonomamente i propri sistemi d’arma oppure se stia svolgendo sessioni di addestramento avanzato sui complessi operativi russi, limitandosi per il momento a mansioni di manutenzione, preparazione logistica o supporto tecnico durante le procedure di fuoco.
Dal punto di vista tattico e politico, l’eventuale impegno nel teatro ucraino garantirebbe alla Corea del Nord la possibilità di testare le proprie dotazioni e le dottrine d’impiego contro i moderni sistemi di difesa aerea di fabbricazione occidentale, raccogliendo preziosi dati operativi sull’efficacia dei raid contro le infrastrutture critiche in contesti ad alta densità urbana e su distanze del tutto sovrapponibili a quelle del potenziale scenario di scontro nella penisola coreana.
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