Una trentina di giovani incappucciati, quasi certamente minorenni, con il volto travisato ha preso d’assalto stamattina, intorno alle 8.30 circa, il punto vendita Tigotà di largo Totila, a Treviso. Il gruppo, arrivato in pullman dalla zona di Conegliano, è entrato in massa e tra le urla, ha rubato alcuni prodotti dagli scaffali, spintonando anche i clienti presenti, e lanciato i cestini contro i dipendenti del negozio, per poi darsi alla fuga e disperdersi nel centro storico. «E’ stata un’irruzione»: hanno detto i clienti presenti. Tutto si è consumato in pochissimi minuti di follia.

    Le volanti della polizia e le pattuglie dei carabinieri hanno fermato 14 dei partecipanti alla rapina (alcuni sono rimasti intrappolati nel negozio, altri presso l’autostazione di Mom, la stazione ferroviaria, in piazza dei Signori al Duomo e in altre zone del centro storico), avvenuta con modalità che non ha precedenti per la nostra città: si tratta di ragazzini tutti tra i 14 e i 17 anni. Alcuni saranno denunciati per tentato furto mentre per gli altri scatterà l’ordine di allontanamento con il Daspo urbano. L’indagine sugli altri componenti della banda proseguiranno: le forze dell’ordine stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i fuggitivi. Lunedì prossimo in Prefettura a Treviso, proprio per fare il punto sulla sicurezza della città e della Marca, è atteso in visita il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi.

    Il sindaco di Treviso Mario Conte è intervenuto così sull’episodio di questa mattina che ha visto protagonisti alcuni minorenni al Tigotà vicino piazza Borsa, annunciando la volontà dell’Amministrazione comunale, dove la legge lo consente, di modificare e inasprire le sanzioni amministrative attraverso una modifica del Regolamento di Polizia Urbana. «Di fronte a episodi come questi non esiste alcuna comprensione», dichiara il sindaco Mario Conte. «Questi ragazzi si sentono intoccabili, convinti di poter fare quello che vogliono senza conseguenze. E allora è arrivato il momento di toccare veramente, e in maniera pesante, il portafoglio dei genitori, nei limiti consentiti dalla legge e fatte salve responsabilità di tipo penalistico. Servono sanzioni molto più severe e, per quanto di nostra competenza, siamo pronti a intervenire in maniera netta e severa sul Regolamento di Polizia Urbana per inasprire le sanzioni amministrative. Un segnale anche in questa direzione va dato. Noi possiamo fare formazione, educazione e prevenzione, e continueremo a farle. Ma davanti a certi comportamenti è evidente che il messaggio non viene recepito. Forse con i genitori costretti a pagare cifre importanti qualcuno comincerà finalmente a dare una regolata ai propri figli. Esprimo la mia vicinanza ai dipendenti e ai clienti e ringrazio Polizia di Stato e Carabinieri per il tempestivo intervento. Mi auguro che tutti i responsabili vengano identificati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. La sicurezza dei cittadini e il rispetto delle regole vengono prima di tutto. La pazienza è finita, ma da un pezzo».

    «L’ultimo episodio criminoso avvenuto presso il negozio Tigotà di Treviso riporta al centro dell’attenzione il tema della criminalità minorile e delle responsabilità che derivano dall’aver commesso un reato. Il gruppo Lega in Consiglio comunale di Treviso ribadisce la propria posizione: quando un minorenne commette un reato, anche i genitori devono essere chiamati a rispondere economicamente, in solido con il figlio, dei danni provocati, secondo una disciplina che renda effettivo il risarcimento delle vittime» così in una nota il gruppo del Carroccio trevigiano ai Trecento «Riteniamo necessario però rafforzare il principio della responsabilità educativa e familiare, evitando che la minore età possa tradursi, nei fatti, in una mancata assunzione delle conseguenze delle proprie azioni. Per questo motivo chiederemo anche al legislatore nazionale di affrontare concretamente il tema dell’abbassamento dell’età minima di imputabilità penale, oggi fissata a 14 anni, valutando una revisione della normativa che tenga conto della gravità dei comportamenti e della capacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni. La tutela dei minori deve rimanere un principio fondamentale, ma deve accompagnarsi alla tutela delle vittime, al risarcimento dei danni e a un sistema di responsabilità proporzionato all’età e alla gravità dei fatti. Chi commette un reato deve essere chiamato a risponderne, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge. La minore età non può significare assenza di conseguenze».

    «Due gravi episodi di microcriminalità giovanile, a sole 24 ore di distanza, riaprono il dibattito su sicurezza urbana, impunità dei minori e responsabilità dei genitori» ha commentato Alberto Ciamini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia «oggi un gruppo di giovani “maranza”, a volto coperto, ha fatto irruzione nel punto vendita Tigotà, seminando il panico tra clienti e personale e vandalizzando il negozio prima di dileguarsi. Secondo le prime testimonianze, si trattava in prevalenza di ragazzi di seconda e terza generazione. Il giorno prima, un 13enne già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici è stato fermato dopo l’ennesimo reato, ma per legge non è imputabile né punibile perché non ha ancora 14 anni. Non sono episodi isolati: sono il frutto della mancanza di certezza della pena e di un fallimento educativo che parte dalle famiglie«. 

    «È anche grazie alla linea di fermezza del governo Meloni e ai suoi recenti disegni di legge e decreti contro la delinquenza minorile che oggi si sta tracciando la strada per poter sanzionare direttamente i genitori per la mancata vigilanza sui figli» continua il meloniano «In linea con questo orientamento nazionale, chiederemo due misure immediate: Stop ai sussidi: sospensione di assegni, bonus e sostegni al reddito per le famiglie i cui figli commettono reati gravi o reiterati. Responsabilità dei genitori: una legge che li obblighi a rispondere economicamente e legalmente dei danni e dei reati dei figli minori. Se il minore non è punibile, la colpa della mancata vigilanza ricade su chi deve educarlo». 

    «Se i ragazzi non temono la legge perché protetti dall’età, devono essere le famiglie a pagarne le conseguenze. Solo toccando il portafoglio di chi deve educare si potrà arginare il fenomeno prima che sia troppo tardi. I provvedimenti del governo Meloni contro le baby gang dimostrano che la tolleranza verso chi non vigila sui propri figli è finita» chiude Ciamini.

    L’assalto al Mazzotti

    In mattinata si è verificato un altro episodio che è destinato a far discutere. Un gruppo di ragazzi, con il volto travisato, ha cercato di scavalcare il cancello dell’istituto “Mazzotti” di via Tronconi, a San Liberale. La stessa preside, Anna Durigon, alle 9.55 ha avvisato gli studenti di quanto stava accadendo. Alcuni video dell’assalto dei balordi è finito sui social. Intervenute sul posto le volanti della polizia ma quando gli agenti sono giunti, i ragazzi erano per strada e nessuno stava cercando di superare il cancello. Dopo un breve dialogo i giovani si sono autonomamente allontanati.

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