Helsinki, 17 ottobre 2026 – La tutela dell’ambiente viene prima dei miliardi, anche se questi riguardano il più grande investimento che Google sta facendo in Europa. È quello che sta accadendo da alcuni giorni in Finlandia dove le istituzioni locali, e poi il governo, hanno fermato la realizzazione di due nuovi data center di Google, due maxi strutture per cui erano stati avviati i cantieri nelle località di Muhos e di Kajaani e dietro cui c’è un investimento di 13 miliardi di euro. Una cifra che conferma l’importanza strategica del Paese nordico per l’espansione europea del colosso americano, interessato ad ampliare le sue infrastrutture necessarie per sostenere i servizi cloud e le applicazioni dell’intelligenza artificiale.

    Uno stop inatteso, che arriva solo poche settimane dopo l’annuncio di Google dello scorso 9 settembre di aver scelto la Finlandia per realizzare nei prossimi due anni il suo maggiore investimento in Europa. Lo scorso 6 ottobre, l’Autorità finlandese per le autorizzazioni e la vigilanza dei grandi progetti ha infatti ordinato di fermare i lavori nei siti di Muhos e Kajaani perché le attività preparatorie delle aree erano cominciate prima della conclusione delle valutazioni di impatto ambientale, mentre il governo a Helsinki sta preparando una legge per impedire che il Paese si trasformi nel ‘far west’ dei data center.

    Rispetto ai cantieri avviati da Google, secondo quanto riferito dall’emittente pubblica finlandese Yle, gli interventi di movimento terra e disboscamento avrebbero interessato circa 530 ettari di terreni prima che fossero conclusi gli studi ambientali, una circostanza che, oltre all’ordine di sospensione dei lavoro, ha portato la polizia ad avviare un’indagine per stabilire se vi siano elementi sufficienti a contestare anche un reato. La ricostruzione degli eventi fornita da Google, secondo quanto riferisce Yle, sostiene che l’impresa abbia agito in buona fede, facendo affidamento sulle indicazioni ricevute dalle autorità competenti e, in particolare, nel caso del sito di Muhos, i lavori di abbattimento degli alberi erano già iniziati a marzo, dopo una comunicazione al centro forestale di competenza e nel rispetto della normativa ambientale. Google sostiene inoltre che anche l’autorità comunale per il controllo delle attività edilizie fosse stata informata degli interventi il 16 giugno, dopo che erano state confermate quali opere preliminari potessero essere eseguite, e che il 23 giugno abbia ricevuto il via libera alla prosecuzione dei lavori. Ma, secondo quanto riferisce il quotidiano Helsingin Sanomat, il nodo vero riguarda la distinzione tra le autorizzazioni comunali per gli interventi preparatori rispetto al completamento della valutazione ambientale necessaria per il progetto. E anche se Google ha ottenuto dal Comune il benestare ai lavori preliminari, questo non ha eliminato gli obblighi ambientali applicabili al progetto nel suo complesso, al punto che il 13 ottobre anche il responsabile delle operazioni finlandesi di Google, Antti Järvinen, ha riconosciuto la mancanza procedurale avvenuta in buona fede e ha presentato le scuse dell’azienda.

    Il parlamento finlandese (Hteink Min)

    Il parlamento finlandese (Hteink Min)

    Ma la vicenda dei data center di Google non si è fermata alle questioni locali e alle procedure di autorizzazione, ed è diventato un caso di interesse nazionale, aprendo un dibattito su come regolamentare un settore strategico e in rapida espansione, senza sacrificare la tutela del proprio territorio. Già prima dello stop ai cantieri di Muhos e Kajaani, al ministero finlandese degli Affari economici e dell’occupazione era in fase di lavorazione una legge specifica per i data center, con l’obiettivo di introdurre l’obbligo della loro registrazione per poterne monitorare l’impatto, le caratteristiche e i tipi di investimenti collegati. La consultazione pubblica sulla nuova legge è avvenuta il 2 ottobre, mentre la presentazione della proposta al governo è prevista per la fine del mese, per poi poter proseguire l’iter di approvazione definitivo. Ma è ora probabile che il caso dei data center di Google influenzi il proseguo della legge perché la vicenda ha fatto emergere incertezze nell’applicazione delle norme edilizie e ambientali che, come riportato dall’emittente pubblica Yle, ha causato problemi nel coordinamento tra autorità comunali e organismi nazionali di vigilanza. L’intenzione finlandese della norma sui data center non è frenare lo sviluppo del settore ma, come espresso dal governo, vorrebbe conciliare gli investimenti con le esigenze del territorio, la disponibilità di energia, la stabilità della rete elettrica e il recupero del calore prodotto dai server. Le previsioni di completamento dell’iter legislativo indicano l’inizio del 2027 come periodo in cui la nuova legge potrà essere approvata e la Finlandia si doterà così di un registro nazionale gestito dal Centro per la sicurezza degli approvvigionamenti che avrà il compito di raccogliere e gestire le informazioni su proprietà, finalità, consumi elettrici e impatto sulle reti dei data center, già presenti e futuri, sul territorio.

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