Nel corso del convegno, che si è tenuto tra l’antica città di Hierapolis e l’Università di Pamukkale, è stato ricordato anche il contributo storico dell’Ateneo. Fu il professor Paolo Verzone, docente di Storia dell’Architettura al Politecnico, a fondare la missione nel 1957, ottenendo dal Governo turco la concessione del sito per lo svolgimento di indagini storico-architettoniche.

    Inizialmente concentrate sui resti paleobizantini, le attività si estesero progressivamente allo studio della città antica e dei suoi complessi monumentali. Sotto la direzione di Verzone, dal 1957 al 1981, e successivamente di Daria De Bernardi, dal 1982 al 1999, il Politecnico ha guidato la missione per oltre quarant’anni, coinvolgendo nelle attività di ricerca, scavo e documentazione numerosi docenti e studenti.

    Dal 2000, la direzione è passata all’Università del Salento, dapprima con il professor Francesco D’Andria e successivamente con la professoressa Grazia Semeraro, nell’ambito di una collaborazione che coinvolge gruppi di ricerca di numerosi atenei italiani e istituzioni turche.

    Il contributo del Politecnico alla missione prosegue ancora oggi attraverso il gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Nannina Spanò, impegnato nello sviluppo di metodi innovativi della geo-informazione e nella documentazione tridimensionale del sito e dei suoi complessi architettonici. Più recentemente, le ricerche si sono concentrate anche sull’impiego della fotogrammetria multispettrale, per individuare possibili strutture archeologiche non visibili in superficie.

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