Il trasferimento in provincia di Foggia di due fratelli su tre (tutti minori) nati dalla relazione tra un pugliese e una cittadina della Repubblica Ceca «appare arbitrario e non condiviso dalla madre». Di qui l’immediato rimpatrio disposto dal Tribunale per i minorenni di Bari. Si chiude così una complessa vicenda giudiziaria e umana che ha tenuto con il fiato sospeso la donna la quale, assistita dall’avvocato Alessandro di Paola del Foro di Roma, lo scorso giugno aveva presentato un ricorso d’urgenza ai sensi della Convenzione dell’Aja che disciplina, tra l’altro, gli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, istanza accolta nei giorni scorsi, come richiesto anche dalla curatrice e dal pm minorile.

    Da un lato Anna, 42 anni, della Repubblica Ceca; dall’altro Mario, 46 anni, del Foggiano (entrambi nomi di fantasia per non rendere identificabili i tre figli minori). La coppia mette su famiglia e negli anni si radica a Praga. La relazione entra in crisi nel gennaio 2026, ma la circostanza, almeno in un primo momento non sembra alterare la collaborazione genitoriale. Lo scorso febbraio, quando Mario decide di tornare in Italia, il più grande dei figli lo segue e si iscrive a scuola in Puglia. A fine maggio Anna, con tanto di accordo scritto con il suo ex, dà il suo via libera al soggiorno per le le vacanze estive in provincia di Foggia anche degli altri due figli più piccoli, sempre a patto che entrambi rientrassero a Praga per l’inizio del nuovo anno scolastico. Ma, denuncia Anna, l’ex marito avrebbe disatteso l’impegno.

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