Netanyahu ha annunciato che Israele sta preparando una \”chiusura totale\” della Cisgiordania in risposta all’attacco. Per il New York Times Usa e Israele sarebbero pronti ad attaccare l’Iran dopo il voto di midterm. \”Trump vuole finire il lavoro assieme a me\” afferma Netanyahu. Ancora attivisti italiani fermati in Cisgiordania, dopo il caso di padre e figlio arrestati e poi espulsi: 5 cittadine sono state trattenute dall’Idf, l’ambasciata ha chiesto il rilascio. Sette navi sono state colpite nello Stretto di Hormuz: 3 hanno urtato delle mine e 4 sono state attaccate direttamente dalle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.\n\n

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    Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite tra Libano e Israele, ha fallito la sua missione e per questo deve essere profondamente riformata o smantellata. A dirlo è l’ambasciatore Usa all’Onu, Mike Waltz, che in un’intervista al Financial Time ha raccontato di avere avuto da Trump il compito di \”attuare delle riforme\” e di \”mettere l’organizzazione a dieta\”. Gli Stati Uniti hanno ridotto i finanziamenti alle agenzie delle Nazioni Unite nel tentativo di imporre riforme \”necessarie\”, ha detto Waltz, tra cui tagli a missioni di peacekeeping – alcune delle quali \”proseguono da 30, 40, 50 anni\” o \”costano un miliardo di dollari l’anno\” – che, anziche’ risolvere i conflitti, finiscono per \”congelarli\”. \”Stiamo riformando il modo in cui vengono condotte queste operazioni\”, ha detto, aggiungendo che quelle cui Washington non vuole più partecipare sono quelle in Libano – dove l’Italia e’ particolarmente coinvolta – Somalia e Sahara Occidentale. \”Riteniamo che sia giunto il momento di andare via\”, ha detto Waltz proprio a proposito di Unifil per la quale \”sono in corso consultazioni\” con Francia, Israele, Libano e altri Paesi per ipotizzare una diversa configurazione di una futura missione di pace.

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    Il confronto tra Stati Uniti e Iran sarà \”prolungato\” a meno che Washington e Teheran non trovino un accordo sulle scorte di uranio arricchito di cui il regime puo’ ancora disporre. A dirloè Mike Waltz, ambasciatore statunitense all’Onu, che ha ammesso in un’intervista con il Financial Times che, tra un anno, Washington potrebbe trovarsi ancora in una situazione di stallo con Teheran, senza il ritorno alla libera navigazione nello Stretto di Hormuz. \”Non voglio avanzare ipotesi. Si spera che, prima di allora, decidano di sedersi al tavolo dei negoziati in modo costruttivo\” ha detto Waltz al quotidiano finanziario, tuttavia \”il Presidente e la Marina statunitense sono in grado di mantenere il blocco dei porti iraniani per il prossimo futuro\”. La Casa Bianca, ha puntualizzato Waltz, sta \”intensificando\” la sua campagna di pressione economica per risolvere un conflitto, che secondo le previsioni iniziali di Trump sarebbe dovuto durare \”dalle quattro alle cinque settimane\” e che è ormai giunto al nono mese. In uno scenario in cui la guerra ha causato un’impennata dei prezzi del carburante e una carenza di fertilizzanti e materie prime, il tasso di gradimento di Trump è sceso al 31 per cento e i repubblicani rischiano di perdere il controllo del Congresso. Inoltre l’intesa raggiunta con Mosca per la fornitura di diesel russo ha innescato un’ondata di critiche nelle cancellerie alleate. Waltz, che nel 2024, in qualità di membro del Congresso, aveva sostenuto la necessità che gli Stati Uniti appoggiassero il governo ucraino, ha giustificato l’accordo tra Trump e Putin definendolo indispensabile per compensare la \”carenza globale di prodotti raffinati\” che quest’anno ha colpito settori che vanno \”dall’aviazione all’agricoltura\”. Trump, ha detto, sta \”bilanciando le esigenze del mondo in termini di energia, in questo caso di diesel\” e ha suggerito che la questione economica possa fungere da \”incentivo per i russi a sedersi al tavolo negoziale\” e porre fine al conflitto. Nonostante le pressioni dei democratici e di alcuni esponenti repubblicani per una rapida conclusione del conflitto con l’Iran, Waltz e’ convinto che Trump non si fermera’ finche’ gli Stati Uniti non avranno raggiunto gli obiettivi strategici che si sono prefissati e non avranno eliminato le scorte di uranio per uso militare a disposizione del regime e non avranno siglato con Teheran un \”accordo significativo sul loro programma di arricchimento\”. Waltz ha ricoperto per un breve periodo l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ma è stato sollevato dall’incarico l’anno scorso dopo aver utilizzato l’applicazione di messaggistica Signal per discutere di operazioni militari riservate all’interno di una chat in cui, inavvertitamente, era presente anche un giornalista.

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    Netanyahu afferma che Israele sta preparando una «chiusura totale» della Cisgiordania in risposta all’attacco. Secondo il premier israeliano un \”attacco su larga scala\” è stato evitato. 

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    Hamas e la Jihad islamica palestinese hanno lodato l’attacco armato compiuto vicino a Hebron, in Cisgiordania, parlando di ”atto eroico”, ma senza rivendicarne la responsabilità. I due aggressori, che secondo Israele erano legati a Hamas, sono stati eliminati dopo uno scontro a fuoco con le Idf durato una ventina di minuti. Le Forze di difesa israeliane ritengono che i sospetti, entrambi palestinesi di 27 anni provenienti da Hebron, stessero pianificando un attacco più ampio in vista delle elezioni del 27 ottobre.

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    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato al suo partito, il Likud, di annullare tutti gli eventi politici previsti per la mattinata di oggi, in seguito alla sparatoria in Cisgiordania. Lo ha reso noto il partito, a pochi giorni dalle elezioni nazionali. In un comunicato, il Likud ha dichiarato che \”Netanyahu ha dato disposizione di cancellare tutti gli eventi politici programmati dal Likud per questa mattina, in seguito al grave attentato avvenuto all’incrocio di Giudea\”. 

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    Cinque israeliani sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco in seguito a un attacco armato palestinese presso un posto di blocco vicino a Hebron, in Cisgiordania. Le fotografie pubblicate dall’agenzia di stampa Afp sembrano ritrarre gli uomini armati nel mezzo della sparatoria con le forze di sicurezza. Lo scontro sarebbe durato circa 20 minuti e alla fine i due palestinesi sono stati uccisi. 

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    Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annullato tutti gli eventi elettorali previsti per oggi, dopo la sparatoria che in Cisgiordania ha causato due morti e cinque feriti, a pochi giorni dal voto per il rinnovo della Knesset. Netanyahu \”ha dato istruzioni di annullare tutti gli eventi politici previsti per questa mattina, in seguito al grave attentato\” – i cui due autori sono stati uccisi, secondo quanto reso noto dall’esercito – si legge in un comunicato del suo partito, il Likud.

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    Un conflitto a fuoco di oltre 20 minuti nei pressi dell’incrocio di Giudea, vicino a Hebron, ha causato la morte di due uomini armati e il ferimento di almeno 5 israeliani, due dei quali in modo grave. Lo hanno riferito l’esercito israeliano e fonti mediche israeliane. Dopo una breve caccia all’uomo, le Idf hanno ucciso due palestinesi sospettati di aver perpetrato l’attacco. Le Forze di Difesa Israeliane hanno imposto il blocco di diversi villaggi della zona.

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    Il direttore generale del Magen David Adom, il servizio di emergenza israeliano, Eli Bin, ha dichiarato che le vittime hanno riportato gravi ferite da arma da fuoco e sono state curate dai soccorritori e dalle forze militari intervenute sul posto. I feriti sono stati trasportati presso il centro medico Shaare Zedek e all’ospedale Hadasa di Gerusalemme. In un video girato durante l’attacco, si sente un testimone dire che \”è in corso uno scambio di colpi tra i terroristi e le nostre forze, e non siamo ancora riusciti a evacuare i feriti\”, aggiungendo che la sparatoria è continuata per oltre 20 minuti.

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    \”Negli ultimi tre anni, gli Stati Uniti hanno speso 11 MILIARDI di dollari, provenienti dal denaro dei contribuenti, per la difesa missilistica di Israele. Hanno lanciato più intercettori a difesa di Israele di quanti ne abbia lanciati Israele stesso. Non si tratta di un rapporto simbiotico. È un rapporto parassitario\”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi.

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    Due persone sono state uccise e cinque ferite in una sparatoria in Cisgiordania. Le vittime sono due presunti assalitori palestinesi: le immagini diffuse dai soccorritori mostrano un corpo senza vita, in abiti civili, a terra accanto a una stazione di servizio, mentre i soldati israeliani pattugliano l’area. L’esercito israeliano ha reso noto che i militari sono intervenuti nella zona dello svincolo di Giudea, vicino alla citta’ di Hebron in seguito al un attacco avvenuto nelle prime ore della giornata. \”I soldati dell’Idf hanno eliminato due terroristi e proseguono le ricerche nell’area\”, si legge in un comunicato. Secondo il Magen David Adom, il servizio di pronto soccorso israeliano, due feriti sono in condizioni critiche. L’episodio avviene in un clima di crescente tensione in Cisgiordania – segnato, tra l’altro, da attacchi di coloni israeliani estremisti contro i palestinesi impegnati nella raccolta delle olive e dall’arresto di attivisti stranieri tra cui 5 italiane – e a pochi giorni dalle elezioni in Israele.

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    Almeno 30 civili yemeniti sono stati uccisi o feriti nelle ultime 24 ore a causa di una nuova ondata di attacchi aerei e di artiglieria condotti dall’Arabia Saudita e dalle forze ad essa affiliate contro aree residenziali nelle province di Taiz e Hajjah, secondo l’emittente yemenita Al-Masirah e le autorità sanitarie locali. La notizia viene riportata dal canale iraniano Press Tv. Al-Masirah ha reso noto che la coalizione a guida saudita e le forze ad essa collegate hanno sferrato cinque distinti attacchi contro la popolazione civile, provocando la morte di nove persone e il ferimento di altre 21. La maggior parte delle vittime è costituita da donne e bambini.

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    Quattro persone sono rimaste ferite in una sparatoria all’incrocio di Yehuda, nel sud della Cisgiordania, e due di loro versano in gravi condizioni, mentre le altre due hanno riportato ferite lievi. Lo scrivono diversi media israeliani, tra cui Ynet. Nel frattempo, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) comunicano che i due aggressori responsabili dell’attacco sono stati uccisi dai militari mentre tentavano di fuggire dal luogo dell’accaduto. La sparatoria è avvenuta sulla strada 35, vicino a Hebron. L’Idf riferisce inoltre di aver istituito posti di blocco e di aver imposto restrizioni agli spostamenti nelle vicine località palestinesi. 

    “,”postId”:”91b09269-b439-4cea-9973-48af31129b06″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-10-23T04:59:04.384Z”,”timestampUtcIt”:”2026-10-23T06:59:04+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran, 7 navi sono state colpite nello Stretto di Hormuz “,”content”:”

    Sette navi in una sola notte sono state colpite nello Stretto di Hormuz: tre hanno urtato delle mine e quattro sono state attaccate direttamente dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Lo riportano, secondo quanto riferito da Al-Jazeera, le autorita’ iraniane secondo le quali queste navi sono legate agli Stati Uniti. Si tratta di una grave escalation, poiche’ probabilmente rappresenta il numero piu’ elevato di incidenti in un solo giorno ammesso dall’Irgc.

    “,”postId”:”82c88dfa-2aad-4f97-bc3e-e3444d75aaab”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-10-23T04:58:45.975Z”,”timestampUtcIt”:”2026-10-23T06:58:45+0200″,”altBackground”:false,”title”:”Cisgiordania, cinque attiviste italiane fermate: la Farnesina chiede il rilascio”,”content”:”

    Le connazionali si trovavano nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, in Cisgiordania, per accompagnare agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive

    \n”,”postId”:”30607c0a-48da-4259-9580-60e236058198″,”postLink”:{“title”:”Cisgiordania, cinque italiane fermate: la Farnesina chiede il rilascio”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/10/22/attiviste-italiane-fermate-cisgiordania”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/5e8bfab093f79daeae4ac67c13958d7bbeadd68e/skytg24/it/mondo/2026/10/22/attiviste-italiane-fermate-cisgiordania/idf-hebron-GettyImages-2300096077.jpg?im=Resize,width=1218″}}]}” query='{“configurationName”:”LIVEBLOG_CONTAINER_WIDGET”,”liveblogId”:”cd24c246-8117-4990-92f3-81461613a585″,”tenant”:”tg24″,”limit”:800}’ config='{“live”:true,”isWebView”:false,”postsPerPageMobile”:10,”postsPerPageDesktop”:10}’>

    Netanyahu ha annunciato che Israele sta preparando una “chiusura totale” della Cisgiordania in risposta all’attacco. Per il New York Times Usa e Israele sarebbero pronti ad attaccare l’Iran dopo il voto di midterm. “Trump vuole finire il lavoro assieme a me” afferma Netanyahu. Ancora attivisti italiani fermati in Cisgiordania, dopo il caso di padre e figlio arrestati e poi espulsi: 5 cittadine sono state trattenute dall’Idf, l’ambasciata ha chiesto il rilascio. Sette navi sono state colpite nello Stretto di Hormuz: 3 hanno urtato delle mine e 4 sono state attaccate direttamente dalle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

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    Libano, Waltz: “Unifil ha fallito e deve cambiare o chiudere”

    Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite tra Libano e Israele, ha fallito la sua missione e per questo deve essere profondamente riformata o smantellata. A dirlo è l’ambasciatore Usa all’Onu, Mike Waltz, che in un’intervista al Financial Time ha raccontato di avere avuto da Trump il compito di “attuare delle riforme” e di “mettere l’organizzazione a dieta”. Gli Stati Uniti hanno ridotto i finanziamenti alle agenzie delle Nazioni Unite nel tentativo di imporre riforme “necessarie”, ha detto Waltz, tra cui tagli a missioni di peacekeeping – alcune delle quali “proseguono da 30, 40, 50 anni” o “costano un miliardo di dollari l’anno” – che, anziche’ risolvere i conflitti, finiscono per “congelarli”. “Stiamo riformando il modo in cui vengono condotte queste operazioni”, ha detto, aggiungendo che quelle cui Washington non vuole più partecipare sono quelle in Libano – dove l’Italia e’ particolarmente coinvolta – Somalia e Sahara Occidentale. “Riteniamo che sia giunto il momento di andare via”, ha detto Waltz proprio a proposito di Unifil per la quale “sono in corso consultazioni” con Francia, Israele, Libano e altri Paesi per ipotizzare una diversa configurazione di una futura missione di pace.

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    Waltz: “Usa si preparano a un lungo confronto con Teheran”

    Il confronto tra Stati Uniti e Iran sarà “prolungato” a meno che Washington e Teheran non trovino un accordo sulle scorte di uranio arricchito di cui il regime puo’ ancora disporre. A dirloè Mike Waltz, ambasciatore statunitense all’Onu, che ha ammesso in un’intervista con il Financial Times che, tra un anno, Washington potrebbe trovarsi ancora in una situazione di stallo con Teheran, senza il ritorno alla libera navigazione nello Stretto di Hormuz. “Non voglio avanzare ipotesi. Si spera che, prima di allora, decidano di sedersi al tavolo dei negoziati in modo costruttivo” ha detto Waltz al quotidiano finanziario, tuttavia “il Presidente e la Marina statunitense sono in grado di mantenere il blocco dei porti iraniani per il prossimo futuro”. La Casa Bianca, ha puntualizzato Waltz, sta “intensificando” la sua campagna di pressione economica per risolvere un conflitto, che secondo le previsioni iniziali di Trump sarebbe dovuto durare “dalle quattro alle cinque settimane” e che è ormai giunto al nono mese. In uno scenario in cui la guerra ha causato un’impennata dei prezzi del carburante e una carenza di fertilizzanti e materie prime, il tasso di gradimento di Trump è sceso al 31 per cento e i repubblicani rischiano di perdere il controllo del Congresso. Inoltre l’intesa raggiunta con Mosca per la fornitura di diesel russo ha innescato un’ondata di critiche nelle cancellerie alleate. Waltz, che nel 2024, in qualità di membro del Congresso, aveva sostenuto la necessità che gli Stati Uniti appoggiassero il governo ucraino, ha giustificato l’accordo tra Trump e Putin definendolo indispensabile per compensare la “carenza globale di prodotti raffinati” che quest’anno ha colpito settori che vanno “dall’aviazione all’agricoltura”. Trump, ha detto, sta “bilanciando le esigenze del mondo in termini di energia, in questo caso di diesel” e ha suggerito che la questione economica possa fungere da “incentivo per i russi a sedersi al tavolo negoziale” e porre fine al conflitto. Nonostante le pressioni dei democratici e di alcuni esponenti repubblicani per una rapida conclusione del conflitto con l’Iran, Waltz e’ convinto che Trump non si fermera’ finche’ gli Stati Uniti non avranno raggiunto gli obiettivi strategici che si sono prefissati e non avranno eliminato le scorte di uranio per uso militare a disposizione del regime e non avranno siglato con Teheran un “accordo significativo sul loro programma di arricchimento”. Waltz ha ricoperto per un breve periodo l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ma è stato sollevato dall’incarico l’anno scorso dopo aver utilizzato l’applicazione di messaggistica Signal per discutere di operazioni militari riservate all’interno di una chat in cui, inavvertitamente, era presente anche un giornalista.

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    Araghchi: “Gli Usa hanno speso 11 miliardi di dollari per difendere Israele”

    “Negli ultimi tre anni, gli Stati Uniti hanno speso 11 MILIARDI di dollari, provenienti dal denaro dei contribuenti, per la difesa missilistica di Israele. Hanno lanciato più intercettori a difesa di Israele di quanti ne abbia lanciati Israele stesso. Non si tratta di un rapporto simbiotico. È un rapporto parassitario”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi.

    07:59

    Sparatoria in Cisgiordania, 2 morti e 5 feriti

    Due persone sono state uccise e cinque ferite in una sparatoria in Cisgiordania. Le vittime sono due presunti assalitori palestinesi: le immagini diffuse dai soccorritori mostrano un corpo senza vita, in abiti civili, a terra accanto a una stazione di servizio, mentre i soldati israeliani pattugliano l’area. L’esercito israeliano ha reso noto che i militari sono intervenuti nella zona dello svincolo di Giudea, vicino alla citta’ di Hebron in seguito al un attacco avvenuto nelle prime ore della giornata. “I soldati dell’Idf hanno eliminato due terroristi e proseguono le ricerche nell’area”, si legge in un comunicato. Secondo il Magen David Adom, il servizio di pronto soccorso israeliano, due feriti sono in condizioni critiche. L’episodio avviene in un clima di crescente tensione in Cisgiordania – segnato, tra l’altro, da attacchi di coloni israeliani estremisti contro i palestinesi impegnati nella raccolta delle olive e dall’arresto di attivisti stranieri tra cui 5 italiane – e a pochi giorni dalle elezioni in Israele.

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    07:32

    Yemen, media: “Almeno 30 civili uccisi in 24 ore da attacchi sauditi”

    Almeno 30 civili yemeniti sono stati uccisi o feriti nelle ultime 24 ore a causa di una nuova ondata di attacchi aerei e di artiglieria condotti dall’Arabia Saudita e dalle forze ad essa affiliate contro aree residenziali nelle province di Taiz e Hajjah, secondo l’emittente yemenita Al-Masirah e le autorità sanitarie locali. La notizia viene riportata dal canale iraniano Press Tv. Al-Masirah ha reso noto che la coalizione a guida saudita e le forze ad essa collegate hanno sferrato cinque distinti attacchi contro la popolazione civile, provocando la morte di nove persone e il ferimento di altre 21. La maggior parte delle vittime è costituita da donne e bambini.

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    07:32

    Media: “Quattro feriti in un attacco in Cisgiordania, Idf elimina due aggressori

    Quattro persone sono rimaste ferite in una sparatoria all’incrocio di Yehuda, nel sud della Cisgiordania, e due di loro versano in gravi condizioni, mentre le altre due hanno riportato ferite lievi. Lo scrivono diversi media israeliani, tra cui Ynet. Nel frattempo, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) comunicano che i due aggressori responsabili dell’attacco sono stati uccisi dai militari mentre tentavano di fuggire dal luogo dell’accaduto. La sparatoria è avvenuta sulla strada 35, vicino a Hebron. L’Idf riferisce inoltre di aver istituito posti di blocco e di aver imposto restrizioni agli spostamenti nelle vicine località palestinesi. 

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    06:59

    Teheran, 7 navi sono state colpite nello Stretto di Hormuz

    Sette navi in una sola notte sono state colpite nello Stretto di Hormuz: tre hanno urtato delle mine e quattro sono state attaccate direttamente dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc). Lo riportano, secondo quanto riferito da Al-Jazeera, le autorita’ iraniane secondo le quali queste navi sono legate agli Stati Uniti. Si tratta di una grave escalation, poiche’ probabilmente rappresenta il numero piu’ elevato di incidenti in un solo giorno ammesso dall’Irgc.

    06:58

    Cisgiordania, cinque attiviste italiane fermate: la Farnesina chiede il rilascio

    Le connazionali si trovavano nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, in Cisgiordania, per accompagnare agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive

    Cisgiordania, cinque italiane fermate: la Farnesina chiede il rilascioCisgiordania, cinque italiane fermate: la Farnesina chiede il rilascioVai al contenuto

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