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La FNOB ha ricevuto una sanzione di 2.000 euro per due PEC che rendevano visibili gli indirizzi e-mail di numerosi professionisti.
Il Garante ha ritenuto che la divulgazione degli indirizzi personali violasse il GDPR, pur valutando l’episodio occasionale e di bassa gravità.
La Federazione ha introdotto istruzioni per gli invii collettivi e annunciato una formazione interna, mentre l’Autorità ha disposto la pubblicazione del provvedimento.
Due PEC inviate con gli indirizzi e-mail dei destinatari in chiaro sono costate una multa di 2.000 euro alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB). L’errore è stato segnalato al Garante per la protezione dei dati personali da una biologa che aveva ricevuto le comunicazioni insieme ad altri professionisti.
La vicenda è al centro del provvedimento n. 763 del 7 ottobre 2026, con il quale l’Autorità ha accertato la violazione della normativa sulla privacy.
Indirizzi e-mail visibili a tutti: perché è una violazione della privacy
Quando si invia una comunicazione a più persone, il campo CCN (copia conoscenza nascosta) consente di nascondere gli indirizzi e-mail agli altri destinatari. È una precauzione importante soprattutto quando si utilizzano recapiti personali, che non possono essere condivisi liberamente con terzi.
Nel caso della Federazione dei Biologi, il problema si è verificato il 21 e il 24 luglio 2025. In entrambe le occasioni sono state inviate delle PEC a numerosi professionisti, lasciando visibili gli indirizzi e-mail di tutti i destinatari. Una delle persone coinvolte ha quindi presentato un reclamo al Garante, che ha avviato gli accertamenti.
Durante l’istruttoria, la Federazione ha riconosciuto l’errore, attribuendolo all’utilizzo della posta elettronica certificata anziché di quella ordinaria. Secondo quanto spiegato dall’ente, il sistema PEC impiegato non consentiva di inserire gli indirizzi nel campo CCN.
La FNOB ha sottolineato che si era trattato di due episodi occasionali e che non vi era alcuna intenzione di divulgare informazioni riservate. Le comunicazioni riguardavano attività istituzionali ed erano destinate a professionisti dello stesso settore. Alcuni di loro, secondo la Federazione, potevano peraltro già conoscere gli indirizzi e-mail degli altri destinatari.
Le spiegazioni fornite dall’ente non sono però bastate a escludere la violazione della normativa sulla privacy.
Multa da 2.000 euro: cosa ha stabilito il Garante della privacy
Secondo il Garante, lasciare visibili gli indirizzi e-mail in una comunicazione collettiva significa rendere disponibili dati personali anche agli altri destinatari. Una condivisione di questo tipo richiede un’adeguata base giuridica, che nel caso delle due PEC non era presente.
L’Autorità ha quindi accertato la violazione degli articoli 5 e 6 del GDPR (il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, la normativa dell’Unione Europea in materia di privacy e sicurezza dei dati personali), oltre che dell’articolo 2-ter del Codice privacy (il testo unico italiano che regola la raccolta e la protezione dei dati personali).
Nel determinare l’importo della multa, il Garante ha comunque tenuto conto delle circostanze attenuanti. L’errore è stato considerato episodico e di bassa gravità, anche perché i dati divulgati riguardavano esclusivamente indirizzi email. A favore della Federazione hanno pesato anche l’assenza di precedenti violazioni pertinenti e la collaborazione dimostrata durante l’istruttoria.
La FNOB ha inoltre dichiarato di aver introdotto istruzioni interne per gestire correttamente le comunicazioni collettive, annunciando anche una formazione specifica per il personale. Alla luce di queste circostanze, il Garante ha fissato la sanzione a 2.000 euro. L’Autorità ha disposto anche la pubblicazione dell’ordinanza sul proprio sito, tenendo conto dell’elevato numero di destinatari coinvolti.
Gestire i dati personali
La vicenda della Federazione dei Biologi è un esempio concreto di quanto sia importante gestire correttamente i dati personali, anche quando si svolgono operazioni apparentemente semplici come l’invio di un’e-mail. Basta una disattenzione per rendere visibili informazioni che dovrebbero rimanere riservate. La sanzione dimostra quanto sia necessario prestare attenzione alle modalità di invio delle comunicazioni, soprattutto quando coinvolgono numerosi destinatari.
FAQ
Perché la FNOB è stata multata dal Garante?
La Federazione ha inviato due PEC a più professionisti lasciando visibili tutti gli indirizzi e-mail dei destinatari, condividendo così dati personali senza un’adeguata base giuridica.
A quanto ammonta la sanzione?
Il Garante ha stabilito una multa di 2.000 euro, considerando l’episodio occasionale, la limitata gravità dei dati divulgati e la collaborazione della FNOB.
Quando sono state inviate le PEC con gli indirizzi visibili?
Le comunicazioni sono partite il 21 e il 24 luglio 2025 e sono state inviate a numerosi professionisti.
Come si possono nascondere gli indirizzi in un invio collettivo?
Si può usare il campo CCN, che impedisce ai destinatari di vedere gli indirizzi degli altri. È importante verificare che il sistema di posta utilizzato consenta questa opzione.
Quali misure ha adottato la Federazione dopo l’errore?
La FNOB ha introdotto istruzioni interne per gestire le comunicazioni collettive e ha annunciato una formazione specifica per il personale.
