Frattura del radio destro e sospetta lesione dell’ulna per il pilota Aprilia, atteso a Melbourne per ulteriori accertamenti. La TAC chiarirà se sarà necessario operare e i tempi di recupero


    Giulia Arturi

    Giornalista

    24 ottobre (modifica alle 12:13) – MILANO

    Salvo colpi di scena o rientri lampo, Jorge Martin potrebbe aver perso il Mondiale alla curva 8 del Gp di Phillip Island. Mancavano cinque giri alla conclusione della Sprint e la battaglia con Marc Marquez, che lo inseguiva a due punti di distanza in classifica del Mondiale, stava facendo alzare tutti dalla sedia. Poi la scivolata ad altissima velocità, i metri percorsi rotolando nella ghiaia e l’uscita in barella. Il bilancio: frattura del radio destro vicino al polso e sospetta frattura dell’ulna. Martin non correrà sicuramente domani, ma sono a rischio anche i successivi appuntamenti in Malesia e Qatar.

    il mondiale—  

    Marc Marquez ha vinto la Sprint e ora guida il Mondiale con 10 punti di vantaggio su Martin, diretto a Melbourne per gli accertamenti che diranno l’entità dell’infortunio e i tempi di recupero. Dopo la caduta del rivale, Marquez ha conquistato la sua nona Sprint stagionale, precedendo il fratello Alex e Fabio Di Giannantonio. Franco Perona, medico dell’Aprilia, ha confermato la diagnosi: “Frattura del radio e sospetta frattura dell’ulna. Dovrà sottoporsi a una TAC, poi si deciderà se sarà necessario operare”. Martin, intanto, ha rassicurato sulle proprie condizioni: “Peccato per la caduta, è stata brutta. L’importante è che io stia bene dopo un incidente molto pericoloso. Adesso andrò a Melbourne, capirò a quali esami dovrò sottopormi e come procedere nei prossimi giorni. Sto bene, sono vivo, questa è la cosa più importante”. Ora tutto dipenderà dagli esami a Melbourne e dai tempi di recupero dello spagnolo dell’Aprilia.

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    le parole di marc—  

    “Prima di tutto, spero che Jorge stia bene – ha commentato Marc Marquez -, perché il team mi ha appena informato che si trova al centro medico. Quando cadi in Curva 8 la velocità è elevata, gli auguro il meglio, perché sarebbe positivo anche per il campionato. Oggi si è visto che c’è battaglia. È stato un duello per il titolo: logicamente, se non fosse stato Martin, non sarei entrato così tanto nella lotta, ma oggi era il momento di farlo. Lui aveva un pizzico di velocità in più, ma io mi sono difeso come potevo – ha continuato – Ho visto che entrambi eravamo al limite e, quando mi ha superato, ho notato che la sua moto si muoveva parecchio e che non era del tutto a suo agio. Questo mi ha dato ulteriore fiducia per contrattaccare e rendergli le cose difficili, se voleva vincere”.

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