La portavoce di Lavrov aveva postato un’intervista del cantante che dichiarava: «Non sanzioni ma fiori alla Russia». E il cantante ha rincarato la dose
Dopo le dichiarazioni di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo — che ha esortato la premier Giorgia Meloni ad «ascoltare la voce ragionevole» del celebre cantante e del popolo italiano —, Al Bano interviene ai microfoni dell’Adnkronos ribadendo con forza la propria vocazione pacifista e invocando una svolta diplomatica globale. «Abbiamo bisogno di pace per vivere bene e non di guerre. Il mondo non vede l’ora che si concludano tutti i conflitti, non solo quello tra la Russia e l’Ucraina. Una guerra maledetta, quest’ultima, che sta facendo molti, troppi danni», ha dichiarato l’artista.
Cosa ha detto Zakharova
Attraverso il proprio canale Telegram, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha invitato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad ascoltare la presa di posizione del cantante pugliese, da decenni popolarissimo in Russia. Il riferimento di Zakharova è a un’intervista rilasciata dall’artista a Sandro Teti Editore e diffusa online il 21 ottobre. Nel colloquio, Al Bano si era rivolto direttamente alla premier con toni confidenziali e accorati: «Cara Giorgia, ti voglio bene. Te ne vorrei ancora di più se apriamo le porte alla Russia. Io sono un uomo di pace. Perché fare sanzioni alla Russia? Diamo azioni alla Russia, diamo fiori alla Russia. Facciamo in modo che si smetta questa maledetta guerra». Il cantante aveva inoltre ricordato il forte legame culturale ed emotivo tra i due popoli, definendo la Russia un Paese che nutre affetto per l’Italia e ricco di «linfa italiana».
La replica sarcastica di Zakharova contro Roma
Parole prontamente raccolte da Mosca. Zakharova ha definito l’intervento di Al Bano un appello «pubblico, sincero ed emotivo» per chiedere lo stop al regime sanzionatorio e un impegno concreto verso una pace duratura in Ucraina, sollevando però il dubbio che a Roma qualcuno voglia davvero dargli ascolto. La portavoce del Cremlino ha poi colto l’occasione per criticare duramente l’esecutivo italiano. «A giudicare dagli ultimi avvenimenti, le autorità italiane sembrano avere serie difficoltà ad accogliere le voci che dissentono dalla narrativa politica dominante», ha attaccato Zakharova. Riferendosi al dibattito sulle presunte interferenze esterne, ha aggiunto con tono ironico: «Se i giovani protestano, si cerca una pista russa; se i cittadini esprimono malcontento, si sospetta un’influenza straniera. Il prossimo obiettivo delle indagini dei servizi segreti italiani sarà forse Al Bano?».
L’artista replica: «Pronto a fare da ponte»
«In Russia, grazie a Dio – ha poi aggiunto Al Bano – godo di buona fama. Se posso essere strumento per anticipare, agevolare, promuovere la pace io sarei strafelice. Io ci credo nella pace. È stato mio padre, Carmelo Carrisi a trasmettermi per primo il senso della pace. Aveva partecipato alla seconda guerra mondiale. Quello che mi ha raccontato della guerra mi è rimasto come spade, dentro la carne. Mi raccontava di aver partecipato al conflitto senza però aver mai ammazzato un uomo. Ha fatto di tutto per fuggire perché non condivideva quella guerra. “Perché dovrei ammazzare delle persone che non mi hanno fatto nulla?”, mi diceva. Ed era un contadino doc».

